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CORRIERE DELLA SERA.LE RIPETUTE OSSESSIONI DI ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA SUL CAVALIERE SILVIO BERLUSCONI.

 Milano 7 settembre 2009(Corsera.it) di Matteo Corsini.

In un paese libero si deve poter fare quello che si vuole,in Italia la massoneria dei poteri forti,quelli illegittimi cerca di condizionare le sorti del paese e chi più chi meno si inchina e genuflette senza vergogna.Quando Ernesto Galli della Loggia critica Silvio Berlusconi nel suo articolo odierno " Due o tre cose su Premier e stampa " ,dimentica che l'enorme popolarità del Cavaliere di Arcore deriva dalla disfatta della sinistra e la sua incapacità di rinnovarsi e di annoverare tra le sue fila leaders capaci.La forza di Berlusconi è nell'invidia del prossimo,tanto maggiore questa fertilizza l'opposizione tanto lui ....

....diventa famoso,leggendario,tanto la mente degli avversari si atrofizza.Tanto lavora il suo uccello con le puttane a Palazzo Grazioli,tanto più crescono le corna in capo ai leaders della sinistra.E' una pura e semplice equazione politica,i cui lineamenti,laccioli e spasmi,il Cavaliere di Arcore ha contribuito negli anni a tagliuzzare,a modo suo,con il carattere proverbialmente apolitico,diciamo innamorato di se stesso,ma come non potrebbe esserlo un piccolo uomo con pochi capelli?

Se fossi in Ernesto Galli della Loggia mi preoccuperei della disarmante mediocrità dei politici sinistresi,cominciando con la brutta vicenda della Romeo e dei suoi amici,partendo da Lusetti & company.Mi preoccuperei del teatrino della Melandri quando si presenta in televisione,ormai digiuna delle problematiche reali dei suoi accoliti,e mi preoccuperei della povertà di idee che affligge il paese,dei laccioli della burocrazia,dello scempio dell'educazione scolastica che vige in Italia ormai da oltre un secolo.

Non credo che vi siano menti eccelse anche nelle file del centro destra,ma almeno quella pattuglia si è schierata unita dietro le ali del Premier,e da dietro sfoggia sorrisi e camminate eleganti,guardate come riluce di gioia il Calderoli oppure Gasparri.Sono leaders del leader e dunque una forma imperfetta del Genio civile e politico.

La ricetta di Silvio Berlusconi è forse stata semplice,giocare di sponda con la mediocrità di leaders politici che non colgono l'attimo fuggente,non traducono in fatti e azioni le necessità del popolo,perchè nascono appoggiati al carrozzone infernale della cosa pubblica da cui non si distinguono se non per slogans e pettinature.

Il richiamo della foresta è assillante,la competizione fortissima e quasi sempre nella vita comune prevalgono le idee e la volontà di realizzarle.Cosa ha realizzato la sinistra fino ad oggi? Cosa ha fatto ieri? Come si propone domani?

Bersani è un tipaccio di una simpatia unica,galantuomo senza dubbio,capace e rispettoso delle regole,ma il suo carisma di uomo di secondo piano, di chef coniugale,potrà mai battere le risorse intellettive del Cavaliere di Arcore?

Quando Ernesto Galli della Loggia ricalca ancora una volta il ritornello della sua ossessione per il Cavaliere,quasi avesse scopato la moglie anche a lui,si indigna scrivendo : "Se c'era bisogno di una prova della incapacità del Premier di gestire i conflitti,anche di natura personale,in cui si trova coinvolto,egli  l'ha data con la querela ai giornali nei giorni scorsi."

Da una parte il Galli parteggia e si schiera per l'Ordine dei giornalisti,come dire una botta al cerchio e una  alla botte ,quando carica il pezzo da novanta dalle pagine del Corriere ,come dire il viatico per una nuova forma di gestione politica che ormai e con evidenza si schiera contro il Cavaliere.Ma noi tutti sappiamo che la difesa corporativistica dell'Ordine è di dubbio gusto,da noi infatti nei mesi scorsi ampiamente documentata la scorrettezza dei suoi organi dirigenti,e la raffinata invasione di campo politico insieme agli amici del Corriere dimostra e documenta come la penna dell'editorialista,sia intinta nel veleno a tutto vantaggio delle astute menti che pestano dentro il mortaio,nella vana speranza di vedere evaporare il Cavaliere di Arcore,che un pò a tutti ormai rompe i coglioni.

Servilismo politico nei fatti,viatico per quei tromboni gonfiati che cercano di ricostruire quel grande centro cattolico,che forse qualcuno adesso ha intenzione di portare a galla.

La campagna politica di Vittorio Feltri è forse appena all'inizio e il lauto contratto con il quale è entrato a dirigere il Giornale,fa pensare soltanto a questo,ad una guerra senza esclusione di colpi,dove il Premier di Arcore tenterà di scardinare i gangli fetidi della massoneria cattolica ingroppata al sistema bancario,una certa parte di questo.

 

 


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