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CEI: APPARTENENZA ALLA CHIESA DEBOLE PER COLPA NOSTRA.

Roma 6 settembre 2009(Corsera.it)

Diventa difficile il cammino della Chiesa Cattolica,ma anche in altre occasioni aveva trovato difficoltà,riuscendo a superare il guado.Ma questa volta le ripercussioni del caso Dino Boffo sembrano dilatare i guai pesanti già provocati dal fenomeno della pedofilia,sopratutto nel ramo americano.A puntare l'indice sulla disaffezione nei confronti della Chiesa cattolica è stato Monsignor Mariano Crociata segretario della....

....Conferenza Episcopale italiana,nella sua relazione all'assemblea dell'Azione Cattolica."In Italia si assiste ad un lento declino all'appartenenza religiosa forte alla Chiesa Cattolica."I motivi sono vari,ma forse lo spessore raggiunto adesso appare ingombrante per gli stessi prelati.Lo scontro politico conduce la Chiesa in un vicolo cieco,sopratutto quando la battaglia ha come parterre la televisione,quel magma mediatico che in qualsiasi momento può affondare anche la barca più solida.Lo scontro con Silvio Berlusconi, provocato dall'inconsapevole Dino Boffo deve dunque essere rinchiuso nel dimenticatoio e la Chiesa riprendere il suo corso quello di sempre,senza sconfinare lungo i recinti della politica italiana.

I nemici che minacciano la Chiesa sono dunque un focolaio interno,infettato dalla pedofilia e sopratutto dall'avidità del potere.Il volto della Chiesa di oggi ha assunto le fattezze del lupo che cerca la preda,ghermisce con i propri artigli le poltrone del potere al fine di difendere la sua esistenza.Ma si è andati oltre,si è costituito un gruppo di potere che vuole prevalere sugli altri senza esclusione di colpi e nelle alcove dei monasteri si è dimenticata la parola di Dio .Si scrivono lettere anonime inzuppate nel veleno,ci sono corvi anzichè salvatori di anime.dannati anzichè angeli.

 

Altra fonte Il Giornale. Una Chiesa forse un po’ meno «politica» ma che non rinunci a «resistere a tutto ciò che contraddice il Vangelo e la fede». Il ritratto della futura comunità cattolica nazionale è stato tracciato ieri da monsignore Mariano Crociata, segretario della Conferenza episcopale italiana, nella sua relazione all’assemblea dell’Azione cattolica. Con il pensiero naturalmente al caso Boffo - che pure non è stato mai espressamente menzionato - e ai nuovi equilibri che verranno disegnati dalla nomina del suo successore alla guida del quotidiano cattolico «Avvenire».
In Italia, ha spiegato monsignore Crociata, si assiste a un «lento declino dell’appartenenza religiosa forte alla Chiesa cattolica». Una notazione realistica alla quale è seguito un invito alla «resistenza»: i credenti in Italia, ha detto Crociata, non devono lasciarsi «fagocitare dal mondo e dalla sua logica anti evangelica e disumanizzante», e tuttavia non possono nemmeno cedere alla «sindrome d’assedio» di chi «vede attorno a sé nemici e minacce alla Chiesa». «Bisogna vigilare non solo sulla tentazione di ridurre la fede alla dimensione privata, ma anche su quella opposta di adagiarsi sul mantenimento di un ambiente socio-culturale con tratti religiosi e più o meno vagamente cristiani, secondo una prospettiva di religione civile», ha precisato quindi il numero due della Cei. «Una Chiesa di popolo - ha concluso - ha bisogno di personalità credenti spiritualmente forti e culturalmente solide. Ciò esige di assicurare tale qualità dentro il ritmo ordinario della vita».
Significativo il fatto che l’«Osservatore Romano», nel sintetizzare l’intervento di Crociata, abbia titolato: «Da una visione di Chiesa sociologica a una teologica».


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