Roma 15.3.2009(Corsera.it)
Italease si avvia al delisting e i suoi azionisti alla amara conclusione di aver perduto quasi tutto il loro investimento,grama consolazione il concambio con le azioni del Banco Popolare,che anchesso viaggia a dimensioni 10 volte inferiori ai valori raggiunti qualche anno fa.Se leggiamo bene nelle pieghe della recente storia di Italease e del suo A.d. Massimo Faenza ci accorgiamo che sono soltanto 30 gli immobiliaristi che si sono ingoiati qualcosa come 4 miliardi di finanziamenti,alcuni dei quali stanno ricacciando parte di quanto hanno avuto in regalo,ma molti altri,gli intoccabili pare che siano scomparsi nel nulla.Avete più sentito parlare di Giuseppe Statuto? Nessuno sà che fine abbia fatto,malgrado conservi ancora i suoi uffici nella sede a Roma in Piazza San Bernardo che una volta era il quartier generale di Italease.Come vanno i suoi finanziamenti? Rimborsa le rate? Oppure a coloro che si fecero avanti per la scalta a BNL per ragioni politiche si lascia che la polvere del tempo copra tutto come un velo?
Prima di effettuare il delisting a scapito degli azionisti i managers della banca Italease dovrebbero chiarire la posizione di questi 30 soggetti,altrimenti si configura il reato di truffa ai danni dei soci di minoranza.
MILANO (MF-DJ)--Nonostante sia indirizzata verso un mesto delisting, B.Italease non rinuncia a recuperare quanto possibile dai furbetti della Faenza Bank, gli uomini messi assieme dall'ex a.d. Massimo Faenza, che hanno operato con derivati speculativi con i clienti e sottratto almeno 30 mln attraverso commissioni incassate dai mediatori e poi retrocesse ai manager.
Ieri, si legge su MF, l'istituto guidato da Massimo Mazzega e' riuscito a recuperare alcuni milioni dalla prima transazione con uno dei soggetti imputati dell'appropriazione indebita. A restituire il denaro che i magistrati di Milano sono riusciti a identificare come sottratto alla banca, con l'aggiunta di 1 milione circa a titolo di risarcimento danni, e' stato Roberto Fabbri, uno degli intermediari della banca di via Cino del Duca.
La definizione della cifra complessiva versata da Fabbri non e' stata ancora resa nota ma quello che conta per la banca e' la fissazione del principio della restituzione del denaro e del ristoro dei danni. Red/mur
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