CORSERA ALESSANDRO SALLUSTI CARCERE CORSA CONTRO IL TEMPO PER SALVARE LO ZIO FESTER

ROMA 29 SETTEMBRE 2012 CORSERA.IT DI MAC

ALESSANDRO SALLUSTI EVITIAMO IL CARCERE PER LO ZIO FESTER.MI DOMANDO QUALE DIFFERENZA CI SIA TRA UN CONSIGLIERE REGIONALE CHE VA A SCIARE CON I SOLDI DELLA COLLETTIVITA' E UN GIORNALISTA CHE TRADISCE LA SUA PROFESSIONE SCRIVENDO A COMANDO DEL SUO PADRONE.NESSUNA CREDO.

SONO FIGLIO DI UN GIORNALISTA LIBERO,CHE HA FATTO DELLA SUA PROFESSIONE UNA FEDE DELLA LIBERTA' DI PENSIERO E DELL'INDIPENDENZA DA QUALSIASI EDITORE.ACCANTO A LUI NEL CORSO DELLA MIA ADOLESCENZA,HO SOPPORTATO IL PESO DELLA MASSONERIA,DI QUEL POTERE CHE ABBRACCIA OGNI COSA IN QUESTA ITALIA DERELITTA.700 DENUNCE SULLE MALVERSAZIONI DEL CONI,LO SPRECO DI ...

DENARO PUBBLICO NELLE FEDERAZIONI SPORTIVE,LE COLLUSIONI TRAQ SPORT E MAGISTRATURA.HO VISTO CADERE IL PRESIDENTE DEL CONI GIULIO ONESTI,I PRESIDENTI DI FEDERAZIONE COME BENECK E TANTI ALTRI.DA FRANCO CARRARO A MARIO PESCANTE,IL TENTATIVO DI COMPRARE LA FIRMA DI UN GIORNALISTA LIBERO.SO COME AGISCE LA MASSONERIA,IL MONDO DEL POTERE FINE A SE STESSO.IL GRASSO DELLA POLITICA E CONTRO TUTTO...

QUESTO SCRIVIAMO DA SEMPRE.IL CORSERA E' UN QUOTIDIANO INDIPENDENTE,LIBERO,SENZA PADRONI E SENZA PUBBLICITA'.IL CORSERA SI STRINGE ACCANTO ALLO ZIO FESTER ALESSANDRO SALLUSTI,UOMO SIMPATICISSIMO,GIORNALISTA DIPENDENTE.

VIVERE IN PRIMA LINEA CON IL GIORNALISMO E' UN'ESPERIENZA CHE GALVANIZZA,CHE FA CRESCERE FORTI E INDISTRUTTIBILI.IL FIGLIO DI UN GIORNALISTA INDIPENDENTE CONOSCE LA POVERTA',L'ASSENZA DI RELAZIONI CON I GIORNALI DEL POTERE,CONOSCE L'ANGOSCIA DEL TEMPO,DEL NON SALARIO,DELLA NEGAZIONE DI OGNI DIRITTO.IN ITALIA IL GIRNALISMO INDIPENDENTE E' COME UN VIRUS,UNA SORTA DI PESTE BUBBONICA CHE TI ATTANGLIA PER SEMPRE,TI MARCHIA A VITA.MA DENTRO DI ME HO SEMPRE PENSATO CHE NON AVREI POTUTO CONOSCERE GIORNI MIGLIORI,SETTIMANE E MESI,NEL CORSO DEI QUALI HO DOVUTO TRARRE LA FORZA SOLTANTO DA ME STESSO,LE BATTAGLIE IN PRIMA LINEA,GLI SCOOP,LE DENUNCE ALLA PROCURA.IL GIORNALISMO INDIPENDENTE ' COME UN SUCCO CONCENTRATO IN CUI L'INTERO QUOTIDIANO CI FRULLA DENTRO E TI RIEMPIE DI GIOIA,PERCHE' CONOSCERE LA VERITA' E' LA FONTE DI OGNI DIRITTO,DI OGNI SOCIETA' IN CUI PREVALE LA DIGNITA' DELL'UOMO E I SUOI DIRITTI.TUTTO QUESTO NON ME LO HA INSEGNATO ALESSANDRO SALLUSTI O ENRICO MENTANA O TANTI ALTRI GIORNALISTI DEI SALOTTI,L'HO IMPARATO IN PRIMA LINEA,COME I MAGISTRATI SONO IN PRIMA LINEA CONTRO LA MAFIA,COME I CARABINIERI O LA POLIZIA AFFRONTA I PERICOLI NEL CUORE DELLA NOTTE.HO IMPARATO QUESTO DAI GRANDI GIORNALISTI.HP IMPARATO A CONOSCERE LA VERITA' E NON NE FARO' MAI A MENO.

NON POSSO CHE BIASIMARE GIORNALISTI COME ALESSANDRO SALLUSTI,VITTORIO FELTRI,LE PENNE AL SERVIZIO DEL PADRONE,MA LA BATTAGLIA PER EVITARE IL CARCERE E' UNA BATTAGLIA GIUSTA A CUI MI UNISCONO VOLENTIERI E CON ME OGNI ARTICOLISTA DEL CORSERA.IT.UN AUGURIO DUNQUE A ZIO FESTER,ALESSANDRO SALLUSTI,SIMPATICISSIMO E TEATRALE.NON TOGLIETELO DAI TALK SHOW.INTERPRETA L'ITALI CAFONAL DI SILVIO BERLUSCONI.

E' ORMAI UNA CORSA CONTRO IL TEMPO PER EVITARE CHE L'EX DIRETTORE DE IL GIORNALE ALESSANDRO SALLUSTI,DETTO ANCHE LO IO FESTER.FINISCA UN PRIGIONIE PER NON AVER SCRITTO UN ARTICOLO,CHE RIPORTAVA IN EFFETTI NOTIZIE DEL TUTTO INFONDATE.MA LA LEGGE SULLA STAMPA IN ITALIA E' ANCORA FORCAIOLA E DI EMANAZIONE FASCISTA.ANDARE IN GALERA PER UN ARTICOLO DI GIORNALE E' UNA ESAGERAZIONE DA PAESE DEL TERZO MONDO.E DUNQUE NOI DEL CORSERA.IT SENZA NE' E SENZA MA,CI UNIAMO A QUESTA BATTAGLIA DI LIBERTA',INOLTRE A FAVORE DI UNA PERSONA TIMIDAMENTE SIMPATICA,SEMMAI AGGRESSIVA,QUANDO RECITA IL ROSARIO..

DEL SUO SIGNORE.MA FA PARTE DELL'UOMO,DELLA PROPRIA COSCIENZA,LA VERITA' DELLA NOTIZIA E L'INDIPENDENZA DA QUALSIASI CONDIZIONAMENTO.NON POSSIAMO DIRE CHE ALESSANDRO SALLUSTI SIA UN GIORNALISTA LIBERO DA VINCOLI EDITORIALI,CO,E DEL RESTO VITTORIO FELTRI,SONO DUE BALLERINE DEL BUNGA BUNGA DEL REAME DI SILVIO BERLUSCONI.MA COME DIRE UN LAUTO STIPENDIO RIEMPIE SEMPRE LA PANCIA.THE BATMAN DOCET.

L'arma segreta potrebbe essere l'Europa. Ed è l'ex ministro degli esteri Franco Frattini a indicare la strada. «La risposta alle anomalie dell'Itala esiste - spiega Frattini - è da cercare a Strasburgo. In questo senso la Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) è uno strumento importante. Ed è proprio dalla stessa giurisprudenza della Corte che si evince che in alcuni casi simili alla vicenda Sallusti la stessa ha ritenuto che la libertà di espressione deve essere rispettata ». «Addirittura - osserva Frattini -

c'è il caso dello studioso Claudio Riolo condannato per diffamazione nel 2008.

Da Strasburgo arrivò all'epoca un'altra fondamentale sentenza che ha condannato lo Stato italiano a risarcire Riolo con 60 mila euro più le spese legali. Ecco perché Sallusti, supportato dalla Fnsi, deve presentare subito un ricorso presso la Cedu».

Tutti, intanto, concordano che la misura deve essere adeguata e tempestiva. Vannino Chiti e Maurizio Gasparri si augurano che il ddl che hanno presentato giovedì abbia una corsia preferenziale. Il punto qualificante del ddl è quello in cui si chiede di allineare il nostro Paese agli standard europei dove non è prevista pena detentiva ma solo pecuniaria per il reato di diffamazione a mezzo stampa. «La nostra iniziativa - spiega Gasparri - non contrasta con quella, eventuale, del governo attraverso un decreto. Anzi la sollecita e la rafforza. A tal fine mi auguro che siano tanti i senatori che vorranno sottoscriverlo». Dal canto suo il presidente del Senato Renato Schifani ha promesso che Palazzo Madama «adotterà tempi brucianti per l'approvazione dell'eventuale norma». In Parlamento, però, c'è già una proposta di legge che ha iniziato il suo iter. Si tratta del ddl firmato dai deputati Gaetano Pecorella ed Enrico Costa. E che mercoledì approderà in Commissione giustizia dove verrà letta la relazione introduttiva dei firmatari. «Si potrà procedere in tempi brevi - si augura Costa - e, con il consenso dei gruppi, adottare la sede legislativa. L'auspicio è che si possa individuare un testo snello che contemperi le esigenze di tutela dei diritti della personalità con quelle di garantire la libertà di espressione».

Il timore del presidente della Repubblica Napolitano e del Guardasigilli Paola Severino è, però, che i tempi obbligati dell'iter parlamentare non risolvino il problema immediato, vale a dire quello di evitare il carcere a Sallusti. Ecco perché presidente e ministro hanno discusso della possibilità di un decreto legge. Sono in molti ad auspicare che venga scelta questa soluzione. Anche tra gli esperti di diritto si accoglie con favore questa ipotesi. Un decreto che depenalizzi il reato di diffamazione imporrebbe ai magistrati giudicanti di simili casi l'ossequio dei commi 2 e 4 dell'articolo 2 del Codice penale che sancisce il principio del favor rei ovvero dell'applicazione automatica della pena più favorevole all'imputato.

«Effettivamente la pena è un po' eccessiva - commenta l'ex Procuratore della Repubblica di Napoli Giandomenico Lepore - ma la legge è questa. Ora tutti attaccano i magistrati che hanno applicato la norma, invece di prendersela con la politica che non l'ha cambiata». «Eravamo e restiamo contro il carcere e contro ogni forma di bavaglio - concorda Giuseppe Giulietti, oggi parlamentare ma con un passato di giornalista Rai -, ma sarebbe opportuno sanzionare il diffamatore con una “condanna ai lavori forzati della rettifica” e ripristino delle dignità lese». Sullo stesso registro la proposta del presidente della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale. «Sallusti paghi anche duramente -spiega il sindacalista -. Ma il carcere no. Nei Paesi civili il carcere per i reati di parola non è ammesso». Natale poi ricorda che altri giornalisti rischiano il carcere. Si tratta del direttore dell'Alto Adige, Tiziano Marzon e del cronista Orfeo Donatini condannati in primo grado a 4 mesi di carcere perché in un articolo di Donatini veniva riportata la presenza del consigliere provinciale Sven Knoll a un raduno neonazista.

Commenta questo articolo

Tutti i commenti