CORSERA ALCOA DOLCE VITA A VIA VENETO SCONTRI E FERITI
Roma, 10 set. - Scontri, tensione e feriti a Roma al corteo e al sit-in dei circa 500 lavoratori Alcoa, giunti dalla Sardegna, in occasione dei vertice al ministero dello Sviluppo economico che deve fare il punto della situzione sul futuro dello stabilimento sardo. Bombe carta, petardi, cariche di alleggerimento delle forze dell'ordine e una tentata aggrassione al responsabile economico del Pd Stefano Fassina giunto al dicastero di via Veneto per solidarieta' nei confronti dei lavoratori: questa la cronaca della mattinata durante la quale l'azienda ha confermato la chiusura degli impianti a fine anno. Tra i manifestanti anche i tre operai che si sono asserragliati per alcuni giorni sul silos dello stabilimento di Portovesme.

Sono otto....

in tutto, al momento, i feriti degli scontri avvenuti tra le forze dell'ordine e gli operai dell'Alcoa davanti alla sede del ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di due operai e di sei appartenenti alle forze dell'ordine. I feriti delle forze dell'ordine sono tre carabinieri, un militare d...ella Guardia di Finanza e due poliziotti della Questura di Roma (un ispettore e un funzionario). Altri otto agenti di polizia del reparto mobile hanno riportato lievi ferite, ma hanno preferito non farsi medicare rimanendo in servizio.

Dure contestazioni a Fassina che stava rispondendo ai giornalisti, quando e' stato bersagliato di insulti e proteste.

"Ci avete venduti" e "Andate a lavorare", sono state le frasi che i lavoratori gli hanno urlato contro. Alle 13 circa e' iniziato l'incontro durante il quale pare sia stato confermato l'interesse per lo stabilimento dell'azienda svizzera Klesch. Per il Governo sono presenti il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Claudio De Vincenti e il vice ministro al Welfare, Michel Martone. E' poi presente un'ampia delegazione degli Enti locali, guidata dal presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci. Folta la delegazione sindacale, oltre trenta membri, tra i quali dirigenti nazionali dei metalmeccanici e i responsabili delle Rsu. Da Torino il ministro del Lavoro Elsa Fornero spiega che "non ci preoccupa la manifestazione. Ci preoccupa tutto il problema dell'Alcoa".

"Noi - ha ribadito - siamo vicini ai lavoratori e ci sentiamo di spiegare loro lo sforzo che il governo sta facendo. Questo - ha aggiunto il ministro Fornero - e' uno sforzo per cercare di tenere in piedi quei posti di lavoro, che devono essere, pero', sostenibili economicamente". Per il leader della Cisl Raffaele Bonanni si tratta di una situazione difficile da risolvere: "Una situazione cosi' difficile va risolta perche' non siamo disposti a desertificare un territorio gia' cosi' povero". "Bisogna praticare prezzi piu' bassi - ha aggiunto - e rassicurare l'Europa con un progetto di energia pulita" ha concluso. Secondo il presidente di Sel, Nichi Vendola, invece "la vicenda Alcoa e il dramma che stanno vivendo da troppo tempo centinaia di lavoratori e le loro famiglie e' la cartina di tornasole dell'incapacita' che ha avuto la politica del centrodestra in questi anni, e anche l'attuale governo, nel porre in atto politiche concrete di sviluppo e per il lavoro".

Tanti messaggi di solidarieta', ma anche tanti attacchi e insulti sul web a Stefano Fassina dopo le contestazioni di questa mattina al corteo dell'Alcoa. Sia nella pagina Facebook del responsabile Economia del Pd sia su Twitter si sono moltiplicati in poche ore i commenti. "Fassina, evitiamo le provocazioni! Uno del Pd tra gli operai! Come se Kappler si mettesse in testa di dialogare con quelli dello Yad Vashem...", ha scritto Marco su Fb. "E' ora di fare delle scelte: o Forneo o gli operai. Piantatela di prendere per il c... La gente", ha commentato Silvia.
  "Corri, corri Fassina che l'ira popolare vi travolgera'.
  Siete finiti, sei finito traditore bastardo", ha scandito Antonello. Stesso tono anche su Twitter. "Fassina nemico pubblico numero uno", si legge in un post di Fra Buonfiglioli.
  "La politica scappa davanti ai problemi", ha ironizzato Marco.
  "Sembra che oggi Fassina abbia rischiato il linciaggio. E' la naturale conseguenza di una politica fatta da incapaci", ha detto Domenico. "Il Pd si dovrebbe fare un paio di domandine forse?", ha chiesto Enrico.

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