BENEDETTO XVI L'INFINITO DEL MONDO NELLE PAROLE DI DIO.

Città del Vaticano 25.12.08 (corsera.it) A cura di Matteo Corsini.

Questa giornata di Natale è trascorsa con la forza del tempo e forse anche del destino,perché Benedetto XVI è la forza della Chiesa che il mondo intero invoca nell’odissea della crisi economica. La Chiesa Cattolica rappresenta quella verità inoppugnabile,il banco di prova e la porta di ingresso nella tranquillità da questo tempo infetto. Benedetto XVI ha roteato la spada della saggezza con il suo vibrante calore umano,le parole ferree e rotonde,che spargevano semi di bontà e saggezza ai confini della terra. Il suo cuore si è aperto al mondo intero,le sue parole scendevano verso i laghi della solidarietà,l’inno di ogni passione umana in cui Dio deve riconoscersi era sempre presente,echeggiava come fuoco sui ghiacci e sul tempo.

Gli occhi di Benedetto XVI erano il cielo azzurro,la vicinanza del cosmo al significato del creato,le parole di quella forza invisibile e trascendente che innalza l’Uomo alle cose giuste da compiere. Le parole di Bendetto XVI erano marmo nella storia dell’umanità,scolpite per indicare la strada,diventare la forma essenziale del comportamento degli uomini tra loro,delineavano dove e quando andare. Non c’è luogo migliore dove far volare il pensiero e custodire lo spirito,avvicinarsi alla melodia del sapere e del sentire. Gli uomini del mondo erano abbandonati alla sua omelia,al ruggito della natura ,della simbiosi con Dio,dei suoi segnali,i luoghi dove andare e scoprire. Se il fascino del cristianesimo ha un suo lato oscuro e indescrivibile,oggi l’aria era permeata da questo roteare straordinario,come la culminazione del creato allo scibile umano,come l’avveniristico pianto del sublime alla fatalità del corso del tempo. Benedetto XVI era immenso e vero,era la parola di Dio e le dita del Signore,era il flauto di Pan che echeggia nei boschi e sorvola le cose come nel volo della speranza possibile.

 

 

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