VATICANO LA BENEDIZIONE DI URBI ET ORBI.SAN PIETRO AL CENTRO DEL MONDO.
CITTA' DEL VATICANO - L'Italia soffre della "considerevole crisi economica" di questo nostro tempo e il Papa invita gli italiani "a una più grande solidarietà tra le famiglie e le comunità che compongono la cara Nazione italiana". Lo ha detto negli auguri natalizi dopo il messaggio "Urbi et orbi".


 "Buon Natale agli abitanti di Roma e dell'intera Italia! La grande festa della nascita di Cristo - ha augurato Benedetto XVI - sia fonte di luce e di fiducia per la vita di tutti. In questo nostro tempo, - ha aggiunto - segnato da una considerevole crisi economica, possa il Natale essere occasione di più grande solidarietà tra le famiglie e tra le comunità che compongono la cara Nazione italiana. Dalla povera e umile grotta di Betlemme - ha concluso - si diffonda dappertutto la luce della speranza evangelica e risuoni l'annuncio che nessuno è estraneo all'amore del Redentore". Dopo gli auguri in italiano papa Ratzinger prosegue con gli auguri nelle varie lingue del mondo, in totale 64.

PAPA: SOLUZIONI GIUSTE PER MO, URGE PACE IN AFRICA - No alla "logica dello scontro e della violenza", ma "comporre le tensioni" e trovare "soluzioni giuste e durature ai conflitti" che travagliano la Terrasanta, i rapporti tra israeliani e palestinesi, le situazioni in Libano, in Iraq e "ovunque in Medio oriente". Lo chiede il Papa nel messaggio "Urbi et orbi" della mattina di Natale, pronunciato dalla loggia delle benedizioni di San Pietro e trasmesso in mondovisione.

E' urgente inoltre la pace per "gli abitanti dello Zimbabwe" da troppo tempo nella "morsa di una crisi economica e sociale" che si aggrava. Per il Congo e "specialmente" il "martoriato" Kivu. Per Darfur e Somalia, le cui interminabili sofferenze sono tragica conseguenza dell'assenza di stabilità e di pace". E questa pace, ricorda il Papa, la "attendono soprattutto i bambini di quei Paesi e di tutti i Paesi in difficoltà" per aver "restituita speranza al loro avvenire".

Alla "luce" del Natale e della pace, ha detto Benedetto XVI nel messaggio "Urbi et orbi (alla città e al mondo) diffuso in mondovisione, "anelano gli abitanti dello Zimbabwe, in Africa, stretti da troppo tempo nella morsa di una crisi politica e sociale che, purtroppo, continua ad aggravarsi, come pure gli uomini e le donne della Repubblica Democratica del Congo, specialmente nella martoriata regione del Kivu,del Darfur, in Sudan, e della Somalia, le cui interminabili sofferenze sono tragica conseguenza dell'assenza di stabilità e di pace. Questa Luce - ha aggiunto - attendono soprattutto i bambini di quei Paesi e di tutti i Paesi in difficoltà, affinché sia restituita speranza al loro avvenire.

CARD.BAGNASCO CELEBRA MESSA IN CARCERE MARASSI Il reinserimento dei detenuti che hanno scontato la propria pena "deve essere una responsabilità di tutta la società ": lo ha affermato l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, parlando con i giornalisti presenti al termine della Messa che ha celebrato stamani nel carcere genovese di Marassi. "Certo - ha proseguito - per chi ha famiglia, tutto diventa più facile, mentre se la persona è sola tutto diventa più difficile". Per questo "tutti devono fare di più". Il cardinale ha poi rivolto i propri auguri "alla mia città ", affinché abbia "un supplemento di generosità verso tutti coloro che hanno bisogno e per reagire alla difficoltà della crisi e del tempo presente". Il porporato ha poi rinnovato l'invito a "non perdere il riferimento alla dimensione etica perché senza etica, senza valori non si costruisce nulla e non si va da nessuna parte. E questo vale tanto nella vita personale quanto nella vita pubblica". La giornata del cardinale proseguirà dopo la Messa nella cattedrale di San Lorenzo, con la visita a quanti parteciperanno al pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio.Nel pomeriggio, l'arcivescovo presiederà i vespri solenni nella Cattedrale di San Lorenzo.

NOTTE DI NATALE, APPELLO DEL PAPA PER I BIMBI MALTRATTATI
Appello del Papa per i bambini rifiutati, per i bimbi "di strada e i bambini soldato", per quelli abusati, anche attraverso la "pornografia". Benedetto XVI lo ha lanciato nel cuore della notte di Natale, celebrando la messa nella basilica di San Pietro. E ha chiesto ad ognuno di "fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini" e un "cambiamento nell'intimo dell'uomo" che solo consentirebbe di superare "la causa di tutto questo male" e vincere "il potere del maligno". Riflettendo sulla nascita di Gesù bambino Benedetto XVI ha esortato a pensare "in questa notte in modo particolare anche a quei bambini ai quali è rifiutato l'amore dei genitori. Ai bambini di strada che non hanno il dono di un focolare domestico. Ai bambini che vengono brutalmente usati come soldati e resi strumenti della violenza, invece di poter essere portatori della riconciliazione e della pace. Ai bambini che mediante l'industria della pornografia e di tutte le altre forme abominevoli di abuso vengono feriti fin nel profondo della loro anima". "Il Bambino di Betlemme - ha aggiunto - è un nuovo appello rivolto a noi, di fare tutto il possibile affinché finisca la tribolazione di questi bambini;...". "Soltanto attraverso la conversione dei cuori, soltanto attraverso un cambiamento nell'intimo dell'uomo - ha osservato - può essere superata la causa di tutto questo male, può essere vinto il potere del maligno". "Solo se cambiano gli uomini, - ha concluso - cambia il mondo...".
A "Betlemme si crei la pace", lo auspica il Papa, invitando a pregare "che cessino l'odio e la violenza, che si desti la comprensione reciproca, si realizzi una apertura dei cuori che apra le frontiere".

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