LIBIA ODYSSEY DAWN.SILVIO BERLUSCONI LACRIME DI COCCODRILLO PER MUAMMAR GHEDDAFI.

Tripoli 22 Marzo 2011 CORSERA.IT

Libia nel  ventre di una guerra civile.Nei cieli della no fly zone,va in onda lo scontro tra Nani,ovvero Silvio Berlusconi e Nicholas Sarkozy.I due paesi si fronteggiano,sulla leadership della coalizione dei volenterosi.Silvio Berlusconi appare addolorato per la sorte dell'amico Muammar Gheddafi,piange sulla sua spalla,canta l'emozione.Il Governo italiano ha deciso di contrastare con vigore il comando delle azioni militari,lasciate nelle mani dei francesi,o almeno l'iniziativa di far rispettare la NO FLY ZONE,che ben presto si è trasfrmata in una vera e propria aggressione alle truppe militari di Muammar Gheddafi.

(Fonte il Corriere della Sera)ROMA - Da «volenterosi» a grandi «litigiosi». A tre giorni dal via alle operazioni militari contro i punti nevralgici della difesa di Muammar Gheddafi, la coalizione ha cominciato a perdere i pezzi. A dividere i governi è la questione della leadership delle operazioni della missione 'Odyssey dawn' finora condotte sotto il comando di Usa, Francia e Gran Bretagna. L'Italia reclama il passaggio in tempi rapidi della catena di comando sotto l'ombrello della Nato. In caso contrario, minaccia di riprendere il controllo delle sette basi militari messe a disposizione della coalizione e di provvedere a un «comando separato», secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini.

LA FRANCIA TENTENNA- Per tutta la giornata, però, Parigi ha tenuto una posizione inamovibile. Il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, ha dichiarato che «nei prossimi giorni l'alleanza è pronta a venire in sostegno della coalizione», ma non ha mai pronunciato la parola coordinamento e ha ribadito che le operazioni sotto bandiera Nato non sarebbero le benvenute dai Paesi arabi. «Siamo in un'operazione voluta dalle Nazioni Unite, portata avanti da una coalizione ad hoc, e alla quale la Nato potrebbe eventualmente portare il suo sostegno», ha rincarato il generale francese Philippe Ponthies, portavoce del ministero della Difesa. «Per il momento, tenendo conto che c'è già una coalizione internazionale formata non solo da paesi europei e membri della Nato, ma anche da paesi arabi, sembra che il sentimento prevalente è che la coalizione continui», ha dato man forte il ministro degli esteri spagnolo Trinidad Jimenez, senza escludere un ruolo di sostegno della Nato.

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