FIDUCIA AL GOVERNO BERLUSCONI,IL GRAN VALZER DELLE PUTTANE.

Roma 1 Ottobre 2010 (Corsera.it)

Stuprati dal Premier o stuprati dal fisco? Siamo arrivati in men che non si dica ad Ottobre,la buriana estiva non sembra essersi diradata.Antonio di Pietro,colto da sfrenata enfasi bondage sadomaso, ha apostrofato il Premier Silvio Berlusconi come uno "stupratore di democrazia",malgrado l'emiciclo di Montecitorio,si potrebbe ben dire che è pieno zeppo di puttane,e dunque dove sarebbe la riprovazione morale?

Ieri il Governo di Silvio Berlusconi ha incassato la fiducia da un numero di deputati eccezionale.L'effetto crisi ha di fatto costruito intorno al Governo una maggioranza...

....ancora più forte e coesa:tutti hanno paura di andare al voto e perdere i propri privilegi.Perchè negli ultimi mesi gli italiani hanno assistito al pubblico ludibrio dei loro rappresentanti in Parlamento,assistito ad un Gran Valzer di Puttane parlamentari,che viaggiano da uno schieramento all'altro,per interesse personale.Hanno mai chiesto questi signori ai loro elettori che cosa ne pensano?  Hanno mai fatto prevalere gli interessi dei cittadini alle vicende personali?

La pochezza culturale traspira da queste vicende e dal disdicevole contrasto anche delle parti.Assistiamo di fatto alla distruzione della democrazia parlamentare nazionale,a favore di un particolarismo politico,locale,specifico e tematico,che germoglia qua e là in Italia,con la speranza di spostare l'attenzione su problemi reali.

Le questioni irrisolte del Premier Silvio Berlusconi,le vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto,le scorciatoie giuridiche assunte dal suo Governo,sono un elemento evidente di distorsione democratica,eppure gli italiani si sono abituati ad assimilarli,perchè lo schieramento avversario,fa temere la disfatta dell'italia in ogni campo,da quello economico a quello di politica internazionale.Gli italiani hanno scelto,tra i due mali quello minore,anzi il Male che funziona,produce,crea e disfa per proprio interesse,che alla fine è quello di tutti gli italiani.Se dunque Marco Travaglio invoca i guai giudiziari di Silvio Berlusconi da ALl Iberian al falso in bilancio,dovrebbe immedesimarsi nei milioni di imprenditori che tutti i giorni vivono e lavorano con centinaia di queste difficoltà,cercando di risparmiare quando è possibile,trovare ogni valida soluzione di tecnica fiscale per alleggerirsi dell'enorme macigno che la spesa pubblica,rapina dalle loro tasche.

Da una parte,dunque una masndata di mignotte parlamentari,dall'altra la necessità di far fronte alla spaventosa pressione fiscale,ad una macchina amministrativa che non funziona.Marco Travaglio si è mai fatto un giro con la ua automobile per la città di Roma? Sono decine le multe che rischia di vedersi recapitato a casa,ogni giorno un salasso,la mano della piovra che ti ingoia.

Il rischio dunque di vedersi stuprati dal fisco per i cittadini italiani,mentre assistono impotenti alla rozza macchina amministrativa dello Stato,infarcita di impiegati fannulloni,è un pericolo maggiore rispetto alle vicende giudiziarie berlusconiane.

Se volete la mia,i Travaglio,i Santoro e tutti gli altri,non fanno altro che alimentare voti a Silvio Berlusconi,a renderlo inamovibile dal centro dell'emiciclo di Montecitorio,perchè Silvio Berlusconi è un faro di luce,anche per i più scettici,quando intorno piccionaie di puttane politiche  cercano di far prevalere il loro senso dello Stato e delle cose da fare,che rutilano,rutilano,come parole vuote.(Corsera.it)

ROMA - Il nodo politico era legato al voto della Camera. Incassata la fiducia a Montecitorio (con l'appoggio decisivo dei finiani), il governo Berlusconi ottiene uno scontato sì anche dal Senato: 174 i voti a favore e 129 quelli contrari. Presenti 305 senatori, votanti 303, la maggioranza richiesta era di 152. Più che per la prova dei numeri, dunque, il passaggio a Palazzo Madama serve a misurare gli umori della maggioranza. Prima dell'intervento di Silvio Berlusconi in aula, è Umberto Bossi ad allontanare l'ipotesi elezioni anticipate, tornata a circolare dopo il mancato raggiungimento della "quota 316" (senza Fli e Mpa): il leader del Carroccio risponde infatti «no» alle domande dei cronisti sulla possibilità che si vada presto al voto. Dopodiché, il presidente del Consiglio consegna a Palazzo Madama lo stesso discorso pronunciato alla Camera. Il Cavaliere, nella breve premessa, promette che «i prossimi tre anni saranno la stagione delle riforme che tutti gli italiani attendono». «La maggioranza è più forte - dice. - La Camera mercoledì ha approvato il voto di fiducia con una maggioranza più ampia e articolata di quella del 2008. Questo conta e non confusi calcoli elettorali».

TANGENTOPOLI - Un discorso soft, quello di Berlusconi, che si limita a estendere quella che definisce «prevaricazione» della magistratura sulla politica anche al periodo di Tangentopoli. È una modifica rispetto all'intervento tenuto a Montecitorio, dove Bruno Tabacci gli aveva rimproverato di riferirsi «solo agli ultimi sedici anni» e quindi di non comprendere anche Tangentopoli, vicenda che Berlusconi, secondo Tabacci, ha sfruttato per «scendere in campo». «Possiamo ben dire che la prevaricazione della magistratura sulla politica è avvenuta negli ultimi diciotto anni. Io guardavo alla mia diretta esperienza politica», ha ribattuto il Cavaliere.

PONTE MESSINA - Berlusconi cita ancora la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina. Di fronte ai fischi dell'opposizione, replica secco: «Avevamo già assegnato l'appalto a imprenditori italiani. La sinistra ha smontato e accantonato in 5 minuti ciò che noi avevamo costruito in 5 anni». «Abbiamo il dovere di continuare a governare, anche se non è facile, non è semplice - ripete il premier -. E tante volte verrebbe veramente la voglia di dire: lasciamo agli altri questo sacrificio», ha concluso il capo del governo.

Commenta questo articolo

Tutti i commenti