CORSERA.IT SILVIO BERLUSCONI QUEL VAFFANCULO AD ANGELINO ALFANO.

Roma 21 Novembre 2009 (Corsera.it)di MAC

Finiti i brindisi con Noemi Letizia adesso iniziano i processi per Mafia a Catanzaro e Palermo.Prossimi gli avvisi di garanzia per il Premier Silvio Berlusconi .Il processo breve diventa anche il " lodo della discordia" in casa Berlusconi.Durante il pranzo del venerdì a Palazzo Grazioli,il Presidente del Consiglio ha letteralmente mandato a fare in culo il suo Ministro della Giustizia Angelino Alfano : "tu non sai l'importanza del momento che stiamo passando...

...O noi risolviamo questo problema subito, oppure tu te ne vai, perché sappi che ci sono molti altri che possono fare il ministro della Giustizia al posto tuo". Gelo e imbarazzo intorno al tavolo. Ma la colazione prosegue. "Al tavolo c'erano proprio tutti Cicchitto,La Russa,Gasparri ,Ghedini,Bonaiuti e Letta.

Finiti i tempi dei brindisi con Noemi Letizia,adesso l'acido gastrico della politica rischia di travolgere Silvio Berlusconi anche nei processi per Mafia,che potrebbero colpirlo con brucianti avvisi di garanzia per i reati di associazione esterna ecc.ecc.

Si deve correre dunque,fuori dalle sabbie mobili dei processi ,che diventano la ghigliottina mediatica.
 

da altra fonte Il Corriere della Sera.

 L'ossessione dei tempi e l'incastro tra processo breve e nuovo lodo Alfano restano sul tavolo. L'urgenza del premier ha, dal suo punto di vista, una più che buona ragione. Legata alle indagini sulle stragi del '92-93. Nella sala da pranzo aleggia lo spettro dell'avviso di garanzia che appare come una fotocopia, ben più aggravata, di quello per corruzione che gli fu recapitato da Milano nel '94 durante il summit Onu di Napoli. L'Espresso fresco di stampa, e che Berlusconi ha letto giovedì nella copia staffetta, gli ha rovinato la notte. Ma gli ha pure definito in testa la strategia dei tempi. Un'imputazione per mafia (concorso esterno o peggio un coinvolgimento nelle stragi) potrebbe costringerlo a giocare subito la carta delle elezioni anticipate e di una nuova e forte investitura del popolo. Un voto al quale non può andare "nudo", pure con i processi Mills e Mediaset ancora in piedi, pronti a produrre condanne per corruzione e frode fiscale. Almeno quelli vanno chiusi. A questo serve il processo breve. Che quindi deve correre in modo rapidissimo verso l'approvazione. Senza scontri interni. Senza rischiare lo stop di Napolitano per manifesta incostituzionalità. L'ordine perentorio di Berlusconi è di evitare ulteriori polemiche con i finiani e trovare la mediazione nella consulta per la giustizia presieduta da Ghedini.

Per giovedì sarà noto anche il nuovo testo del processo breve, su cui in queste ore i componenti della consulta per la giustizia del Pdl, presidente Ghedini e vice Giuseppe Valentino (il relatore del ddl al Senato), stanno facendo i compiti a casa per cambiare, nell'ordine, la lista dei reati (ampliandola), l'entrata in vigore (si applicherà in ogni grado), la questione degli incensurati, la divisione degli anni (anziché due più due più due, tre più due più uno per primo grado, appello Cassazione). Tutto chiuso per giovedì.
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