CORSERA.IT LA MELA SPACCATA E L'INCUBO DI HALLOWEEN .FRANCESCO RUTELLI LASCIA IL PD, IL PARTITO MAI NATO.

Roma 31 ottobre 2009(Corsera.it)

Lo scoop del Corsera.it ,che aveva anticipato lo Scisma di Francesco Rutelli in seno al Partito Democratico,oggi prende la forma di uno dei peggiori incubi di Halloween per l'intera sinistra italiana,che come un veliero di pirati  che si rigira nella bufera, sortita dallo scandalo dei trans di Piero Marrazzo,sta lentamente affondando.Francesco Rutelli sceglie il giorno delle streghe ,per spaccare in due la mela avvelenata, lasciarsi indietro un matrimonio politico troppo esiguo per contare qualcosa,forse...

...un tatuaggio che presto con il tempo si laverà dalla pelle.Francesco Rutelli lascia la chimera di quel sogno grandioso che Walter Veltroni  sperava un giorno si materializzasse,con i volti e le sembianze degli eroi democratici di oltre oceano.Quel partito dei Kennedy mai nato,che poteva incutere giustizia e senso morale ad un paese ormai dilaniato dalla corruzione e dalla Mafia.Una speranza ,un proposito che qualcosa ha voluto smorzare,gli eroi degli affari,quelli della golden share di Telecom,oppure dell'affaire Alitalia.Le sinergie tra morale e politica in Italia non si incrociano,al massimo si fidanzano per qualche tempo.La guerra in atto è qualcosa di diverso dalla politica che immaginava Veltroni o Rutelli.E' la corsa spietata all'oro,quella che dopo le vittorie rende ciechi nelle sconfitte.

Ma è certo che se la nave della sinistra affonda senza anima nè strategia,lo stesso Francesco Rutelli si ritroverà a menare il can per l'aia con il genero dei Caltagirone,che come tutti noi sappiamo sono quelli che contano nell'UDC , sopratutto a letto.

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ROMA - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini esprime grande apprezzamento per la decisione di Francesco Rutelli di lasciare il Pd, annunciata oggi in un'intervista al Corriere della Sera, e apre a una futura alleanza: "Si può realizzare un percorso comune. - dice, a margine di un convegno della fondazione Liberal - Non è un problema di destra, di sinistra o di centro perchè bisogna parlare agli italiani un linguaggio di senso che vada nella direzione di modernizzare il Paese in modo da ancorarlo a valori seri in un momento di degrado".

Il convegno di Liberal ha come tema quello dell'unità nazionale, e gli interventi dei due leader attaccano entrambi la Lega. Infatti per Rutelli "la Lega non è solo folclore. La Lega ha un potere dirimente nell'attuale coalizione di governo. E' contraria ai valori che hanno determinato l'unità d'Italia. Dobbiamo lavorare ad un documento comune in vista dei 150 anni dell'unità d'Italia che cadranno nel 2011: penso che Fini condividerebbe questa iniziativa. Serve uno sforzo per far emergere l'insostenibilità della presenza della Lega nelle istituzioni".

Mentre Casini rimarca: "Alle prossime regionali l'Udc non si alleerà mai con coalizioni che sostengano un Presidente della Lega". Per il leader Udc "la Lega ha una golden share nella politica italiana. La presenza della Lega ha addirittura prodotto un effetto emulativo, per cui al Sud scimmiottano con la Lega sud. Tutto questo è la fine dello Stato, la fine dell'Italia".


A margine del convegno, decisamente prove di alleanza tra i due leader politici. A chi gli chiede se con l'ipotesi di avviare un percorso comune con l'ex leader della Margherità ci sia la possibilità di raddoppiare i consensi, Casini risponde: "E' il minimo, sennò sarebbe un insuccesso".

Nell'intervista al Corriere Rutelli ha detto che "il Pd non è mai nato" e che c'è spazio per costruire una nuova forza politica "unendo forze liberali, democratiche, popolari in una sola proposta credibile: non sarò solo". E in particolare, riferendosi all'Udc, ha detto: "Casini è un interlocutore essenziale. Ed è giusto guardare lontano: con proposte serie, si può puntare a unire molte altre energie. Sino a creare, in alcuni anni, la prima forza del Paese".

Mentre Massimo D'Alema ha rifiutato di commentare la decisione annunciata da Rutelli: avvicinato dai giornalisti a margine di un convegno, il presidente di "ItalianiEuropei" ha voluto parlare solo dell'ipotesi di una sua candidatura a responsabile della politica estera della Ue.
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