GENOVA SALONE NAUTICO. ANTONIO DI PIETRO DAL TINTINNIO DI CATENE ALL'ANTIFORMALISMO AMERICANO. DEWEY, POUND, HOLMES, CARDOZO.

Roma 27 settembre 2009(Corsera.it) di Matteo Corsini .Studi e riflessioni per l'Enciclopedia Universale di Scienze giuridiche e di Storia contemporanea.

Dobbiamo ricordare al leader dell'Italia dei Valori che il diritto è "thing goin on" è principalmente sviluppo.

Antonio Di Pietro batte sul ferro,fin quando sarà caldo.Le sue tesi formalistiche in senso giuridico ci preoccupano,anche se pagano il suo movimento in voti e consenso politico.Tanto più urla e strilla che arresterà i proprietari degli yachts,tanto più le sue casse si gonfieranno del consenso del popolo comunista che ormai ha perduto la casa.Antonio Di Pietro è astuto e lavora dietro

....le quinte del Partito Democratico per aggredire la carrozza di un sistema ormai antiquato,le cui fila sono tirate da burocrati ormai distanti dalla realtà.Ma se prendiamo uno spunto qualsiasi nella storia giuridica mondiale,e assumiamo le istanze dell'antiformalismo americano,almeno quelle indicate da Dewey: "Il diritto è totalmente un fenomeno sociale,sociale nella sua origine,nel suo intento o fine e nella sua applicazione."

Ci rendiamo conto come l'apparato giudiziario è una fra le tante istituzioni sociali e la sua attività si applica mediante la formazione delle regole giuridiche,risultando un processo a cui partecipa l'intera società nei suoi aspetti sopratutto economici,oltrechè sociali e politici.

Deduciamo che l'industria nautica italiana è una costola importante della nostra economica che si sviluppa sinergicamente alimentando l'industria turistica. Avventarsi su questa industria e conseguentemente a quella turistico ricettiva,significherebbe stroncare drasticamente le ambizioni non soltanto degli imprenditori,ma anche di migliaia di mastraenze professionali che hanno reso grande la nautica italiana nel mondo.L'artigianalità dei nostri padri,quella della terra,oggi sopravvive grazie alla nautica italiana,si esprime al massimo del suo splendore,e naviga in tutto il mondo,dunque è una grande vera impresa che non ha confini,non sopravvive soltanto nel commercio interno ma si sviluppa.L'industria nautica è l'esempio e l'esaltazione di quello che dovrebbe diventare il programma di una politica espansiva ,moderna del sistema italiano.

Antonio DI Pietro da un punto di vista squisitamente giuridico esprime una concezione del diritto del tutto antiquata  non in grado di confrontarsi con i tempi che corrono e l'evoluzione stessa del sistema economico,una miopia culturale che non è giustificabile in un parlamentare della Repubblica Italiana.Una manifestazione rozza delle analisi economiche,rappresenta anche un pericolo per la nostra feconda economia artigianale.

Antonio Di Pietro per raccogliere a sè i favori dei comunisti,arresterebbe gli yachtsman italiani.

Lo yachts inteso come status simbul continua ad essere considerato da una parte politica italiana come l'oggetto del peccato.Lo yachts dono di Satana ,del capitalista,del padrone,insomma di quel modo di pensare cialtronesco dei figli dei fiori,che poi erano gran parte  figli dei papà,in contrasto con la capacità degli artigiani italiani,che con poche parole e molto lavoro,hanno contribuito a rendere grande questa nostra industria.

Ricordiamo pertanto a DI Pietro anche le lezioni di quel grande giudice della Corte Suprema americana Oliver W.Holmes che nella sua magnifica opera The Common Law dichiarava: "noi non studiamo un mistero ma una professione nota.Studiamo ciò che occorre per andare davanti ai giudici o per consigliare alla gente come tenersi lontana dai Tribunali "

La vita del diritto non è la logica ma l'sperienza."Lo studio razionale del diritto è per gran parte lo studio della storia,la storia deve essere una parte dello studio pechè senza di essa non possiamo conoscere la portata precisa delle norme,lo scope,che è nostro mestiere conoscere."

Ricordiamo ad Antonio Di Pietro la storica sentenza del giudica John Marshall(uno dei protagonisti dell'era formativa del diritto americano):"il potere del giudice in quanto distinto dal potere del diritto oggettivo,non ha esistenza","e i tribunali sono meri strumenti del diritto e non possono volere nulla."

In conclusione,se vi è moralità ed etica nella legge,Antonio Di Pietro l'ha abbandonata,anzi non la conosce,ovvero è un ignorante del diritto,del suo concetto,della sua manifestazione e dei suoi naturali obiettivi.

 

Ringraziamenti.

Ringrazio  Guido Fassò e il suo meraviglioso libro Storia della Filosofia del Diritto,che consiglio vivamente agli studenti di Scienze Giuridiche alle loro prime armi.Ringrazio altresì il Professor Paolo Gentili dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi,fulgido esempio anche di Università che si adegua ai tempi,alla storia e alle esigenze sociali.L'università senza distanza,senza spazio dunque.Sebbene criticate le università telematiche,hanno offerto per la prima volta anche in Italia,l'opportunità pe tutti,di studiare il diritto,quell'elemento indispensabile per l'evoluzione sociale delle comunità,siano esse di montagna o di mare.

 

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