VERONICA LARIO LETTERA PENTIMENTO AL CORRIERE DELLA SERA.INFANGATA LA MIA DIGNITA'.

Roma 11 Giugno 2009(Corsera.it)

Campeggia in prima pagina la lettera di Veronica Lario,un pentimento tardivo,per quelle dichiarazioni delle "vergini che si offrono al drago ".Frasi rilasciate a qualche ora dalla data delle elezioni europee,che  hanno frantumato qualsiasi confine tra pubblico e privato,mettendo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a repentaglio di una campagna mediatica diffamatoria e alle volte calunniosa.

Scrive Veronica Lario : "In queste

...e della mia storia coniugale.Certo che la verità del apporto tra me e mio marito non è neppure stata sfiorata,così come la ragione per cui ho dovuto ricorrere alla stampa per comunicare con lui.Certo è che l'ho sempre amato e che ho impostato la mia vita in funzione del mio matrimonio e della mia famiglia."

Scrive questo Veronica Lario e non sappiamo se sia frutto di un pentimento repentino,sicuramente è una lettera dal contenuto inquietante,anzi devastate,perchè fotografa una lacerazione interna simile ad una metastasi irrecuperabile.Il rapporto tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi si cristallizza su un episodio esplosivo,rimane appesa tra passato e futuro e sopratutto nasconde la verità di una storia vera,come quella con Noemi Letizia.

La moglie Veronica Lario ha dunque rinunciato alla sua battaglia,alla salvaguardia di quelle regole di equilibrio affettivo della famiglia, che certo Silvio Berlusconi ha sempre dimostrato di non aver rispettato.E' lui il Drago con le vergini al fianco,è lui che scorrazza per i viali della Certosa con due femmine per mano,e' lui che scende dalle scale della Villa del Druido con cinque donne,è nella sua villa che Topolanek si arrapa,sono veline e ballerini,sono ex attrici hard come La Carfagna che seguono il Divino Maestro ovunque nel mondo,anche tra l'immondizia napoletana.E' la Ministra Carfagna,spettacolare amazzone del codazzo del Presidente del Consiglio,che siede accanto a lui tra gli scranni del Governo.Non c'è Veronica Lario con lui,si contano sulle dita le sue apparizioni pubbliche a fianco del marito, del Presidente del Consiglio.

QUella di Veronica Lario appare più una lettera dettata dal terrore,come di una persona che chiusa in una gabbia,cerca disperatamente la via d'uscita e  non certo quella del rientro.Strano poi che negli stessi giorni del melodramma mediatico,la sua società abbia acquistato un altro palazzo del valore di 27 milioni.Da dove prende tutti quei soldi se non dalle tasche del marito?Oppure scrive libri che nessuno legge e che le fruttano compensi milionari non dichiarati al fisco?

La lettera d Veronica Lario aumenta il dramma collettivo di una nazione che non riesce a liberarsi del suo provincialismo,che vive ancora tra l'analfabetismo e l'ignoranza,che non trova sbocchi economici al di là de confini del proprio paese,che trascorre i giorni sgomenta,disabituata a cavarsela in proprio,obbligata dalla mentalità rigida dello statalismo e non liberare le proprie energie vitali.

La lettera di Veronica Lario è la disfatta della storia,l'abdicazione di una donna che poteva essere incoronata regina e che invece demorde al primo sussulto di battaglia.Voleva vendicarsi e non è riuscita,voleva affondare il marito e ora rischia di perdere tutto,anzi forse ha paura di trovarsi difronte alla responsabilità delle sue parole.

Veronica Lario è abituata a guardare il mondo da una torre d'avorio fatta di luce e sfarzoso lusso,quella torre che le ha costruito intorno il marito e che lei immagina di rifiutare,ma come tutte le veline,le attrici,le donne rpiegate sul proprio aspetto fisico e i proprio ego,non saprebbe rinunciarvi.Il regno di Berlusconi è nel suo cuore e nella sua anima,quando dice di amarlo,ama l'uomo o il potere che incarna? ama l'uomo per la sua dimensione estetica oppure per il progetto che lui costruisce intorno ad ogni donna?

Commenta questo articolo

Tutti i commenti