Washington, 6 dic. - Il mal di gola e' uno dei classici fastidi invernali che colpisce tutti. Ma se sei il presidente degli Stati Uniti allora non ti limiti a prendere una pillola o a fare i gargarismi. No. Vai in ospedale per effettuare 'test diagnostici'. E' quanto e' successo oggi a Barack Obama che su consiglio dell'archiatra presidenziale, il dottor Jackson, e' andato al Walter Reed, prestisiogo centro ospedaliero militare di Washington. Lo ha reso noto il portavoce della casa Bianca Josh Earnest sottolineando che non era 'urgente' ma sarebbe comunque stato meglio fare i test, anche perche' 'il presidente aveva del tempo libero nel pomeriggio'. .



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Washington, 6 dicembre 2014  -Barack Obama il Presidente degli Stati Uniti d'America potrebbe essere stato infettato dal virus Ebola.Dalle indiscrezioni della Casa Bianca il ricovero urgente del presidente degli Stati Uniti Barack Obama e' dipeso dalla paura che potesse aver contratto il virus dell'Ebola.Un mal di gola stranissimo che il suo medico di famiglia ha immediatamente diagnosticato come un reflusso intestinale.Ma i sintomi sono ben diversi.

 



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Un ornitologo svizzero di 49 anni sequestrato nel 2012 nel sud delle Filippine dal gruppo integralista islamico Abu Sayyaf è riuscito a sfuggire ai suoi carcerieri dopo aver ucciso uno di loro con un machete. Lo svizzero, Lorenzo Vinciguerra, ha approfittato della situazione caotica creata da un improvviso attacco di unità dell'esercito filippino che avevano individuato il campo dei terroristi.Fonti militari hanno riferito che Vinciguerra, rapito nell'isola di Jolo insieme a un collega danese di 54 anni, è stato ferito in modo non grave nella colluttazione con il suo carceriere ed è stato colpito solo di striscio da un proiettile riuscendo a rifugiarsi nella giungla. Qui ha incontrato i soldati filippini, è stato soccorso, messo in sicurezza e infine ricoverato in ospedale.

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Il giornalista americano Luke Somers, 33 anni, ostaggio di Al Qaeda in Yemen da oltre un anno è morto durante un'operazione messa in atto dai commando americani per liberarlo nella provincia meridionale yemenita di Shabwa. A renderlo noto è stato un alto funzionario statunitense citato dal New York Times.

Secondo le prime ricostruzioni, i carcerieri del giornalista gli avrebbero sparato quando si sono accorti che era in atto un raid e nel momento in cui è stato raggiunto dagli uomini delle forze speciali Somers era già grave. E' morto prima di raggiungere in elicottero l'unità navale che lo aspettava.



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Si conta che siano oltre 616mila le persone che hanno abbandonato le proprie case in oltre 20 province delle Filippine per trasferirsi nei centri allestiti in vista dell'arrivo del tifone Hagupit. 
Ad annunciarlo sono state oggi le autorità locali, precisando che il tifone dovrebbe toccare terra nella parte orientale del paese. A rischio sono le aree già colpite nel novembre 2013 dal tifone Haiyan, che fece un bilancio di oltre 7mila vittime tra morti e dispersi.
Allerta per domani. È slittato alle prime ore di domenica il probabile impatto a terra del tifone Hagupit (anche noto come «Ruby») nelle Filippine centro-orientali. Lo ha riferito questa mattina Pagasa, l'agenzia meteorologica di Manila, precisando che la provincia di Eastern Samar sarà colpita tra le 2 e le 8 di domani mattina


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Ore di tensione all'aeroporto internazionale Jfk di New York, dopo che alle autorità aeroportuali è arrivata una telefonata che segnalava una bomba su un aereo della American Airlines in arrivo da Barcellona con a bordo duecento passeggeri e nove membri di equipaggio: poco dopo l'atterraggio, il velivolo è stato portato in una remota zona dello scalo, evacuato da tutte le persone che trasportava e sottoposto a un'accurata perquisizione da parte di vigili del fuoco, polizia e unità cinofile. Alla fine, è arrivato il cessato allarme. A bordo dell'aereo, un Boeing 767, non è stato trovato alcun ordigno esplosivo, ma nel frattempo, i passeggeri hanno passato momenti difficili. "Ci hanno detto di prendere i nostri bagagli e ci hanno fatto scendere", ha affermato uno di loro, Jacob Rosenberg, citato dal Daily News. I passeggeri sono stati fatti scendere direttamente sulla pista, dove hanno dovuto aspettare circa mezz'ora al freddo prima di essere accompagnati con i bus-navetta al terminal dell' aeroporto. Con i loro telefonini, in molti hanno cominciato a condividere l'esperienza sui social media, diffondendo foto e commenti non troppo spaventati via Twitter o Facebook. Allo stesso tempo, attorno all'aereo sono arrivati oltre una dozzina di mezzi dei servizi di sicurezza e soccorso.

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Roma - Domenica nera per le Borse delle monarchie petrolifere del Golfo. Il mancato taglio delle quote di produzione di petrolio da parte dell’Opec ha zavorrato i listini con crolli fino a oltre il 6%, gettando una lunga ombra sulle piazze del resto del mondo, dove già venerdì avevano fortemente sofferto i titoli energetici. Le piazze arabe hanno avuto due giorni di tempo per «digerire» il no dell’Opec al taglio, vista l’abituale chiusura nei giorni del venerdì e del sabato. Ma le 48 ore non sono state sufficienti a stemperare la preoccupazione per i conti dei Paesi produttori, che vivono praticamente solo di petrolio. E così, malgrado le spalle larghe del bilancio dell’Arabia Saudita, che è stata la principale artefice del mantenimento dello status quo, a Riyadh l’indice Tadawul ha lasciato sul terreno il 4,8%, dopo essere sceso a un minimo di seduta in flessione del 6,3%. La piazza più pesante è stata però l’Oman, dove il Msm 30 è crollato del 6,2%, seguito dal Dfm di Dubai (-4,7%) e dal QE del Qatar (-4,3%). Più contenuto il ribasso ad Abu Dhabi (-2,6%). Il titolo Sabic, uno dei più grandi produttori del mondo, a Riyadh è precipitato del 10%: nel ciclone è finita anche Amanat, una matricola del settore sanitario che proprio nel giorno del debutto ha perso il 12% a Dubai.

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Nuova impennata della paura Ebola negli Stati Uniti. Le autorità sanitarie del Texas hanno individuato un nuovo caso: si tratta di un infermiera dell’ Health Presbyterian Hospital di Dallas che ha curato Thomas Eric Duncan, il “paziente zero” morto la settimana scorsa, ma che in ogni contatto con lui ha sempre indossato l’abbigliamento protettivo, guanti, tuta e maschera sul volto. Evidentemente c’è stata una violazione del protocollo per la prevenzione, hanno affermato anche le autorità. Ora la nuova paziente è in isolamento, le sue condizioni vengono definite stabili. Il virus è stato individuato nei test preliminari a cui è stata sottoposta e quindi le sono stati fatti esami più approfonditi, che le autorità si aspettano ugualmente positivi.

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La vittoria della maratona è andata a Meb Keflezighi, atleta Usa di San Diego, California che ha chiuso in 2 ore 8 minuti e 37 second Sotto stringenti misure di sicurezza, Boston torna a correre. Nel New England lunedì, giorno del Patriots' Day, va in scena la maratona più antica del mondo a un anno dal sanguinoso attentato che, il 15 aprile scorso, ha colpito la città causando tre morti e centinaia di feriti. Lungo il percorso sono state installate 10'0 nuove telecamere di sicurezza e gli organizzatori hanno annunciato che solo nella zona del traguardo sono stati istituiti 50 «punti d'osservazione» per «monitorare la folla». L'attentato Un anno fa due ordigni rudimentali costruiti con normali pentole da pressione saltarono in aria nei pressi del traguardo, a una decina di secondi l'uno dall'altra. Due sospetti di origine ....

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La vittoria della maratona è andata a Meb Keflezighi, atleta Usa di San Diego, California che ha chiuso in 2 ore 8 minuti e 37 second Sotto stringenti misure di sicurezza, Boston torna a correre. Nel New England lunedì, giorno del Patriots' Day, va in scena la maratona più antica del mondo a un anno dal sanguinoso attentato che, il 15 aprile scorso, ha colpito la città causando tre morti e centinaia di feriti. Lungo il percorso sono state installate 10'0 nuove telecamere di sicurezza e gli organizzatori hanno annunciato che solo nella zona del traguardo sono stati istituiti 50 «punti d'osservazione» per «monitorare la folla». L'attentato Un anno fa due ordigni rudimentali costruiti con normali pentole da pressione saltarono in aria nei pressi del traguardo, a una decina di secondi l'uno dall'altra. Due sospetti di origine .... Sotto stringenti misure di sicurezza, Boston torna a correre. Nel New England lunedì, giorno del Patriots' Day, va in scena la maratona più antica del mondo a un anno dal sanguinoso attentato che, il 15 aprile scorso, ha colpito la città causando tre morti e centinaia di feriti. Lungo il percorso sono state installate 10'0 nuove telecamere di sicurezza e gli organizzatori hanno annunciato che solo nella zona del traguardo sono stati istituiti 50 «punti d'osservazione» per «monitorare la folla». L'attentato Un anno fa due ordigni rudimentali costruiti con normali pentole da pressione saltarono in aria nei pressi del traguardo, a una decina di secondi l'uno dall'altra. Due sospetti di origine cecena, i fratelli Dzhokhar e Tamerlan Tsarnaev, furono presto identificati perché coinvolti in una sparatoria presso il Mit di Cambridge, vicino a Boston. Tamerlan morì nella sparatoria, Dzhokhar fu arrestato il 19 aprile. Per lui è stata chiesta la pena di morte, nonostante non sia prevista dallo stato del Massachusetts, ed è stato disposto l'isolamento diurno. Il processo inizierà solo a novembre. shadow carouselEsplosioni alla maratona di Boston La maratona di Boston, quest'anno alla 118esima edizione per 36mila iscritti, è la più antica del mondo: si corre ogni terzo lunedì di aprile in coincidenza con una festa statale del Massachusetts. Si è ammessi alla partenza con criteri di qualificazione molto severi. L'oncologo italiano da Nobel Una curiosità: in gara quest'anno c'è anche un oncologo italiano di Harvard in odore di Nobel, Pier Paolo Pandolfi, 50 anni, direttore del Cancer Center e del Cancer Research Institute al Beth Israel Deaconess Medical Center affiliati a Harvard. Con lui per strada anche i colleghi del suo laboratorio: «Un modo di mostrare solidarietà con chi in quei giorni si è mobilitato e per le persone innocenti, per i morti e i feriti di quel tragico lunedì».

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Grenoble 30 Gennaio 2014 Corsera.it Giovedi' 30 Gennaio 2014 ore 13.25 Micheal Schumacher si e' svegliato.In festa Corinna Betsch che e' letteralmente esplosa di gioia difronte ai medici abbracciandoli tutti insieme.Micheal Schumahcer il 7 volte campione del mondo e' sveglio,e' tornato alla vita. Sabine Kehm, manager di Michael Schumacher, conferma le anticipazioni pubblicate da La Stampa: «I medici - annuncia - hanno diminuito la sedazione per cominciare il processo di risveglio». Secondo il quotidiano francese L’Equipe, Schumi ha cominciato a sbattere le palpebre e non sarebbe più in pericolo di vita. Per gli specialisti intervistati dal giornale «l’apertura degli occhi è un classico segnale di risveglio» dal coma. La decisione dei medici è arrivata dopo aver accertato che il tedesco non è più in pericolo di vita. Dopo il risveglio, processo che dovrebbe richiedere una settimana, inizierà una lunga fase di riabilitazione e rieducazione. L’incognita vera, che angoscia chi gli è vicino, sono i possibili danni permanenti. Le conseguenze dell’incidente sono stati gravi: emorragie cerebrali diffuse e edemi che hanno compresso il cervello soprattutto nella parte sinistra, dove i neuroni elaborano il linguaggio e comandano la parte destra del corpo. A questo si aggiunge l’immobilità che atrofizza i muscoli e blocca le articolazioni. L’unica certezza è che sarà un percorso molto lungo.

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Ennesimo attacco suicida a Kabul, capitale afghana. nel mirino dei ribelli un'auto che trasportava dipendenti di un ministero. "Un attentatore suicida a piedi si è fatto esplodere vicino ad una vettura che portava al lavoro dei dipendenti del Dipartimento della Difesa", spiega il portavoce del ministero dell'Interno aggiungendo che le vittime sono i tre funzionari a bordo dell'auto e una donna che passava in strada.

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L’Ucraina è sull’orlo del baratro e c’è chi teme una guerra civile, ma non si riesce ancora a trovare una soluzione condivisa e pacifica alla crisi. L’opposizione ha rifiutato la proposta di guidare il governo che, incalzato dagli eventi, il presidente Viktor Yanukovich ha avanzato per cercare di salvare la poltrona: una mossa a sorpresa, che prevedeva di sacrificare il fedele premier Mikola Azarov per affidare il governo ai suoi avversari politici e dare vita a un esecutivo guidato da Arseni Iatseniuk, capogruppo del partito dell’odiata Timoshenko, con il “dottor Pugno di Ferro” Vitali Klitschko vice premier per gli affari umanitari. Ma le offerte del presidente Yanukovich ai leader dell’opposizione non sembrano aver calmato gli animi. Circa 2 mila manifestanti stanno infatti hanno attaccato il palazzo delle esposizioni, edificio usato come base delle forze di sicurezza sulla strada Grushevskogo nel centro di Kiev. Il sito russo Russia Today ha mostrato le immagini di alcune molotov lanciate contro l’entrata del palazzo. Gli agenti delle forze di sicurezza, barricati all’interno dell’edificio, si sono difesi lanciando granate stordenti.

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L’Egitto brucia. Tre anni dopo la cacciata di Hosni Mubarak, il Paese è ancora costretto a fare i conti con battaglie nelle strade, attentati e attacchi nel Sinai. In due giorni i morti, complessivamente, sono stati oltre 50, con almeno 700 dimostranti delle varie fazioni, dai Fratelli musulmani ai più miti anti-Mubarak del movimento «6 Aprile», finiti in manette. Il bilancio sarebbe ancor più drammatico stando al canale egiziano di Al Jazeera, che parla di almeno 50 morti nella sola giornata di oggi. «Le bombe e gli avvenimenti sanguinosi di questi giorni sono segnali molto preoccupanti», ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino, offrendo le condoglianze «alle famiglie delle vittime che pagano il prezzo più alto» e invitando tutte le parti a fermare le violenze. Appello inascoltato. Oggi, nel distretto di Alf-masqan a Giza, megalopoli che abbraccia parte del Cairo, le vittime sono state almeno 15: «È un massacro», hanno denunciato i sostenitori del presidente deposto lo scorso luglio, Mohamed Morsi. Altri testimoni hanno però sottolineato che i dimostranti hanno lanciato molotov e pietre contro le forze dell’ordine, schierate massicciamente per impedire dimostrazioni, tranne quelle dei pro-Sisi, gli unici a cui è stato consentito di affollare a migliaia piazza Tahrir, simbolo della Rivoluzione del 25 gennaio 2011, per inneggiare al generale capo dell’esercito. Intanto gli elicotteri sorvolavano a bassa quota.

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PARIGI - Francois Hollande annuncia all'agenzia France Presse la separazione dalla compagna Valérie Trierweiler. In particolare, Francois Hollande, esprimendosi a titolo personale e non da presidente, annuncia all'agenzia France Presse ''la fine del suo rapporto con Valérie Trierweiler'', due settimane dopo le rivelazioni del settimanale 'Closer' sulla sua relazione segreta con l'attrice quarantunenne Julie Gayet. ''Rendo noto di aver messo fine al rapporto con Valérie Trierweiler'', ha spiegato Hollande, precisando di esprimersi a titolo personale, perche' si tratta della sua ''vita privata''. Il 18 ottobre 2007, l'allora presidente Nicolas Sarkozy, aveva ufficializzato la sua rottura con Cécilia con un breve comunicato: "Cécilia e Nicolas Sarkozy annunciano la loro separazione consensuale. Non faranno nessun commento".

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