Un uomo ha aperto il fuoco contro due agenti di polizia a San Diego, uccidendone uno e ferendone un altro. L’aggressione è avvenuta alle 11 di sera di giovedì nella zona di Southcrest all’angolo tra la 36th Street e l’Acacia Grove Way. L’area è stata immediatamente circondata e ai residenti è stato chiesto di «restare a casa». Dopo una breve caccia all’uomo gli agenti hanno arrestato un uomo ma si cercano eventuali complici.

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(Corriere della Sera ) L'ultima provocazione di Donald Trump, nel corso di una conferenza stampa a Doral, in Florida: «Russia se stai ascoltando, forse tu sei in grado di trovare le 30 mila mail che sono scomparse dai server privati di Hillary Clinton. I giornalisti americani te ne sarebbero grati». Poi, ancora Trump su Twitter, con un messaggio rivolto a 10 milioni e 279 mila follower: «Se la Russia o qualsiasi altro Paese o persona possiede le 33 mila mail cancellate illegalmente da Hillary Clinton, forse costoro dovrebbero condividerle con l'Fbi».

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(Il Fatto Quotidiano direttore Marco Travaglio) Francesi, 19enni e schedati in fascicoli contrassegnati dalla lettera S, che indicano soggetti a rischio radicalizzazione. Ma non solo: perché i punti in comune tra Adel Kermiche, il primo killer identificato della strage di Rouen, e Abdel Malik Petitjean, suo complice e coetaneo nato a Saint-Dié-des-Vosges, sono anche altri. Pure il secondo aggressore era stato segnalato alla Francia dalle autorità della Turchia perché aveva tentato di raggiungere la Siria. Stesso percorso, dunque, dal quale emergono ulteriori falle dellasicurezza francese.

 



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Dieci morti e 16 feriti nella strage compiuta ieri pomeriggio a Monaco di Baviera tra un ristorante McDonald's e un affollato centro commerciale a nord della città. A sparare, ha annunciato in nottata dalla polizia, è stato un ragazzo di 18 anni, nato e cresciuto in Baviera, ma di origini iraniane. Ha ucciso 9 persone e poi si è sparato. La polizia non lo conosceva e ora sa quasi tutto di lui, tranne le ragioni che lo hanno spinto a commettere il massacro. Per questo, per ora, le ipotesi sono tutte sul tavolo: dal terrorismo alla follia. Una giornata di lutto nazionale è stata proclamata per oggi in Baviera, in memoria delle vittime dell'attentato di Monaco. Il presidente del Land ha dato disposizione che in tutti gli edifici pubblici vengano esposte bandiere a mezz'asta.

Il killer, con doppia cittadinanza tedesca e iraniana e da diversi anni residente a Monaco, ha iniziato a sparare con una pistola poco prima delle 18 davanti al fast food. È stato inseguito da agenti in borghese e poi, come confermato dal capo della polizia di Monaco, Hubertus Andrae, si è suicidato a circa un chilometro dal centro commerciale "Olympia", teatro del massacro. Il caos iniziale e le voci su un'auto partita a forte velocità con tre persone a bordo avevano fatto pensare inizialmente all'azione di un commando. Gli investigatori ora escludono che il giovane avesse complici o che ci fossero altri attentatori.

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Il terrore torna a colpire il cuore della capitale turca Ankara, a poche decine di metri dal Parlamento e dal quartier generale dell'esercito. Decine di morti e di feriti, soprattutto militari, ma anche civili. Un'autobomba è esplosa intorno alle 18 al passaggio di un convoglio militare, all'ora di punta del traffico serale nel centralissimo quartiere di Kizilay. Uno scoppio potentissimo udito in diverse parti della città che ha colpito mezzi su cui viaggiavano i soldati, facendo prendere fuoco anche a diversi veicoli vicini. Il bilancio, ancora provvisorio, era di almeno 28 morti e 61 feriti intorno alle 21:00 italiane.

Tra le vittime ci sono certamente militari, che secondo le prime ricostruzioni erano l'obiettivo di un attacco che l'esercito di Ankara definisce «spregevole e ignobile». Ma nell'esplosione sono probabilmente rimasti colpiti anche dei civili che si trovavano a passare sul posto. Al momento dello scoppio, come mostrano le immagini riprese da una telecamera di sicurezza, diversi veicoli procedevano sui due sensi di marcia della carreggiata. L'autobomba è stata fatta saltare in aria mentre il convoglio militare, composto da mezzi apparentemente non blindati, era fermo a un semaforo.

Il premier Ahmet Davutoglu ha subito annullato la sua partenza prevista per Bruxelles, dove era atteso a un Vertice Ue sulla crisi migratoria, per partecipare a un summit sulla sicurezza con il presidente Recep Tayyip Erdogan - che a sua volta ha cancellato il suo viaggio di domani in Azerbaigian - e i vertici dell'esercito. Come da tempo accade ad ogni azione terroristica in Turchia, mentre sono in corso le indagini l'autorità radiotelevisiva ha imposto un divieto di trasmissione delle immagini dal luogo dell'esplosione, comprese quelle di morti e feriti. «Scopriremo chi c'è dietro questo attacco ben pianificato», promette in tarda serata il vicepremier Numan Kurtulmus, spiegando che al momento non è giunta alcuna rivendicazione e annunciando la formazione di una task force di 7 procuratori per l'indagine.

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Giulio Regeni e' statomassacrato con una brutalita' assurda segno che qualcuno forse lo immaginava una spia.Le accuse contro il governo di Al SISI erano ovvie e scontate,ma cio' che potrebbe aver causato la morte di Giulio Regeni e' che le fazioni estremiste del califfato lo consideravano una spia al soldo della CIA.Ormai il quadro dei sospetti emerge chiaramente dopo la notizia delle attivita' di collaborazione di Regeni con la Oxford Analytica una estensione della CIA in Medioriente.

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Mentre l'Europa si masturba sulla solidita' delle banche in Siria si sta compiendo un vero e proprio genocidio della popolazione civile.Ieri i raid aerei hanno colpito ospedali scuole devastando quel poco che rimane delle citta',massacrando bambini innocenti e inermi.Un vero e proprio genocidio che avviene all'indomani della risoluzione del cessate il fuoco raggiunta da Kerry.Un massacro odioso terribile per la coscienza umana e che nessuno deve tacere.Non importa se le bombe usate siano quelle russe o americane o turche.Questo conflitto ha raggiunto ogni limite di sopportazione umana.Non c'e' pace nel mondo se giorni come questo si affastellano nell'orrore della morte.

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E' salito ad almeno 50 morti il bilancio provvisorio di raid aerei su due scuole e cinque ospedali nel nord della Siria. Lo ha annunciato il portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, che "è profondamente preoccupato dalle notizie di attacchi missilitici su almeno cinque strutture mediche e due scuole tra Aleppo e Idlib, che hanno ucciso quasi 50 civili, inclusi bambini", ha riferito Farhan Haq. Ban ki-moon, ha aggiunto il portavoce, considera simili attacchi aerei "palesi violazioni delle leggi internazionali".

Tra gli ospedali colpiti, anche una struttura di Medici senza Frontiere (Msf) a Maarrat al Numan, nella di Idlib, in Siria, a 280 chilometri a nord di Damasco. Secondo la stessa organizzazione, la clinica è stata colpita da quattro missili a distanza di qualche minuto uno dall'altro. Secondo Msf, i morti accertati sono cinque pazienti, un membro del personale e una guardia. Gli otto che si ritengono morti sono tutti membri del personale medico e paramedico. Ci sono ancora diversi pazienti dispersi, anche se non se ne conosce il numero preciso. Tra le vittime c'è anche un bambino. “Sembra essere un attacco deliberato contro la struttura sanitaria e lo condanniamo con la maggior forza possibile” ha detto Massimiliano Rebaudengo, capo missione di Msf. “La distruzione di questo ospedale lascia una popolazione di circa 40.000 persone senza accesso ai servizi sanitari in una zona in pieno conflitto".

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Valls ne è sicuro perché la minaccia è «mondiale». Siamo entrati, dice il premier francese, «nell’epoca dell’iper-terrorismo. Dobbiamo dire questa verità ai nostri popoli: ci saranno altri attacchi. La minaccia è destinata a durare. Per questo dobbiamo combatterla con la più grande determinazione». Secondo Valls, il terrorismo jihadista minaccia la sopravvivenza stessa del progetto europeo, per cui è necessario che tutti i membri si assumano le proprie responsabilità. «L’Europa è al bivio», serve una «risposta collettiva»: «Abbiamo bisogno di un piano di sicurezza europea».

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Valls ne è sicuro perché la minaccia è «mondiale». Siamo entrati, dice il premier francese, «nell’epoca dell’iper-terrorismo. Dobbiamo dire questa verità ai nostri popoli: ci saranno altri attacchi. La minaccia è destinata a durare. Per questo dobbiamo combatterla con la più grande determinazione». Secondo Valls, il terrorismo jihadista minaccia la sopravvivenza stessa del progetto europeo, per cui è necessario che tutti i membri si assumano le proprie responsabilità. «L’Europa è al bivio», serve una «risposta collettiva»: «Abbiamo bisogno di un piano di sicurezza europea».

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Proprio l'incontro dell'11 dicembre e il successivo articolo pubblicato il 14 nel quale Giulio aveva fatto espliciti riferimenti alla riunione di tre giorni prima, potrebbero infatti aver messo il giovane in serio pericolo. Quella era la prima riunione dei sindacati indipendenti urbani da due anni a questa parte è la presenza di Giulio di certo non è passato inosservata.

Gli amici del giovane hanno confermato davanti al pm che il ragazzo faceva una vita molto ritirata tra casa e università. L'American University del Cairo fu uno dei poli attorno al quale emersero, cinque anni fa, le rivendicazioni che portarono alla rivoluzione di piazza Tahrir. I ricercatori che hanno raccontato dell'episodio hanno affermato diessere impauriti: per il momento non se la sentono di tornare in Egitto.

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Altrimenti, del resto, non si spiegherebbero le fratture e le bruciaturedi sigaretta. Non si spiegherebbe perché il suo corpo sia stato ritrovato, in una zona molto frequentata come la strada che dalla capitale porta ad Alessandria, solo otto giorni dopo la scomparsa. E soprattutto non si giustificherebbe il fatto che, come riferisce Repubblica, il suo telefono a un certo punto sia statosganciato dalla rete per impedire che fosse registrato da qualunque cella dentro la città. Un intervento che fa pensare alla mano dei servizi.

“Dai segni lasciati sul suo corpo riconosco una firma nota”, racconta a La Stampa un giovane medico di El Fayoun che era amico di Regeni. “Sono simili a quelli che ho io. Giulio è stato ucciso così”. Il ragazzo egiziano riferisce di essere stato arrestato più volte, l’ultima pochi mesi fa, e di essere stato torturato in una caserma conscariche elettriche perché si rifiutava di parlare dei suoi “contatti” con l’opposizione. “Mi hanno portato in una cella sotterranea dove sono rimasto al buio per altri 8 giorni e lì si sono tolti i guanti. Hanno usato l’elettricità perché sotto gli 80 volt lasciameno segni e giacché io avevo contatti con i media sapevano che avrebbero dovuto ammazzarmi perché una volta libero non li mostrassi. Quando usano il taglierino vuole dire che hanno deciso che non esci vivo da lì. Le scariche duravano alcuni minuti, dopoperdevo i sensi“, è la sua testimonianza. “Ero certo di morire. Le scosse elettriche me le mettevano sulla schiena, nella parte bassa, vicino ai reni, e sulle ginocchia”.

 

da il Fatto quotidiano.it 



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La notizia ormai ha fatto il giro del mondo, ma non poteva certo essere altrimenti. Stamane, quando in Italia erano le primissime ore del mattino, una forte scossa diterremoto ha interessato l’area tra il sud della Spagna e la parte settentrionale del Marocco. Il sisma ha interessato il mare aperto ad una profondità di circa 100 miglia. La gente, per paura, si è riversata in strada anche in pigiama e in alcune zone più vicine all’epicentro si registrano anche numerosi danni alle strutture abitative (fortunatamente senza conseguenza tragiche, nessun crollo importante e solo qualche calcinaccio caduto a causa del movimenti pronunciato del terreno).

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Nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.4. registrata a dieci chilometri di profondita' ad est di Gibilterra.Secondo l'EMSC il terremoto sarebbe avvenuto proprio a ridosso delle coste dell’Andalusia, ad una distanza di 17 chilometri ad E di El Varadero, con una popolazione di 2.000 abitanti, e 56 chilometri a SE di Granada, città che ospita quasi 235.000 abitanti. L’ipocentro del sisma è stato rilevato ad unaprofondità di circa 10 chilometri ed è stato nettamente avvertito in quasi tutta l’Andalusiada Malaga ad ovest ad Almeria ad est, e da El Varadero a sud fino a Jaen a nord.In caso di tsunami le prime citta' ad essere colpite sarebbero Gibilterra Marbella Malaga .
 
 


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Sarebbero «300 i civili, in maggioranza donne, bambini e anziani uccisi sabato dai miliziani dello Stato islamico vicino Deir Ezzor», nell’est della Siria. Lo denuncia l’agenzia ufficiale siriana Sana, citando testimonianze dei residenti, dopo che l’Osservatorio nazionale per i diritti umani aveva parlato di almeno 135 morti, 85 civili e 50 combattenti del regime siriano. Se confermata, sarebbe una delle più grandi stragi commesse in un unico giorno in quasi cinque anni di guerra civile in Siria.

Gli attivisti locali citati dai media curdi raccontano che «almeno 150 persone sono state decapitate, inclusi donne e bambini». I jihadisti hanno fatto strage «in due sobborghi controllati dal regime siriano a Dayr az Zor, Ayash and Begayliya». «Li hanno uccisi casa per casa», continuano gli attivisti.



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