Altrimenti, del resto, non si spiegherebbero le fratture e le bruciaturedi sigaretta. Non si spiegherebbe perché il suo corpo sia stato ritrovato, in una zona molto frequentata come la strada che dalla capitale porta ad Alessandria, solo otto giorni dopo la scomparsa. E soprattutto non si giustificherebbe il fatto che, come riferisce Repubblica, il suo telefono a un certo punto sia statosganciato dalla rete per impedire che fosse registrato da qualunque cella dentro la città. Un intervento che fa pensare alla mano dei servizi.

“Dai segni lasciati sul suo corpo riconosco una firma nota”, racconta a La Stampa un giovane medico di El Fayoun che era amico di Regeni. “Sono simili a quelli che ho io. Giulio è stato ucciso così”. Il ragazzo egiziano riferisce di essere stato arrestato più volte, l’ultima pochi mesi fa, e di essere stato torturato in una caserma conscariche elettriche perché si rifiutava di parlare dei suoi “contatti” con l’opposizione. “Mi hanno portato in una cella sotterranea dove sono rimasto al buio per altri 8 giorni e lì si sono tolti i guanti. Hanno usato l’elettricità perché sotto gli 80 volt lasciameno segni e giacché io avevo contatti con i media sapevano che avrebbero dovuto ammazzarmi perché una volta libero non li mostrassi. Quando usano il taglierino vuole dire che hanno deciso che non esci vivo da lì. Le scariche duravano alcuni minuti, dopoperdevo i sensi“, è la sua testimonianza. “Ero certo di morire. Le scosse elettriche me le mettevano sulla schiena, nella parte bassa, vicino ai reni, e sulle ginocchia”.

 

da il Fatto quotidiano.it 



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La notizia ormai ha fatto il giro del mondo, ma non poteva certo essere altrimenti. Stamane, quando in Italia erano le primissime ore del mattino, una forte scossa diterremoto ha interessato l’area tra il sud della Spagna e la parte settentrionale del Marocco. Il sisma ha interessato il mare aperto ad una profondità di circa 100 miglia. La gente, per paura, si è riversata in strada anche in pigiama e in alcune zone più vicine all’epicentro si registrano anche numerosi danni alle strutture abitative (fortunatamente senza conseguenza tragiche, nessun crollo importante e solo qualche calcinaccio caduto a causa del movimenti pronunciato del terreno).

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Nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.4. registrata a dieci chilometri di profondita' ad est di Gibilterra.Secondo l'EMSC il terremoto sarebbe avvenuto proprio a ridosso delle coste dell’Andalusia, ad una distanza di 17 chilometri ad E di El Varadero, con una popolazione di 2.000 abitanti, e 56 chilometri a SE di Granada, città che ospita quasi 235.000 abitanti. L’ipocentro del sisma è stato rilevato ad unaprofondità di circa 10 chilometri ed è stato nettamente avvertito in quasi tutta l’Andalusiada Malaga ad ovest ad Almeria ad est, e da El Varadero a sud fino a Jaen a nord.In caso di tsunami le prime citta' ad essere colpite sarebbero Gibilterra Marbella Malaga .
 
 


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Sarebbero «300 i civili, in maggioranza donne, bambini e anziani uccisi sabato dai miliziani dello Stato islamico vicino Deir Ezzor», nell’est della Siria. Lo denuncia l’agenzia ufficiale siriana Sana, citando testimonianze dei residenti, dopo che l’Osservatorio nazionale per i diritti umani aveva parlato di almeno 135 morti, 85 civili e 50 combattenti del regime siriano. Se confermata, sarebbe una delle più grandi stragi commesse in un unico giorno in quasi cinque anni di guerra civile in Siria.

Gli attivisti locali citati dai media curdi raccontano che «almeno 150 persone sono state decapitate, inclusi donne e bambini». I jihadisti hanno fatto strage «in due sobborghi controllati dal regime siriano a Dayr az Zor, Ayash and Begayliya». «Li hanno uccisi casa per casa», continuano gli attivisti.



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Pyongyang - Kim Jong Un riapre un fronte di crisi internazionale, conducendo il suo primo test con la (presunta) bomba a idrogeno. Si tratta di una chiara violazione alle disposizioni stabilite dalle risoluzioni delle Nazioni Unite, ma soprattutto rafforza i timori di una nuova corsa da parte della Corea del Nord verso la bomba atomica.

 

Il “fungo” uguale a quello di un test russo del ‘53 (foto confronto) 
Nelle immagini che il tg locale manda a ripetizione in onda viene messa in evidenza un’esplosione. Si tratterebbe, in realtà, di immagini che si trovano anche su Internet (caricate su YouTube) di un test nucleare effettuato da Mosca negli anni della Guerra fredda. Secondo un esperto consultato dal Secolo XIX, il motivo per il quale Pyongyang ha mostrato quel video non è per mostrare un falso, ma per non far vedere come - nel caso in cui sia confermata l’esistenza dell’avvenuto test - hanno realmente operato. L’esplosione nordcoreana, del resto, se avvenuta è stata effettuata sotto terra.

Il sito che monitora gli esperimenti nucleari nel mondo conferma il sisma ma non il test 
Sul sito “The Preparatory Commission for the Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto)” che monitora gli esperimenti nucleari che vengono effettuati ovunque nel mondo, è data per certa una “inusuale” scossa sismica la cui intensità è pari a un sisma di magnitudo di 5,1 ma non vi è conferma che sia dovuta al test.



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Torna a infiammarsi l’area del Golfo. L’Arabia Saudita ha reso noto di aver eseguito 47 condanne a morte per terrorismo, 43 membri di Al Qaeda e quattro attivisti sciiti, tra cui l’influente imam Nimr al-Nimrits. Proprio l’esecuzione di quest’ultimo ha suscitato l’ira del mondo sciita. Teheran ha avvertito che Riad la «pagherà cara». Nelle stesse ore la coalizione a guida saudita ha annunciato la fine del cessate il fuoco in vigore dal 15 dicembre in Yemen con i ribelli sciiti houthi, un’altra decisione destinata a inasprire i rapporti con l’Iran. 

 

CHI ERA IL RELIGIOSO UCCISO  

Al Nimr, imam della moschea sciita di Qatif a Al Awamiyya, nell’est dell’Arabia Saudita, arrestato per una manifestazione a cui aveva partecipato nel 2012 e condannato a morte nell’ottobre 2014. Nimr al-Nimr era stato fra i promotori delle proteste sciite divampate nel 2011 e protrattesi fino al 2014 nelle regioni orientali del regno a guida sunnita per chiedere la fine dell’emarginazione delle minoranze religiose. Una rivolta in cui furono uccisi diversi poliziotti a colpi d’arma da fuoco o con il lancio di molotov e per la quale sono già stati giustiziati numerosi militati sciiti. Gli sciiti sono il 5% della popolazione saudita.  

 

ALTA TENSIONE TRA RIAD E TEHERAN  

Le esecuzioni dei qaedisti rischiano di portare a un’ulteriore escalation nella guerra all’Isis, i cui simpatizzanti hanno già colpito in Arabia Saudita nel 2015. Si apre però soprattutto una nuova stagione di tensione con il fronte sciita guidato da Teheran, anche perché l’esecuzione dei quattro sciiti è sembrato più che altro un modo per «bilanciare» quella degli estremisti sunniti, trattandosi di persone che non si erano macchiate di omicidi e le cui madri avevano lanciato un appello per un gesto di clemenza. Il ministero degli Esteri iraniano ha avvertito che l’Arabia Saudita pagherà «a caro prezzo» l’esecuzione di al-Nimr. Il portavoce, Hossein Jaber Ansari, ha lamentato che Riad «sostiene i movimenti terroristici ed estremisti, ma affronta i dissidenti interni con l’oppressione e le esecuzioni». 



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Un allarme per un possibile attentato terroristico ha guastato la festa del Capodanno di Monaco, poco prima dello scoccare della mezzanotte. Due informazioni, che la polizia del capoluogo bavarese ha definito "concrete", hanno fatto scattare l'emergenza con due stazioni bloccate, quella centrale e quella del quartiere occidentale di Pasing, l'intervento delle forze speciali e l'evacuazione dell'area attorno allo scalo.

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Due persone sono state arrestate nell'ambito di un'operazione antiterrorismo in Belgio. Lo riferisce l'emittente Rtbf per la quale i "due stavano preparando attentati durante le feste". Secondo i media, tra gli obbiettivi di un attacco "imminente" c'erano luoghi simbolo, come anche il quartier generale della polizia nei pressi della Grand Place a Bruxelles. Sequestrato diverso materiale di propaganda Isis.

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Cercare di capire dove e quando colpira' il terrorismo non e' facile per nessuno,sebbene ormai le attivita'  investigative soino in grado di prevenire molti di questi piani diabolici.Ma quello che abbiamo difronte e' il puzzle piu' intricato del momento una serie di punti rosso nella carta geografica europea dove in primo piano vi sono le capitali dei paesi,sebbene non possono essere sottovalutati obiettivi secondari piazze minori proprio perche' meno affollate di polizia e controllori.Il terrorismo potrebbe spingere i suoi piani di azioni nelle zone periferiche delle grandi metropoli o addirittura scegliere di colpire citta' secondarie per il momento fuori dal vortice mediatico.I terroristi colpiranno in provincia lontano dagli sguardi indiscereti di militari polizia macchine da ripresa.Obiettivi secondari ma efficaci perche' il dramma del terrorismo non ha bisogno di palcoscenici leggendari per farsi conoscere.basterebbe far crollare la Torre di Pisa o incendiare la stazione di Grosseto per avere lo stesso drammatico effetto .Per le polizia europee i reparti investigativi non c'e' dubbio che i piani stgrategici del terrore utilizzeranno cellule poco esperte che potranno colpire obiettivi secondari con lo stesso clamore devastante per l'opinione pubblica mondiale.In pericolo le reti ferroviarie quelle della metropolitana ma sopratutto i traghetti che navigano in mezzo al mare e dunque per ore rimangono fuori controllo e possono diventare obiettivi facilissimi se l'incuria dei controlli dovesse fare acqua.Il terrorismo colpira' ancora e piu' forte di prima perche' la loro guerra non e' quella di sconfiggere un nemico determinato ma creare le condizioni perche' la societa' civile conviva con la paura la psicosi di quello che ormai e' a tutti gli effetti un dramma collettivo.Il terrorismo la paura degli attentati pervade ognuno di noi alle volte ci fa vivere male e se ci pensiamo troppo spesso cominciamo ad assumere comportamenti inusitati.

Non siamo piu' persone cittadinic he si muovono in una citta',ma soldati che percorrono velocemente il palcoscenico di una guerra sempre in agguato terribile perche' non ha orari metodologia di impiego.Esplode proprio vicino a noi magari mentre beviamo una birra tranquillamente seduti ad un bar.

Il terrore e' il piu' grande rompicapo della polizia europea perche' tutti noi sappiamo che colpira' e dobbiamo essere bravi a sventare ogni ipotesi anche se nel calcolo delle probabilita' alla fine torneremo a leggere i giornali con le fotografie dei corpi insanguinati delle vittime del terrorismo di radice islamica.



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Baghdad, 26 dicembre 2015 -  L'Isis cede terreno. I miliziani dello Stato Islamico hanno perso la strategica e simbolica Ramadi. Lo afferma un portavoce delle forze irachene alla Cnn. "Il compound è sotto il nostro pieno controllo. Questo non significa che siamo entrati nel compound, significa che è stato circondato ed è pienamente sotto il nostro controllo" afferma Mohammed Ibrahim, portavoce del Joint Operations Command per l'Iraq. Tutti i combattendi dell'Isis hanno abbondonato l'ex sede del governo della città, ultimo 'fortino' dei jihadisti. Con l'ingresso delle truppe irachene nell'ex complesso governativo, le truppe del Califfato sono state dunque messe in rotta dopo 7 mesi. Si tratta di uno dei più importanti successi sul campo nella lotta contro gli uomini di Al Baghdadi, e di una vittoria strategica per la riconquiista della provincia di Anbar, la più estesa dell'Iraq, confinante con Siria, Giordania e Arabia Saudita. Successo che non viene tuttavia confermato dalla Difesa degli Stati Uniti.

I militari stanno avanzando nel vasto complesso lentamente, nel timore di ordigni esplosivi. Si ritiene che i jihadisti siano fuggiti a nordest della città. Labattaglia per Ramadi va avanti da giorni senza tregua. La città, nella provincia Al Anbar, era caduta nelle mani dei jihadisti lo scorso maggio. Martedì la controffensiva decisiva irachena. A rallentare l'avanzata dell'esercito, sostenuta dall'artiglieria irachena e da raid aerei della Coalizione a guida Usa, le mine disseminate dai miliziani dell'Isis. La televisione di Stato ha mostrato scene di festa nella città, ormai a notte fonda, con gente che sventola le bandiere dell'Iraq dalle auto o danzando per strada.

LA FUGA DEI MILIZIANI - I portavoce militari sono stati concordi nel riferire che i combattenti di Daesh sono fuggiti in massa per sottrarsi all'offensiva finale che non avrebbe lasciato loro scampo. "Tutti i combattenti di Daesh se ne sono andati. Non c'è più resistenza", ha riferito il portavoce delle forze irachene antiterrorismo Sabah al-Numan. Con l'aiuto dei raid aerei della coalizione internazionale, che sono proseguiti anche oggi con 28 incursioni nei cieli dell'Iraq e missioni mirate anche su Ramadi, l'esercito iracheno era entrato martedì nella città ed era penetrato fino al centro. Ramadi era caduta in mano ai jihadisti a maggio e venerdì il premier iracheno Haider al-Abadi aveva promesso che alla riconquista di Ramadi sarebbe seguita quella di Mossul.

ALLARME NELLA UE - Ieri era giunto alla polizia austriaca un allarme terrorismo nelle capitali europee, con possibili attentati entro Capodanno. La soffiata era stata fornita a Vienna da "un servizio di intelligence amico". All'allerta è seguita a distanza di poco tempo la notizia di un attacco terroristico sventato a Sarajevo in programma per Capodanno

IL RITORNO DEL CALIFFO - Sempre ieri, era uscito allo scoperto dopo mesi di silenzio il Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi. In un messaggio audio, il capo dell'Isis aveva minacciato Israele: "La Palestina sarà il vostro cimitero". Il califfo assicurava che i raid non avevano indebolito l'Isis. 

AFGHANISTAN - Orrore contro orrore in Afghanistan, dove l'Isis ha decapitato quattro prigionieri appartenenti a gruppi armati filo governativi, che hanno risposto facendo lo stesso con quattro miliziani jihadisti detenuti. Lo Stato islamico aveva catturato i quattro combattenti lealisti la scorsa notte durante scontri a Nangarhar, dove cinque guerriglieri islamisti erano caduti nelle mani delle milizie che appoggiano il governo. Il responsabile del distretto di Achin, Haji Ghalib Mujahid, ha affermato che "per primo è stato Daesh a decapitare gli ostaggi, e dunque gli altri hanno lo stesso con quattro dei loro prigionieri, mentre il quinto è ancora in vita e sotto custodia". I filo governativi hanno lasciato le teste mozzate su paracarri lungo un strada.



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 La polizia austriaca ha reso noto che e' stata comunicata un'allerta di 'servizi di intelligence amici' a diverse capitali europee per possibili attacchi terroristici con bombe o armi da fuoco che potrebbero avvenire prima di Capodanno. .

Ci domandiamo oggi quali siano le citta' europee piu' a rischio per trascorrere il capodanno del 2015.Secondo i servizi segreti dei paesi europei, al primo posto della classifica, ci sarebbe Londra seguita da Parigi, Madrid, Bruxelles, Vienna, a seguire la citta' Santa di Roma dunque Lisbona, Berlino, Monaco di Baviera e tutte le altre.

Per i turisti la scommessa e' difficile, i pericoli sono nascosti ovunque, sicuramente non c'e' da frequentare luoghi pubblici, feste troppo affollate e senza una adeguata sicurezza all'esterno.Dobbiamo comunque festeggiare il Capodanno del 2015 nel migliore dei modi, ma forse a casa di amici, per questa volta, sara' la cosa migliore.



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Cile torna l’incubo terremoto-tsunami. Una scossa di magnitudo 8.3 ha fatto tremare Santiago e un’ampia zona del Paese. Tanta paura, da nord a sud, 8 persone morte, un milione di evacuati preventivamente in poche ore a causa dello tsunami che ha colpito una parte delle coste cilene. L’allarme tsunami è stato successivamente cancellato in tutte le regioni del Cile. Lo rende noto il ministero degli Interni cileno, sulla base dei dati forniti dal Servizio idrografico e oceanografico dell’esercito (Shoa). Per l’Agenzia Usa per l’atmosfera e gli oceani (Noaa) rimane l’allerta nel Pacifico meridionale, in particolare in California e nelle Hawaii che devono ancora essere raggiunte dalle onde generate dal sisma.

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Un'ondata di maltempo si è abbattuta sullo Stato indiano di Andhra Pradesh con una tempesta di pioggia e vento accompagnata da fulmini che hanno ucciso almeno 20 persone. Lo scrive l'agenzia di stampa Ians. Le vittime sono state registrate in ben sette diversi distretti. Il più colpito è stato quello di Nellore (sei morti), seguito da quelli di Krsihna e Prakasam (quattro ciascuno).

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in continua evoluzione la situazione dei migranti arrivati in centro Europa, tra Ungheria, Germania e Austria. Dopo i giorni di tensione a Budapest,Vienna e Berlino hanno dato il via libera, nella notte di sabato, all’ingresso nel loro territorio ai migranti e ai rifugiati e durante la notte il governo ungherese ha predisposto un centinaio di pullman e ha offerto il trasporto per i migranti che si erano messi in cammino a piedi verso l’Austria. Altri sono stati presi alla stazione Keleti a Budapest. Il primo autobus è arrivato sul confine austriaco a Hegyeshalom dopo le 2 di notte, lasciando i migranti al confine, dentro il territorio ungherese. 

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AGI) - Roma, 19 ago. - La pioggia di Tianjin, devastata da una serie di esplosioni nell'area industriale che hanno coinvolto oltre 3mila tonnellate di materiale chimico (fra cui 700 tonnellate di cianuro), e' divenuta acida. La pelle di chi viene toccato dall'acqua piovana si arrossa e diviene urticante, mentre il governo sostiene che i livelli di inquinamento di aria e acqua "rimangono nei limiti". Tuttavia, un funzionario sulla scena invita giornalisti e soccorritori a "stare lontano, se possibile". In alternativa, la cosa migliore e' quella di procurarsi teli impermeabili. Lo scrive l'agenzia Asianews.
  La popolazione della zona e' colpita anche dalla decisione di non intervenire sui danni riportati dalle abitazioni della zona. Centinaia di residenti continuano a manifestare per chiedere al governo di pagare dei risarcimenti, oppure ricomprare le case distrutte dalle 12 esplosioni che si sono susseguite lo scorso 12 agosto 2015 nel porto della citta'.
  Il governo ha proposto di "riparare" le case colpite, ma i cittadini respingono la richiesta. "Riparare e' un eufemismo - dice un manifestante che non vuole essere identificato - per dire che non faranno nulla. Non riparate, comprate le nostre case e saremo noi a decidere dove andare". Un altro, che si fa chiamare Pei, racconta: "Non posso vivere li' ma pago le rate del mutuo. E a questo devo aggiungere l'affitto per la casa dove sta la mia famiglia. Volevamo avere un figlio, ma quest'anno sara' impossibile".(AGI) (AGI) - Roma, 19 ago. - I cittadini sono esasperati anche dalla mancanza di notizie certe su quanto avvenuto. Un funzionario della Ruihai International Logistics - proprietaria dei magazzini coinvolti nel disastro - ammette che le dosi di materiale chimico stipate nei capannoni "potrebbero aver superato i limiti di sicurezza". Incertezza sull'acqua contaminata, con studi privati che indicano i valori di cianuro "piu' alti del doppio rispetto a quanto e' considerato sicuro".
  Infine restano insolute le problematiche relative agli sfollati. Secondo le prime indagini, circa 17.500 abitazioni private hanno subito danni seri. Ci sono migliaia di residenti sfollati di imperio, che per il momento vivono in 12 scuole e in altri 3 complessi residenziali di proprieta' del governo. I funzionari incaricati della loro gestione dicono di poter ospitare circa 15mila persone, ma non e' chiaro se e come sara' consentito loro di tornare a casa.
  Gli organi di stampa ufficiali hanno dato ampio risalto alla messa in stato di accusa di Yang Dongliang, capo dell'Amministrazione statale per la sicurezza sul lavoro di Tianjin. L'uomo, che fino a ora ha guidato le operazioni di soccorso, e' accusato di "violazioni alla legge e alla disciplina del Partito", eufemismo che indica corruzione.
  Tuttavia non e' stato per ora messo in correlazione con le esplosioni.

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