(AGI) - Atene, 31 gen. - Il premier greco Alexis Tsirpas tenta di allentare la tensione con i creditori internazionali, spiegando che il suo goveno non e' in cerca di un conflitto ma "di tempo per respirare e definire il programa". In una dichiarazione all'agenzia Bloomberg, alla vigilia del suo tour europeo che martedi' lo vedra' a Roma da Matteo Renzi, Tsipras si e' augurato di raggiungere "un accordo con benefici reciproci per Atene e per l'Europa". "Nessuna parte sta cercando il conflitto e non e' mai stata nostra intenzione agire unilateralmente sul debito greco. Il nostro interesse comune e' la stabilita' economica e la ripresa della nostra casa comune, l'Europa", spiega. "Il mio obbligo di rispettare il chiaro mandato del popolo greco per quanto riguarda il porre fine alle politiche di austerity e il ritorno ad un programma di crescita, non implica in alcun modo che non rispetteremo i nostri obblighi per quanto riguarda i prestiti dalla Bce e dall'Fmi. Al contrario, significa che abbiamo bisogno di respirare per creare il nostro programma di ripresa di medio termine, che, tra l'altro, includera' gli obiettivi di un bilancio primario equilibrato e riforme radicali per far fronte al problema dell'evasione fiscale, la corruzione ed il clientelismo".
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L’ultimatum dell’Isis sul pagamento di 200 milioni di dollari per il rilascio è scaduto. E ipotesi drammatiche - che con il passare dei minuti diventano sempre più certezze - si affacciano sulla sorte del giornalista Kenji Goto e del suo contractor Haruna Yukawa. In Rete è comparso un video, rimbalzato su Youtube e su Twitter ma poi rimosso, che riprende uno dei due ostaggi, il freelance Kenji Goto, mentre mostra la foto di Haruna Yukawa, il contractor, con la testa mozzata, poggiata sul petto. Goto implora per la sua vita presentando le nuove richieste dell’Isis. L’avviso online sull’inizio del «conto alla rovescia» per la loro messa a morte, era stato postato da «un gruppo vicino all’Isis» su un forum popolare tra militanti e simpatizzanti islamici usato già in altre occasioni. La notizia viene confermata da Site, il sito Usa di monitoraggio dei jihadisti sul web. Ma è chiaro che accertamenti sono in corso. L’esecutivo nipponico, per bocca del portavoce Yoshihide Suga, si è limitato a chiedere «l’immediato rilascio» del giornalista.

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Parigi 13 Gennaio 2015 Corsera.it di Matteo Corsini

La strage di Charlie Hebdo sara' forse ricordata anche come la scintilla da cui scaturì una guerra interna senza confini, la Guerra tra la Francia e i fanatici islamici .Ci domandiamo se tutto questo ne vale la pena,se la difesa ad oltranza della liberta' di satira giustifichi poi le reazioni devastanti dei terroristi delle organizzazioni criminali che vedono nella reazione l'unica investitura per la loro follia.Mi domando se dopo le morti atroci di giornalisti di redattori di vignettisti Charlie Hebdo non avrebbe dovuto al contrario osservare un periodo di lutto di silenzio di conservazione degli affetti di riparo alal speculazione alla dirompente violenza quella psicosi che pare oggi avviluppare la Francia in un carosello vertiginoso di panico paura indeterminazione del futuro.Mi domando se tutto questo abbia poi un grande senso se al contrario l'episodio della strage doveva essere ricordato con una bella e imponente manifestazione ma che la pubblicazione di nuove vignette su Maometo non sia un ulteriore motivo di contrasto di contrapposizione di focolaio di una guerriglia urbana di cui francamente nessuno ha bisogno.La Francia e' scesa in guerra contro un nemico invisibile che fa della propaganda la sua arma migliore nella reazione violenta a cio' che considera blasfemo provocatorio la sua ragione di esistere.Mi domando se Charlie Hebdo fosse uscito listato a lutto senza vignette provocatorie ma memoria indistruttibile per le vittime di una violenza assurda ingiustificata che umilia l'essere umano lo calpesta ne ferisce l'anima profondamente.Mi domando se tutto questo ha oggi una valida ragione di esistenza di resistenza ad un fenomeno patologico come il  fanatismo religioso che dovrebbe essere sedato lasciandolo cadere nel vuoto reagendo duramente con il lavoro repressivo dell'intelligence non altro.La Francia e' investita ormai in una Guerra Santa che non ha confini perche' si ...



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Francia la piu' grande caccia all'uomo della storia contemporanea e' fallita finita con un nulla di fatto.I presunti killers i fratelli Said e Cherif Kouachi autori della strage nella redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo hanno beffato la polizia francese.Introvabili anche nei boschi della Piccardia.Come ampiamente anticipato dla Corsera.it la chiave del depistaggio dei terroristi e' nella carta di identita' ritrovata in una delle automobili utilizzate per la fuga.Un mistero per la polizia francese che non avendo altri indizi si e' lanciata all'inseguimento di due killers fantasmi oppure terroristi cosi' abili da lasciare una traccia tanto eclatante da sembrare plausibile con l'intento di spingere senza esitazione tutti gli sforzi della piu' colossale caccia all'uomo proprio nella direzione opposta dalle quale erano diretti.Se i terroristi sono Said e Cherif Kouachi vuol dire che la carta di identita' e' stata appositamente lasciata nell'autovettura per determinare nelle autorita' che fossero i veri autori della strage e dunque ogni ricerca gli sarebbe piovuta 

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I due presunti autori della strage di Charlie Hebdo i fratelli Said e Cherif Kouachi sono spariti nel nulla svaniti come fantasmi lasciando di stucco le autorita' francesi che per tentare di acciuffarli hanno organizzato la piu' grande caccia all'uomo che la storia ricordi dispiegando su territorio oltre 90 mila uomini armati tra teste di cuoio gernarmi poliziotti e alcune unita' antiterrorismo dell'esercito.I due fraterlli Kouachi potrebbero essere gia' morti ammazzati dai veri autori della strage che su di loro hanno fatot piovere ogni indizio lasciando appositamente la loro carta di identita' in una delle auto utilizzate per la fuga dal luogo del massacro.Il ritrovamento della carta di identita' unico indizio per la polizia francese ha dunque funzionato spingendo le ricerche verso Reims luogo di residenza dei due fratelli Said e Cherif.I veri killers sono forse al sicuro in un covo segreto nel cuore di Parigi o forse ormai lontani perche' sebbene l'incredibile dispiegamento di forze sia stato organizzato fin da subito ogni ricerca per adesso e' fallita.Una beffa per la polizia francese che e' all'inseguimento di due fantasmi due ragazzi che forse sono gia' cadaveri da qualche giorno.Impossibile immaginare che dei professionisti cosi' spietati abbiano perduto la loro carta di identita' impossibile immaginare un errore cosi' enorme e fatale per la loro sopravvivenza.Gli uomini del commando entrato in azione nella redazione del giornale satirico Charlie Hebdo avevano dei complici che hanno coperto loro le spalle e la fuga rocambolesca nel cuore di Parigi.I killers i veri autori della strage sono al sicuro in un covo segreto da cui potranno uscire indisturbati non appena le acque si saranno calmate.Nessuno sa chi sono, malgrado il mondo conosca i loro volti.Ma i due fratelli Said e Cherif Kouachi sono ancora vivi? 

 

Corsera.it esclusiva mondiale



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L'operazione per «neutralizzare» i due fratelli Kouachi è in corso dalle 9 di questa mattina. L'assalto non è ancora stato sferrato. Secondo Bernard Corneille, sindaco di Othis, un Comune limitrofo, gli ostaggi potrebbero essere più di uno, addirittura cinque e cioè tutte le persone che vi lavorano, compreso il titolare. I negoziatori sono sul posto e sono in corso trattative. Nella zona sono radunati «teste di cuoio» e forze di sicurezza. Elicotteri sorvolano l'area. Nella cittadina (a una quarantina di chilometri dalla zona dove si sono svolte le ricerche giovedì e nei pressi dell’aeroporto di Charles de Gaulle) le forze dell’ordine sono confluite dopo una sparatoria e un inseguimento con i sospetti. Il sito «Le Parisien» aveva parlato di due morti e 20 feriti, ma la procura di Parigi ha smentito la presenza di vittime. Il presidente francese, Francois Hollande, ha interrotto una riunione di emergenza e sta seguendo insieme al ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, e a quello della Giustizia, Christiane Taubira, gli avvenimenti in corso.

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I due fratelli, Said Kouachi e Cherif Kouachi, sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d'identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata dagli attentatori durante la fuga vicino alla porte de Pantin, a Parigi. Il giovane complice, Hamyd Mourad, 18 anni, sarebbe stato alla guida delle diverse auto durante l'operazione.

Said e Cherif Kouachi, due fratelli noti alla polizia e ai servizi di intelligence francesi, uno dei quali già condannato in passato per aver fatto parte di una filiera che inviava islamisti in Iraq, che nei mesi scorsi hanno cercato di sfuggire alla sorveglianza spostandosi da Parigi a Reims. È il profilo dei due autori dell'attacco al settimanale Charlie Hebdo, tracciato dal sito del settimanale Le Point. Il terzo complice è un giovane senza dimora di 18 anni, Hamyd Mourad, che ha fatto da autista.

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Si è arreso nel corso della notte il più giovane dei tre sospettati di aver compiuto il massacro al giornale satirico parigino Charlie Hebdo, dove sono morte 12 persone, tra cui i principali vignettisti e il direttore, da tempo minacciati per aver pubblicato vignette dissacranti su Maometto e la religione islamica.  Secondo diversi media francesi si tratta di Hamyd Mourad, 19 anni, che si è consegnato alla polizia a Charleville-Mezières, vicino al confine con il Belgio, dove era in corso un'operazione di polizia che ha portato all'arresto anche di un familiare dei sospettati. Il giovane è "il meno implicato" nella pianificazione e nell'esecuzione dell'attacco. Secondo le prime ricostruzioni è servito da autista e non era uno dei due che hanno compiutto materialmente la strage. 

I due killer, ripresi dalle telecamere all'esterno della redazione mentre sparavano ai due agenti di guardia e a una volante della polizia arrivata in soccorso, dopo aver ucciso otto persone nelle stanze del giornale, ferendone altrettanto sono riusciti a fuggire cambiando più volte auto.

Subito è iniziata una  massiccia caccia all'uomoin tutta la Francia e in particolare nella zona di Reims - nel nord della Francia - dove la polizia ha individuato il covo degli attentatori. Il   blitz delle teste di cuoio non ha però avuto esito. Probabilmente i killer hanno deciso di non tornare nel covo e gli agenti hanno compiuto una serie di rilevamenti scientifici all'interno dell'appartamento. 

Un'altra operazione di polizia si è svolta ancora più a nord a Charleville-Mezières dove in un primo momento è stata data la notizia del fermo di un familiare degli attentatori e poi quella dell'arresto del più giovane del gruppo.

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Proseguono le ricerche dei corpi dei dispersi del volo Air Asia scomparso domenica. Dalle ultime notizie, sono sei i corpi avvistati dai funzionari indonesiani che stanno continuando con le indagini,
L' Air Asia scomparso che era in volo da Surabaya a Singapore sta provocando disperazione per le 162 famiglie dei passeggeri. Tre corpi sono stati recuperati nel mar di Giava a circa 10 chilometri dalle ultime comunicazioni del volo 8501 con il controllo del traffico aereo.
Un'immagine agghiacciante  si è presentata aglio occhi dei ricercatori:  corpi trovati intatti ma pieni di acqua e gonfi.
Le salme sono state trasportate su una nave della marina indonesiana come è stato riferito dagli organi ufficiali ai giornalisti.
Secondo quanto appreso, i corpi ritrovati erano sprovvisti di giubbotti di salvataggio.
"Le parole non possono esprimere il mio dolore", questo è quanto scrive l’amministratore delegato della Air Asia, Tony Fernandes sul suo profilo Twitter.

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Un Airbus A320 della compagnia aerea low cost malese AirAsia è scomparso domenica con 162 persone a bordo mentre era in volo fra l’Indonesia a Singapore. Lo hanno reso noto le autorità locali e la compagnia. A bordo c’erano 162 persone tra cui 16 bambini e un neonato, nell’elenco passeggeri non figurano italiani. Jusuf Kalla, vicepresidente indonesiano, a 10 ore dalla scomparsa ha spiegato: «È molto probabile che ci sia stato un incidente, ma non abbiamo alcuna informazione che indichi dove sia precipitato». Secondo un esperto di previsioni dell’Agenzia meteorologica e geofisica di Giacarta, dense nubi tempestose sono state registrate nella zona dove è stato perso il contatto. «Potrebbero esserci state turbolenza, fulmini, forti venti sia verticali sia orizzontali, all’interno di nubi del genere»,.

 
 


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- E' un italiano, Argilio Giacomazzi, 62 anni, della Spezia, il comandante della Norman Atlantic, la nave traghetto in fiamme nel Mare Adriatico. Lo conferma la figlia Giulia. "Non vediamo l'ora di poterlo riabbracciare". Sono momenti molto difficili per la nostra famiglia ma sono certa che mio padre ha fatto e sta facendo tutto il possibile per mettere in salvo equipaggio e passeggeri", ha aggiunto la ragazza.

 
 


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Hong Kong, 24 dic. - Babbo Natale ha anticipato il Natale ad Hong Kong. L'autista di un portavalori blindato ha dimenticato di chiudere bene il portellone posteriore e ha perso in strada decine di scatole contenenti banconote per un controvalore di oltre 1,6 milioni di euro. L'inattesa manna ha spinto decine di persone ad inchiodare e a gettarsi a rincorrere le banconote. La polizia e' intervenuta il piu' rapidamente possibile per fermare l'assalto ai 15,23 milioni di dollari di Hong Kong. Al momento manca ancora una stima di quanto sia stato recuperato e quanto sia finito nelle tasche dei presenti. Il capo della polizia della citta' Wan Siu-hung ha spiegato che solo all'arrivo a destinazione l'autista del portavalori si e' accorto di quanto era successo. Gli investigatori hanno annunciato che useranno i numeri di serie delle banconote per identificare i razziatori che rischiano fino a 10 anni di carcere se non restituiranno l'inatteso dono. .



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Ginevra, 12 dic. - E' di 18.188 casi di contagio,di cui 6.583 morti, il nuovo bilancio del virus ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone, fornito dall'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms). Il dato e' aggiornato allo scorso 10 dicembre. Negli altri Paesi il numero dei morti e' rimasto invariato: 6 in Mali, uno negli Stati Uniti e 8 in Nigeria, Paese quest'ultimo dove e' stata debellata l'epidemia. In Sierra Leone sono stati contati 8.069 casi di contagio e 1.899 morti. In Liberia, il secondo Paese dell'Africa occidentale piu' colpito dell'epidemia, i contagiati sono 7.765 e 3.222 i morti. In Guinea 2.354 casi di ebola e 1.462 morti. .



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San Francisco, 11 dic. - Una tempesta, con venti fino 230 chilometri orari, si e' abbattuta sulla California e ha lasciato al buio 150mila persone. 'E' senza dubbio la piu' potente degli ultimi tre anni sulla costa occidentale', ha riferito un portavoce del servizio meteorologico nazionale, Todd Morris. Nella baia di San Francisco sono stati interrotti i collegamenti in traghetto e in citta' sono state chiuse le scuole. La tempesta si sta spostando verso sud e, secondo gli esperti, raggiungera' nelle prossime ore Los Angeles e San Diego. .

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AGI) - Beirut, 7 dic. - L'aviazione israeliana ha bombardato l'area in cui sorge l'aeroporto internazionale a Damasco. "Il nemico israeliano - ha riferito il canale televisivo di Stato siriano - ha colpito in due aree nella provincia di Damasco, a Dimas e vicino all'aeroporto internazionale. Non vi sono vittime". A Dimas caccia israeliani, ha aggiunto il canale televisivo al-Manar legato a Hezbollah, hanno preso nel mirino diverse piccole strutture aeroportuali. Gia' nel 2013 lo Stato ebraico aveva inviato caccia nella stessa area e allora si disse che l'obiettivo erano trasferimenti di missili dall'Iran a Hezbollah in Libano. (AGI) .

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