CorSera.it  Politica italiana . 

Il movimento delle Sardine ha avuto un grande eco mediatico in tutto il mondo, ma la verità è che la sua fortuna si deve alla figura del leader carismatico Mattia Santori, un ragazzo di Bologna dal sorriso accattivante. La vera novità della resilienza del moviemento delle sardine è senz'altro lui, il giovane, ingenuo e quasi puerile, Matteo Santori, uno che spacca lo schermo, di un fascino disarmante,magnetico, che ha portato nell'agone politico una ventata di novità. Di fatto questo movimento nato da un flash mob, ha pescato nel cilindro, la carta giusta, per sbaragliare l'avanzata del fronte unico leghista, della destra ultranazionalista e populista. Da quando è apparso Mattia Santori sul palcoscenico della politica italiana, la sua luce folgorante ha oscurato come un piovasco estivo, le immagini degli altri leader della sinistra italiana. Le Sardine hanno definitivamente mandato in soffitta, anche quelli del Movimento Cinque Stelle, gli occupanti abusivi delle case dello Stato.E' così potente il fascino di questo ragazzo, che il movimento grillini sembra apparso sulla scena cento anni fa. Giovani contro pachidermi attaccati alla poltrona. Credo che sia nata una stella, talmente potente che se decidesse di presentarsi alle prossime amministrative in Emilia, sbancherebbe il casinò. 



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Perugia 28 ottobre 2019  Elezioni Umbria, stravince Matteo Salvini e Giorgia Meloni, implode il Movimento del Vaffa e delle manette ai propri elettori. Luigi di Maio, il leader del partito alla puttanesca, ha spinto alla definitiva disfatta  la sua parte politica, nata con grandi ambizioni di cambiare il sistema,benchè tutti i suoi componenti eletti al Senato e alla Camera dei Deputati,  ne sono più degli altri rimasti attirati e affascinati, e ne hanno condiviso ogni più torpido profilo. Ma più di Luigi di Maio, ha forse fatto lo stesso Beppe Grillo,il leader carismatico del partito Troia, che da ex uomo dei miracoli, del Vaffa day, non appena conquistato il potere, messi all'angolo quelli della Lega, e con sinistri giochi di palazzo, ricostruita l'alleanza di Governo con il Partito democratico, non ci ha pensato due volte a fottere i suoi stessi elettori, mandandoli a fare in culo, come non fossero all'altezza di comprendere le dinamiche politiche, le strategie sottotraccia, e comunque  l'enorme sacrificio che i leader del Movimento  stavano mettendo in opera. Gli elettori hanno premiato queste giravolte alla puttanesca, nel solo modo che meritavano,  voltando le spalle ai propri deputati e senatori,  che anzichè rappresentarne il disagio  e prenderne cura, hanno ben visto di tenersi gli scranni in cui si erano fortunatamente insediati, e pur di conservarli, hanno fatto l'accordo con il Diavolo rosso.Nessuna coerenza politica, ma solo blasfemia gutturale del loro principale interprete tal comico di Genova al secolo conosciuto come Beppe Grillo. Un clown, un buffone da caravanserraglio, con la testa negli affari della politica, nell'intrigo, nella ricostruzione macchiavellica della politica. Non altro.

Il Partito Democratico fallisce gli obiettivi della intesa con i grillini, e scende sotto il 20%, ma sopratutto perde la regione rossa per eccellenza. Queste elezioni segnano il passo per la nascitura coalizione del Governo giallorosso.In poche ore si è consumato l'atto finale di una tragedia annunciata da mesi, il naufragio contro gli scogli, del Movimento di protesta dei Cinque Stelle,che da forza dell'oppoziione, si sono visti strappare le vesti da un giovane ambizioso,Luigi di Maio, più simile ad un vecchio democristiano da compromesso storico, che da un vero e proprio rivoluzionario e scardinatore del sistema.In pochi mesi, il partito di Beppe Grillo, si è scavato la fossa, e gli ultimi provvedimenti del governo, come quello sulle manette agli evasori, ha forse dato il colpo di grazia alla troia sanguinante. Il partito Troia è finito, proprio ai confini di quella regione che dei maiali, ha fatto la sua eccellenza gastronomica. ( CorSera.it )



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Roma 17 agosto 2019 La crisi di Governo, che cosa è, come la vedono , a chi sarà utile. Analisi politica del dr.Matteo Corsini 

La crisi di governo, che Matteo Salvini ha fatto scattare in un giorno torrido d'agosto, è stata come un colpo di mortaio, sferrato sulla crosta ghiacciata dei delicati equilibri dell'alleanza con il Movimento Cinque Stelle. Un colpo ben assestato contro i dilettanti che si sono incatenati ai piloni del NO TAV. Senonchè, Matteo Salvini, ha offerto su un piatto d'argento, l'occasione ideale, per far rientrare da protagonista Matteo Renzin sul palcoscenico politico, anche nell'ambito del suo stesso partito, il PD, che potrebbe sembrare in via di guarigione, ma che pur sempre rimane un malato terminale. Lo scontro a colpi di mortaio e fuochi d'artificio, avvolge, come una membrana insanguinata, lo stesso Premier Giuseppe Conte, trovatosi tra l'incudine e il martello, di quella che Salvini considera una svolta necessaria. Il presidente del Consiglio funge da martinetto e guarnizione, con le istituzioni italiane e quelle europee, un equilibrista, per tentare di individuare una soluzione che spinga ancora per un pò di tempo, il vento sulla poppa della legislatura. Qualcuno, come Massimo Franco, lo immagina seduto con applomb inglese, nel bel mezzo del traffico caotico della politica italiana, pronto a fare il tranviere o traghettatore, il pompiere, addirittura, il guastatore. Ma il colpo di mortaio che ha aperto la crisi, esploso dalla cannoniera leghista, ha provocato una pozza nello strato di ghiaccio che saldava l'alleanza di governo, cerchi concentrici, che adesso si propagano verso una potenziale alleanza istituzionale tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico. Un accordo che potrebbe risultare pericolosissimo per Matteo Salvini, trasformandosi via via  in una clamorosa sconfitta politica. Napoleone, viene battuto a Waterloo, sebbene tutti lo avessero dato per vincente ancora una volta. Lo strano Cynar che Giuseppe Conte, intenderebbe servire al leader leghista, per prendere tempo, è in realtà avvelenato, utile a sbarazzarsi di un condottiero, che si è disarcionato da solo. La morsa della nuova alleanza, tra Movimento Cinque Stelle e PD, si stringerà come un forcipe, intorno alla testa di Matteo Salvini, depotenziandone la coerenza politica. Matteo Salvini, non è un traditore, ma un semplice cretino di fante lombardo, che immaginò, camminando in lungo e in largo per lo stivale, di diventare prima o poi il Re d'Italia. (CorSera.it) 



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Milano 14 agosto 2019 CorSera.it

Il Senato ha bocciato la proposta della Lega sul voto di  sfiducia il 14 agosto al governo Conte.

M5S, Pd, LeU e Autonomie votano insieme contro le proposte del centrodestra di mettere ai voti nell'immediato la mozione di sfiducia a Conte. Il Senato respinge così la richiesta di modifica del calendario e conferma indirettamente il timing votato in conferenza dei capigruppo ieri che prevede che Conte terrà le comunicazioni a Palazzo Madama il prossimo martedì 20 agosto alle 15. Questo dopo che Matteo Salvini ha aperto al taglio dei parlamentari caro a M5s con una mossa imprevista: 'votiamolo la prossima settimana e poi andiamo subito al voto'. Non senza aver ammonito i pentastellati: pensate 3 volte prima di allearvi con il Pd. In giornata anche Matteo Renzi aveva rilanciato: 'ho voluto lanciare un appello alle forze politiche che oggi ha lo spazio per poter essere accolto. Non darò alibi a nessuno per far saltare l'accordo che il tabellone di Palazzo Madama rende possibile'. E intanto Forza Italia dice no all'ipotesi di un accordo con Salvini che comporti una lista elettorale unica. 

Per il capogruppo M5S in Senato Stefano Patuanelli, Salvini "ha tolto qualsiasi valenza politica al dibattito in corso: la proposta di votare immediatamente la prossima settimana la quarta lettura della riforma" per tagliare i parlamentari "è possibile esclusivamente se domani non viene votata la sfiducia al governo, mi aspetto che venga ritirata la proposta Romeo, in alternativa voteremo contro". 

L'Aula del Senato ha confermato indirettamente, bocciando le proposte di modifica al calendario presentate dal centrodestra, il timing votato in conferenza dei capigruppo ieri che prevede che Conte terrà le comunicazioni a Palazzo Madama il prossimo martedì 20 agosto alle 15.



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Roma 14 agosto 2019 CorSera.it

Matteo Salvini ha dunque ceduto al richiamo delle sirene , al Re del Bunga Bunga, al Pavone di Arcore, e a tutto il suo scodazzo di millantatori e falliti della politica italiana. Matteo Salvini è al centro di una congiura di Palazzo, un piano ordito alle sue spalle da ogni parte politica, iniziando dai suoi ex alleati, pronti a fargliela pagare con ogni mezzo, per essere stati scaricati, trattati da cani al guinzaglio per i suoi vezzi personalistici. Matteo Salvini cerca la sponda con gli ex alleati del centrodestra, ma il maggior rischio per lui è rimanere imbrigliato, da chi ha necessità della Lega per tornare al governo del paese, ma allo stesso tempo lo odia, ne invidia le capacità di persuasione e vuole disarcionarlo. Le forze contrapposte operano per depotenziarne la forza politica, ridurne la capacità attrattiva, che fino ad oggi è stata irrefrenabile. La sfiducia al Governo Conte, sotto questo profilo, è stato un errore stretegico, che Matteo Salvini avrebbe dovuto invocare, soltanto se fosse stato certo di avere dietro di sè,una maggioranza significativa per spazzare via il governo Conte. Il leader leghista ha di fatto creato una sponda utile, per compattare il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico, verso la sola direzione possibile, quella di evitare le elezioni,ma secondo alcuni, l'ipotesi di un governo istituzionale, potrebbe dare spazio ai peones di Forza Itallia, il cui futuro politico è ormai segnato, anzi, non esiste più. Sotto un'altra ottica, Matteo Salvini ha costretto gli ex alleati del Movimento Cinque Stelle a dichiararsi apertamente nella Santa Alleanza con il Partito Democratico, creando così due fronti contrapposti, centrosinistra e centrodestra. Un colpo d'ali spettacolare, che rischia di rovinarne la festa, se i suoi oppositori, sapranno ricamare un accordo intensivo, magari riscucchiando dentro la prossima compagine governativa,in posizioni di grande prestigio, i componenti della corte dei miracoli del Pavone di Arcore. (CorSera.it )



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Un esecutivo a guida Lega andrebbe subito a verificare l’efficacia delle reddito di cittadinanza — cavallo di battaglia dell’ormai ex alleato 5 Stelle — e affiderebbe l’incarico di ministro dell’Economia a Giancarlo Giorgetti, “persona di cui si fida il mondo”.

Lo dice Matteo Salvini in un’intervista al Corriere della Sera, in cui traccia il profilo di quello che potrebbe essere un governo sotto l’egida del Carroccio.

La Lega non metterebbe in discussione gli 80 euro e quota 100 ma semmai dovrà “doverosamente verificare il reddito di cittadinanza” perché molti imprenditori che non riescono ad assumere.

Salvini — che ha detto di aver sentito Berlusconi al telefono — torna poi sulla proposta di votare il taglio dei parlamentari e di rinviare l’entrata in vigore della riforma costituzionale alla prossima legislatura sostenendo di sapere che “si è già fatto in passato su materie rilevanti” e ammette il rischio della nascita di un governo che tagli fuori la Lega.

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Roma 14 agosto 2019 CorSera.it  

La strategia della Lega è chiarissima, Salvini e i suoi vanno a caccia di denari, dopo la minacciosa sentenza della Cassazione che ha spazzato via per sempre i 49 milioni del tesoro della Lega Nord. Il riavvicinamento all'alleato di sempre Silvio Berlusconi appare dunque segnato, una strada sicura dove approvvigionarsi dei denari indispensabili per far sopravvivere la Lega di Salvini (, soggetto ben distinto dalla Lega Nord di Umberto Bossi. Ogni tentativo dei faccendieri della Lega, per trovare denaro, girarlo dai vari comitati regionali, a società diverse, è miseramente fallito. L'allenza con Silvio Berlusconi crea un asse di ferro anche con Vladimir Putin e i petrodollari del regime russo. Denis Verdini nel ruolo del banchiere è l'anello di congiunzione tra le due sponde del centrodestra. Purtroppo in politica, quando mancano le risorse, tutto può crollare in poco tempo. Senza soldi migliaia di peones accoliti della Lega, sparirebbero dietro l'angolo, in pochi istanti, senza guardarsi mai più indietro. 

L’azzardo fallito di Salvini tradisce il suo vero obiettivo: andare con questo Governo al voto per gestire le elezioni e continuare la campagna elettorale permanente da una posizione di prestigio. Ecco perché dopo sei giorni non ha fatto neanche dimettere un ministro leghista.



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Roma 13 agosto 2019 CorSera.it Free!!!  ( Redazione politica 335291766 invia il tuo sms ) 

«L’idea di un governo istituzionale, di transizione, di un governo del presidente, chiamatelo come volete, è un tragico errore. E bene ha fatto, con coraggio, Nicola Zingaretti a opporsi con forza. Dopo esserci fatti carico di una manovra economica pesantissima, che avrebbe come obiettivo quello di porre rimedio ai guai provocati dal governo gialloverde,torneremmo comunque al voto nel giro di poco. Con la certezza di vedere decuplicato il rischio della deriva plebiscitaria di Salvini», dice Goffredo Bettini. Nel corso di questa intervista, uno degli artefici delle più importanti trasformazioni del centrosinistra degli ultimi venticinque anni — a Roma e non solo — parla esplicitamente di «un governo politico di legislatura» sostenuto da una maggioranza composta da Partito democratico e Movimento Cinque Stelle. «È un tentativo difficilissimo ma vale la pena di provarci. 

 



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Firenze 12 agosto 2019 CorSera.it

Matteo Renzi è fuori di giri, da quando il suo arcirivale di sempre Matteo Salvini, ha rotto gli indugi, mandando gli italiani al voto. L'ex Sindaco di Firenze non ce la faceva più, era morto di inedia, seppellito dal grigiore di una vita politica anonima, in cui come Quasimodo, era relegato a suonare le campane della giostra in movimento. Adesso gongola eccitatissimo, irrefrenabile, non sta più nei suoi panni, si è rimesso in moto in ogni dove,cerca di riguadagnare il centro della scena, è la sua ora, adesso o mai più. Nella prossima tornata elettorale, Quasimodo di Firenze, al secolo Matteo Renzi, si gioca forse l'ultima grande battaglia politica della sua vita e deve riuscire liberandosi del fardello più grande, quello di un partito, il PD, ormai spompato, giunto al termine della sua esperienza,senza più una vera identità, insomma un carro senza buoi e senza fieno, abbandonato sul ciglio della strada. Matteo Renzi sa bene che Nicola Zingaretti non è il leader che potrà mai riuscire a contrastare Matteo Salvini, peraltro attendista, identitario, insomma un perdigiorno che rischia di far deragliare il treno in corsa della riscossa politica. Matteo Renzi deve giocare il tutto per tutto, ricompattarsi con i suoi e trovare l'esca per far abboccare Sergio Mattarella, per assumere l'incarico di un governo di coalizione, superando con un sol balzo, sia la legge di bilancio che la riduzione dei parlamentari. Riuscirà nella sua impresa? Le  rampogne leghiste faranno abbastanza baccano per tenerlo lontano dal Quirinale, o lo stesso Renzi cercherà la miscellanea più adatta per stringere un accordo con il Movimento Cinque Stelle? (CorSera.it) 



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Roma 12 agosto 2019 CorSera.it 

PD.L'anima del doppio partito appare sullo scenario politico agostano, in tutta la sua drammaticità. Tra Nicola Zingaretti e Matteo Renzi si è aperta una voragine, un braccio di ferro che spingerà il partito verso la scissione o una nuova investitura plebiscitaria per l'ex sindaco di Firenze.Inutile dire che si gioca a rimpiattino a Largo del Nazareno, si scongiura la crisi, cercando in Sergio Mattarella la sponda per un governo istituzionale, ma chi farà il premier? Forse Gentiloni o sarà riconfermato Giuseppe Conte? (CorSera.it) 



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Milano 11 agosto 2019 CorSera.it (redazione politica responsabile dr. Matteo Corsini 335291766) 

Oggi il Corriere della Sera intervista Matteo Renzi, l'ex sindaco di Firenze, che subito dopo l'annuncio di Salvini di tornare alle urne, sembra resuscitato a nuova vita. La Volpe di Firenze sente odore di pollaio, l'agone politico senza di lui, sarebbe privo di un protagonista, che nel bene o nel male ancora può sparigliare le carte degli equilibri politici. Amico di tutti e di nessuno, inciucione di natura, legato a sodali trasversali finanziari, che oggi ancora dominano in Italia, non deve lasciarsi sfuggire la possibilità di trovare la strada per un accordo anti elezioni. Sebbene per il Sindaco di Firenze, c'e' tutto da guadagnare e niente da perdere. Se Zingaretti dovesse azzopparsi da solo, il PD non avrebbe alternativa ad un rientro di Matteo Renzi in grande stile. (CorSera.it)

Corriere.it Intervista stralcio

Senatore Renzi, ha capito perché Salvini ha rotto? 
«Per me Salvini ha paura e non sta bene. Lo si capisce guardandolo in spiaggia, e ascoltandone le farneticanti parole: “Italiani, datemi pieni poteri”. Sembra Badoglio».

Vuole fissare le elezioni al posto del capo dello Stato?
«Vuole convocare il Parlamento al posto dei presidenti. Vuole decidere tutto ma non fa nulla. E mentre è in spiaggia a ballare, a Roma si spara nei parchi pubblici. Ma chi si occupa di sicurezza se non chi lavora al Viminale? Salvini non ha mai avuto il senso delle istituzioni ma ora ha perso anche il senso della misura. Fortunatamente tra poco non sarà più ministro dell’Interno e finirà la disastrosa esperienza del governo Conte».

 

 

 



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Roma 11 agosto 2019 CorSera.it ( redazione politica responsabile dr. Matteo Corsini 335291766- invia il tuo sms ) 

Elezioni anticipate, spunta il lodo Grasso. Un nome in codice per tutti coloro che rifuggono dalle elezioni e lo scontro con il demiurgo della politica italiana, al secolo Matteo Salvini. Il leader leghista ieri sera era sul palco di Reggio Calabria, vistosa maglietta con cuore rosso e su scritto : " I LOVE CALABRIA".  Il mangiauomini Matteo Salvini è già in campagna elettorale, con una forza avvincente, quella medesima che appartenne a Benito Mussolini, torso nudo  chinato in avanti per la trebbiatura del grano. Nessuno come lui, una forza della natura, che rischia di fare arrosto gli ex alleati del Movimento Cinque Stelle perfino al Sud. Lo stesso Beppe Grillo ha paura, teme il sorpasso, la distruzione del Movimento , la fine di un'epoca d'oro in cui il comico genovese, per alcuni attimi fuggenti, ha accarezzato l'idea di poter comandare l'Italia. Ma c'e' un castigamatti, più efficiente, concreto, politico,sociale, amato ormai da gran parte degli italiani, che potrà sedersi sul trono più alto, quello della Presidenza del Consiglio, entro breve, pochi mesi, poche battute d'ali, di un rapace imbattibile. Tutti si agitano in Italia,  la marea leghista monta di giorno in giorno,



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Roma 8 agosto 2019 CorSera.it Adesso chi fermerà Matteo Salvini ?

Il ministro dell'interno Matteo Salvini ha rotto gli indugi e ha ufficilamente aperto la crisi di Governo in Italia, si rimanda tutti al voto in autuno. Lo schiaffo del vicepremier è arrivato fulimneo, sordo, a ciel sereno di una torrida giornata estiva, per i suoi agonizzanti ex alleati del Movimento Cinque Stelle, che nel giro di poco più di 18 mesi, hanno lasciato sul parterre oltre la metà dei loro elettori. Ma probabilmente l'emorragia tra i pentastellati non è ancora terminata, e nella prossima tornata elettorale, Luigi di Maio sarà ricordato come colui che ha suicidato il Movimento grillino. Adesso c'e' da chiedersi chi sarà in grado di fermare l'avanzata elettorale del caterpillar Matteo Salvini, dal momento che i sondaggi lo danno vincente assoluto, con gradimenti oltre il 38%. Chissà se da solo riuscirà a fare il grande balzo del leone, un colpo di mano in grado di sbargliare tutti gli avversari politici, prima di lui era riuscito soltanto a Benito Mussolini o forse nemmeno a lui. Il consenso straordinario di cui gode il leader leghista impressiona e mette in evidente pericolo la stessa dinamica della democrazia italiana, dove non esistono contraltari forti, in grado di poter bilanciare l'ascesa inarrestabile di questo capo politico. Non sarà infatti Barilla, o i Benetton, o Berlusconi, tantomeno De Benedetti, a poter contrastare un leader carismatico di questa portata, in Italia non esistono neanche giornali così forti in termini di tiratura di copie vendute e quindi abbastanza autonomi, da poter contrastare la scalata di un demiurgo infaticabile come Matteo Salvini. Noi tutti dobbiamo domandarci, cosa ne sarà della nostra democrazia, chi riuscirà a compensare la forza devastante del leader leghista? Non sarà certo l'acerbo Zingaretti, che al proprio capezzale ha richiamato perfino Matteo Renzi, una sorta di attrattore di calamità naturali.L'ex sindaco di Firenze dove si muove infetta tutto, dal sistema bancario, al rapporto con gli italiani. Il Partito Democratico è privo di un leader popolare e carismatico, un Leone che possa ruggire ad una grande parte dell'elettorato, che nel corso degli ultimi diefci anni ha subito la crisi sulla propria pelle. Per questa mansione sembra più portato il leader Matteo Salvini, che arringa le folle e si scopa le damigelle. Un Benito Mussolini redivivo, una colossale controfigura addolcita dalla dinamica democratica, ma non dimentichiamoci che la Lega Nord per anni, ha ben interpretato il ruolo di stampella di un certo Silvio Berlusconi, con il quale ha stretto accordi politici, di cui oggi sappiamo tutto. Ricordiaomoci la crisi della banca leghista Credirent, i problemi finanziari di Bossi, gli incontri ad Arcore e gli accordi firmati in tarda notte nella villa del tycoon brianzolo. La politica italiana, il suo lato oscuro, è racchiuso in quelle giornate, che consentirono una svolta funesta per il destino del paese.



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CorSera 19 Maggio 2019

Il Gran Bazar di Salvini e Giorgetti. Una società Sport e salute spa, progettata per inghiottire i finanziamenti pubblici destinati al CONI, una trama con miriandoli di combinazioni, una rete di società italiane e lussemburghesi che germogliano all'ombra della Lega targata Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. L'appetito dei leghisti, si sposta dalla pirotecnica gestione dei finanziamenti politici, ai tesori custoditi negli anfratti della spesa pubblica italiana. Mille tesori e risorse liquide, sui i quali i leghisti intendono mettere le mani, indispensabili per alimentare la battaglia politica e le trame di potere che si affastellano dietro il partito della Lega. ( MaC) 

Un mercato di finanziamenti di soldi pubblici gestito dal potere politico. Lo strumento la Spa Sport e salute a partecipazione statale. Ricorda l’IRI. Il settore degli interventi e degli investimenti è talmente alto da lasciare stupefatti.

Art.4, comma primo, Statuto sociale, lettere c,d,e,f,g.

c) “ la promozione e l’organizzazione di eventi, la gestione di centri e impianti sportivi, a favore dei soggetti pubblici o privati che operano nel campo dello sport e della salute e provvede a sviluppare e sostenere la pratica sportiva, i progetti e le altre iniziative finalizzati allo svolgimento di attività a favore dello sport, della salute e dello sviluppo della cultura sportiva”.

d) “ è il soggetto incaricato di attuare le scelte di politica pubblica sportiva, con particolare riferimento all’erogazione dei contributi per l’attività sportiva da destinare alle Federazioni Sportive Nazionali”.

e) “ compiere operazioni immobiliari, mobiliari, commerciali, industriali, finanziarie e di vendita di servizi comunque collegate all’oggetto sociale, rilasciare garanzie anche nell’interesse di terzi, gestire nell’ambito del patrimonio immobiliare amministrato attività di ristoro, foresterie e di vendita di spazi pubblicitari, svolgere attività di marketing, di formazione e di consulenza in materia sportiva”.

f) potrà operare quale società di ingegneria ai sensi dell’art. 24 d. lgs. 18 aprile 2016, n.50, e della normativa vigente e pertanto potrà, tra l’altro, eseguire studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica o studi di impatto ambientale comunque collegate all’oggetto sociale”.

g) “ potrà altresì partecipare ad altre società, consorzi, associazioni ed altri organismi dei quali potrà promuovere la costituzione, nei limiti e con le modalità previsti dalla vigente normativa. La Società può inoltre curare il coordinamento organizzativo, tecnico e finanziario delle società partecipate”.

16 maggio 2019

Renato Corsini

 



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CorSera 15 Maggio 2019 (redazione sportiva a cura del dr.Renato Corsini)

La domanda da porsi è se non si configuri con il colpo di mano del sottosegretario Giorgetti il tentativo per la Lega di mettersi in tasca un finanziamento pubblico tramite la Spa Sport e salute. La risposta emerge dall’indagine dei giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine, pubblicata per la Editori Laterza, nel volume “Il libro nero della Lega”. Alla pagina 70, capitolo 16, “La nuova Lega” si dà notizia che “nell’ottobre 2017”, è stato “Costituito la lega per Salvini Premier. Un nuovo partito”. Alla pagina seguente la risposta alla domanda iniziale. “La presenza di Salvini diventa evidente solo nel marchio, depositato all’ufficio brevetti nel giugno 2017. E’ proprio il vice premier a detenere l’intera proprietà del nuovo logo. Il simbolo è stato registrato in tre classi differenti: 36,41 e 45. Significa che può essere usato per fini elettorali ma anche finanziari e sociali, dall’immobiliare alle attività sportive”. Quest’ultime oggetto dell’art.4 dello Statuto della Spa Sport e salute 

Renato Corsini redazione Corsera politica e sport invia la tua segnalazione a 3383134192 



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