«Per la prima volta sabato scorso in Sardegna ho sentito Silvio Berlusconi irriconoscibile ai miei occhi, per la rabbia e il rancore che mai hanno caratterizzato il Silvio Berlusconi che abbiamo conosciuto». Lo ha detto Angelino Alfano alla convention degli amministratori del Nuovo centro destra a Roma. «Per la prima volta - ha sottolineato il vicepremier uscente - ci siamo sentiti davvero distanti da Forza Italia, dal suo modo di concepire la politica e dalla violenza nel trattare» chi vuole costruire il nuovo centrodestra. «Forza Italia - ha poi aggiunto - era al 38% ora al 22% a forza di trattare male». «BERLUSCONI E GLI INUTILI IDIOTI» - E ancora, un altro attacco a Forza Italia: «Silvio Berlusconi si è circondato in questi anni di troppi inutili idioti, a questi comunichiamo da oggi che migliaia di donne e uomini eletti con le preferenze nelle amministrazioni saranno per strada a spiegare che sono stati inutili idioti che hanno rovinato il sogno di Berlusconi. Il Ncd farà la rivoluzione liberale». Con Francesca Pascale in giro per Forza Italia,Angelino Alfano ha dovuto lasciare la presa del partito politico e trasmigrare con NCD da un'altra parte.Ma il livore nei confronti della nuova fiamma del cavaliere e' evidente.

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Beppe Grillo va subito all’attacco contro Renzi: «Il nuovo boss non è Al Capone, ma un carrierista senza scrupoli, in arte Renzie, buon amico di Berlusconi, di Verdini e di gente che avrebbe fatto paura ai gangster del proibizionismo». Il leader del M5s, in un post dal titolo «Il giorno di San Valentino», paragona la strage degli irlandesi del 14 febbraio del 1929, a Chicago, «quella dei lettiani, almeno di quei pochi che non si sono riconvertiti al nuovo padrone vendendogli anche il culo». «Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia», scrive Grillo, sottolineando, con riferimento al segretario Pd: «Le sue credenziali sono ottime. Oltre ad essere un bugiardo incallito, lo vogliono le banche, la Confindustria, De Benedetti, Scaroni, la finanza. Un perfetto uomo di sinistra».

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Le dimissioni non si danno per dicerie e manovre di palazzo». Non molla, Enrico Letta. Non acconsente alla staffetta con Matteo Renzi. Non si fa da parte in silenzio. Anzi, dopo un «franco» colloquio con il segretario del Pd, il premier rilancia. Presenta il suo programma di governo “Impegno Italia 2012” e chiede alla maggioranza di pronunciarsi su quello, perché «i governi possono nascere» solo in Parlamento. Ma soprattutto, sfida il sindaco a «dire che cosa vuole». A sfiduciarlo apertamente, se davvero intende andare fino in fondo e prendere il suo posto. Ed è quello che Renzi potrebbe fare domani, davanti alla direzione del Pd: «In streaming, a viso aperto». Anche se al Nazareno molti sperano che all’ultimo si riesca ad evitare un esito «cruento». IL DUELLO FINALE Si gioca tutta nel Pd la partita del governo. Lo ha detto martedì Giorgio Napolitano, che tornerà al Quirinale in nottata dal Portogallo. Ma da Lisbona avverte che non si può «indebolire» la «fiducia faticosamente riguadagnata» con il «riaccendersi di timori sulla risolutezza a proseguire sulla strada delle riforme e della responsabilità». Ed è per questo che a chi gli domanda di possibili elezioni anticipate, il capo dello Stato risponde lapidario: «Non diciamo sciocchezze». Del resto non è di elezioni, ma della possibile staffetta tra Renzi

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Tensione anche in sala stampa alla Camera. Alcuni deputati grillini, tra cui Alessandro Di Battista, hanno “fatto muro” fisicamente e poi urlato, impedendo, così, al capogruppo Pd Roberto Speranza di parlare di fronte alle telecamere nella saletta di Montecitorio adibita a questo. Il capogruppo ha dovuto alla fine rinunciare e tra lui e i deputati grillini sono volate parole grosse e ne è sfociata un discussione piuttosto animata. Per Laura Boldrini «è intollerabile ed evoca tristi memorie» che i deputati di M5S «abbiamo impedito ad altro deputati di essere intervistato, e dunque ai giornalisti di esercitare ala Camera il diritto-dovere di informare». INSULTI SESSISTI, SETTE DEPUTATE PD CONTRO DE ROSA (M5S) Saranno tredici le querele nei confronti del deputato M5S Massimo de Rosa, che nella rissa avvenuta ieri sera in commissione Giustizia si è rivolto alle parlamentari Democratiche con un: «Siete arrivate qui solo perché sapete fare bene i p......». Un gruppo di deputate del Pd (Micaela Campana, Alessandra Moretti, Fabrizia Giuliani, Maria Michela Marzano, Assunta Tartaglione, Chiara Gribaudo e Giuditta Pini) componenti della commissione Giustizia della Camera ha denunciato il deputato grillino Massimo Felice De Rosa per una frase ingiuriosa

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È praticamente fatta per l’accordo sulla nuova legge elettorale. Via libera al 37% per il premio di maggioranza, alla delega al governo sui collegi e al Salva-Lega. Resta di 15 punti percentuali al massimo il premio che scatta con la proposta di nuova legge elettorale per la coalizione che raggiunge o supera la soglia del 37%. Il premio - secondo quanto si apprende nell’intesa che sarebbe stata raggiunta - resta infatti al massimo del 55%. «Bene così. Adesso sotto con il Senato, le Province, il titolo V. E soprattutto con il #Jobsact Dai che questa è #lavoltabuona», ha twittato il leader e segretario del Pd Matteo Renzi. Ma la minoranza Pd è critica: «Restano diversi nodi da cambiare in Aula».

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«Oggi passo serio e significativo sul fronte della governabilità» Ore 18 e 33, termina l’incontro tra Renzi e Berlusconi.Vertice durato 2 ore e il primo a parlare è il sindaco: «Passi in avanti» - dice - su legge elettorale e trasformazione del Senato in «camera delle autonomie». RENZI: PROFONDA SINTONIA - «C’è una profonda sintonia con Forza Italia verso un modello di legge elettorale - ha detto Renzi - che favorisca la governabilità, il bipolarismo ed elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli». E ancora: «Su questo tema abbiamo condiviso l’apertura ad altre forze politiche di scrivere questo testo di legge che per quanto ci riguarda; se nelle prossime ore saranno verificati tutti i dettagli, presenteremo il tutto alla direzione del Pd affinchè voti lunedì alle 16». RIFORMA SENATO - «La seconda trasformazione è quella del Senato in una Camera autonoma, senza indennità per i senatori e senza elezione diretta dei senatori». Con questa riforma, quindi, «ci sarà la fine del bicameralismo perfetto» ha detto Renzi. «SEMPLIFICAZIONE E RISPARMIO» - «Abbiamo condiviso le modalità tecniche che saranno presentate nei prossimi giorni - ha detto Renzi - e che vanno nell’ottica della semplificazione e del risparmio»

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Il ministro Nunzia De Girolamo si dice pronta a chiarire «tutto al più presto in Parlamento». Il riferimento è alla polemica che l’ha investita in questi giorni in relazione alle sue presunte pressioni per un appalto nell’Asl di Benevento. «Sono più che disponibile a chiarire al più presto in Parlamento gli aspetti di questa sconcertante vicenda che mi vede sottoposta a un linciaggio mediatico senza precedenti pur non essendo io coinvolta nell’indagine» afferma il ministro dell’Agricoltura. REGISTRAZIONI ABUSIVE - «Ribadisco -afferma ancora il ministro- di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia da parte di chi è stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell’Asl di Benevento e di testimonianze raccolte dai giornali da parte di personaggi già noti alle forze dell’ordine e ai giudici». «Il mio mandato -aggiunge- è, sin dal primo giorno del mio insediamento, nelle mani del Presidente del Consiglio, ma sono pronta a difendere con tutte le forze che ho in corpo la mia dignità e la mia onestà».

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Piacenza 5 Gennaio 2014 Corsera.it L’ex segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, è stato colpito da un grave malore nella mattinata di domenica: la tac cui è stato sottoposto presso l’ospedale di Piacenza ha evidenziato una lieve emorragia cerebrale in seguito alla quale è stato disposto il trasferimento all’ospedale Maggiore di Parma dove, dopo ulteriori esami angiografici, i medici hanno optato per un intervento chirurgico. I dettagli saranno resi noti dall’Azienda Ospedaliera in una comunicazione ufficiale. Bersani è comunque rimasto cosciente. Fonti del suo entourage sottolineano che il malore «non avrebbe causato conseguenze serie dal punto di vista neurologico». L’ex candidato premier si è sentito male nella sua casa di Piacenza intorno alle 10, poi un’ora dopo è arrivato al Pronto Soccorso della stessa città accompagnato dalla moglie e dal fratello, medico. Bersani accusava capogiri e attacchi di vomito. I sanitari lo hanno sottoposto ad accertamenti e dall’esame della Tac è emerso il problema cerebrale. L’esponente del Pd è stato quindi immediatamente trasferito a Parma, nel reparto di neurochirurgia, a bordo di un mezzo del 118.

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Roma 26 Ottobre 2013 Corsera.it Il Pdl si e' dissolto per volonta' del suo capo Silvio Berlusconi Al Capone, si torna all'antico a Forza Italia. Lo ha deciso l’ufficio di presidenza del partito che ha sospeso l’attività e le cariche assegnando tutti i poteri al padre padrone Silvio Berlusconi e i suoi burattini. L’incontro si e' svolto nella dimora lussuosa di Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere. E non vi hanno preso parte il segretario Angelino Alfano e l’ala filo-governativa del partito. Un’assenza che testimonia il solco sempre più profondo tra le due anime dell’ormai ex Pdl, ma che lo stesso Berlusconi ha cercato di minimizzare derubricando le divisioni a «incomprensioni di tipo personale»: « Sono sicuro che i contrasti saranno sanati - ha dichiarato il Cavaliere nella conferenza stampa -. Alfano gode del mio affetto, la mia stima e la mia amicizia. Io l’ho creato segretario due anni fa e credo che potrà continuare a svolgere il suo ruolo». Al momento, però, si tratta di un’investitura solo teorica perché le vecchie deleghe sono state azzerate. Quanto al sostegno del governo, la nota diffusa al termine dell’incontro sottolineava che questo non verrà meno «nel rispetto degli impegni programmatici

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Roma, 23 ott. - Minacce di morte anonime sono arrivate al Senato della Repubblica, in busta chiusa, al senatore Mario Giarrusso del Movimento 5 Stelle, avvocato antimafia e componente della Giunta per le elezioni del Senato. 'Chi vive per l'odio e il pregiudizio. Di odio perisce. State pronti che da questa fine non si salva nemmeno il padre eterno', questo il messaggio su un foglio dove sono stati fotocopiate le foto complete di didascalia con nome e cognome di ogni senatore che ha votato a favore della decadenza di Silvio Berlusconi. .

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Il gup del capoluogo partenopeo, Amelia Primavera ha anche condannato ad 1 anno e 8 mesi l'ex senatore De Gregorio. Aveva chiesto di patteggiare e il gup ha accolto la determinazione della pena concordata con i pm. Il dispositivo con il rinvio a giudizio è stato letto dal giudice dopo circa un'ora e mezza di camera di consiglio. L'avvocato Carlo Fabbozzo, che assiste l'ex senatore De Gregorio, si è detto soddisfatto. E lo stesso De Gregorio dichiara a SkyTg24: «Mi aspettavo una decisione ed questa decisione è arrivata e conferma quello che ho dichiarato ai Pm di Napoli». Su Lavitola, De Gregorio commenta: «La difesa di Lavitola è estemporanea, prima nega di essere stato tramite tra me e Berlusconi, poi dice di avermi dato dei soldi tratti a un conto in Svizzera, fatto ancora più inquietante». Sergio De Gregorio dice invece di «aver ricevuto soldi, finalizzati a ribaltare il governo Prodi nell’ambito della guerra santa definita dallo stesso Silvio Berlusconi, “Operazione libertà”». E sull’ex premier commenta: «Non rimetterei la mia capacità operativa a servizio di Berlusconi, anche questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso p

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Roma, 21 ott. - 'Bruxelles dara' il suo giudizio sulla base della prospettiva, l'Italia negli ultimi anni e' saltata per aria grazie alla pressione fiscale, per la prima volta non aumentiamo le tasse, ma la pressione fiscale scende'. Lo dice il premier Enrico Letta a 'Otto e mezzo'. La legge di stabilita' e' migliorabile, 'ma i saldi devono restare invariati. Io voglio farmi garante della stabilita', per evitare quei terremoti capitati nel passato', aggiunge il premier Enrico Letta a 'Otto e mezzo' su La7 .

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«Sì, ho preso soldi in nero». Davanti alle telecamere di Report il senatore Denis Verdini ammette di aver intascato, senza dichiararli al fisco, 800 mila euro ricevuti da un costruttore siciliano emigrato a Campi Bisenzio, Ignazio Arnone. «Ma è una cosa normalissima, si fa così nella vita», prova a giustificarsi il coordinatore del Pdl, che da presidente del Credito Cooperativo Fiorentino aveva Arnone tra i suoi clienti. Il denaro incassato dal senatore fiorentino è il frutto di una operazione immobiliare che risale al 1989, quando l’impresa edile del piccolo costruttore rileva da Verdini alcuni lotti a Signa, nei pressi di Firenze, per costruirci residenze familiari. Una parte della cifra pattuita viene versata regolarmente, l’altra in nero. «Una storia vecchia», è la precisazione che fa Verdini. Ma analizzando i bilanci degli ultimi anni si scopre che fino al 2011 Ignazio Arnone ha prelevato circa 2 milioni di euro dal conto aziendale aperto presso il Credito Cooperativo. Soldi messi a bilancio come «finanziamento soci», ma di cui si perde traccia, una volta usciti dalla banca. Ed è in

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Tensione ad Agrigento, alla cerimonia sul molo di San Leone, per le vittime dei due naufragi a Lampedusa. Il vicepremier Angelino Alfano ha interrotto le interviste per la contestazione di alcuni eritrei e attivisti: «Assassini... assassini, basta con la Bossi-Fini», gli hanno urlato mentre parlava coi cronisti alla fine della cerimonia per le vittime di Lampedusa. La sicurezza ha fatto un cordone attorno al ministro portandolo via.«Abbiamo assicurato degna sepoltura ai morti, degna assistenza ai superstiti e ora caccia senza quartiere ai mercanti di morte» aveva detto Alfano, alla cerimonia sul molo.

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"In Italia ci sono dei traditori, il primo è il Pd perché è venuto meno ai patti. Poi c'è il Capo dello Stato che sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Berlusconi, ma la pacificazione di cui aveva parlato non c'è". Lo ha affermato Daniela Santanchè. "Io l'ho votato - insiste parlando di Napolitano - ma oggi non lo voterei più". Lui "deve mantenere la parola data ed essere arbitro della Costituzione, non un giocatore".

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