Roma, 6 dic. - 'Io non sapevo, quando sono entrato in campagna elettorale piu' di un anno e mezzo fa, se Buzzi fosse un criminale, perche' non sono un investigatore'. Cosi' il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha risposto a una domanda su un contributo elettorale ricevuto da Salvatore Buzzi, considerato il braccio economico dell'organizzazione mafiosa che, secondo la Procura di Roma, gestiva i legami tra politica e affari in citta'. 'Durante la mia campagna elettorale abbiamo raccolto delle donazioni in maniera trasparente, che sono tutte documentate e registrate nei documenti della Corte dei Conti', ha assicurato Marino, aggiungendo che 'quando io sono entrato nella sede di quella cooperativa sociale per la rieducazione dei detenuti, li' non c'era Toto' Riina o persone attenzionate pubblicamente da indagini della magistratura'. .



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Giornali e politica. Destra e sinistra. Serviva tutto perché gli affari del “Mondo di mezzo” producessero ricavi. Si chiedeva aiuto alTempo, il quotidiano della destra romana. E ai deputati del Pd di Roma, Micaela Campana e Umberto Marroni. “Gli amici miei”, li definisce Buzzi, “l’imprenditore” della banda. E’ la carta d’identità del “mondo di mezzo” ed è stato già raccontato. Ma c’è una circostanza che fa quasi da manuale d’istruzione per capire come si muoveva la macchina di mafia capitale. Riguarda l’appalto bandito dalla prefettura di Roma all’inizio del 2013 per la gestione dei servizi al Centro per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, fuori Roma. La gara viene vinta dal consorzio Eriches 29, una delle società di Salvatore Buzzi, ma l’azienda uscente (la francese Gepsa) e un’altra concorrente (la Auxilium) fanno ricorso al Tar del Lazio che sospende l’aggiudicazione. Nei giorni subito precedenti alla pronuncia del tribunale amministrativo si mette in moto il meccanismo che parte, innanzitutto, da quella che i carabinieri chiamano “campagna mediatica favorevole”.

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Quello che sta emergendo nella nostra Capitale e' un segno dei tempi dove la corruzione regna sovrana.Come detto per debellare il Male della corruzione della delinquenza serve un pugno di ferro spazzare via la marmaglia che si annida nelle nostre istituzioni ladri di ogni razza e specie.A Roma come promesso nel corso dell'ultima campagna elettorale servono le palle Polizia Municipale a tutela del cittadino ma sopratutto vigilanza in ogni settore amministrativo non soltanto contro la delinquenza comune.Se ci saranno nuove elezioni noi saremo pronti a sfidare la corruzione come sempre.Roma Risorge e' oggi roprio il caso di dirlo.PUGNO DI FERRO CONTRO LA CORRUZIONE.Se vuoi scrivere a Roma Risorge invia la tua email a roma@corsinihouses.com 

 

Quello che emerge dalle indagini in queste ore fa letteralmente schifo. Presunzione di innocenza per tutti, ma si facciano presto i processi. Abbiamo il diritto di sapere chi ha rubato». Matteo Renzi parla di Mafia Capitale e cerca di interpretare il sentimento pubblico, mentre in Campidoglio va in scena una protesta dura contro il sindaco del suo partito, il Pd. «Un sistema di potere corrotto, denari ai politici e non solo», definisce il verminaio romano il premier nella sua e-news. Ma aggiunge: «Sia chiaro un messaggio: la città di Roma è la capitale di questo Paese. Non consentiremo – insieme al Sindaco e a tutti i cittadini onesti – che sia accostata a fenomeni squallidi come corruzione e disonestà». «Lottare contro la corruzione è una priorità del governo e anche per questo va respinto con forza il tentativo di mettere tutti sullo stesso piano, come fatto ingiustamente contro un galantuomo come Poletti – dice ancora Renzi -: prendere una tangente non è la stessa cosa che fare una foto a cena.



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Palermo, 6 dic. - 'Uscire dall'euro potrebbe essere una cosa di cui in questo momento non si riescono a prevedere gli effetti e potrebbe essere anche una cosa dannosa per noi. Allora pensiamo all'emissione di una seconda moneta, una moneta nazionale, e il cambio con l'euro sara' il mercato a deciderlo. Ma intanto stamperemo moneta'. Ad affermarlo il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico durante una manifestazione del partito a Palermo. ,



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AGI) - Roma, 6 dic. - L'aveva annunciato dal palco del Circo Massimo di Roma ed ora l'intenzione diventa realta': dal suo blog Grillo lancia il referendum per uscire dall'euro. La raccolta delle firme iniziera' il prossimo 13 dicembre, giorno di Santa Lucia. "Caro amico, cara amica, segna questa data: 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia. Il M5S inizia la raccolta firme per la legge popolare per indire il referendum per l'uscita dell'Italia dall'euro.

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Milano, 29 nov. - 'Gli avvocati mi impongono di non parlare, ma ho deciso di rischiare, di tornare in piazza da questo momento. Di dire la verita' vera incominciando da qui'. Silvio Berlusconi, durante un comizio per la manifestazione di Forza Italia contro le tasse, da Milano annuncia che da oggi tornera' nelle piazze italiane per dire la verita' vera a tutti gli elettori e agli italiani. 'Forza Italia c'e' ancora - ha proseguito Berlusconi - e c'e' ancora tutta', riferendosi alle ultime elezioni ha voluto sottolineare che la gente non e' andata a votare Forza Italia, non perche' abbia votato 'un'altra fazione ma non sono andati a votare perche' in campo non c'era un certo Silvio Berlusconi. Dobbiamo andare al contatto umano mettendo in campo tutti i nostri elettori. Noi abbiamo in programma inciso sulla pietra e per noi la prima cosa e' rispettare gli impegni presi con i nostri elettori'. .

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Roma 29 Novembre 2014 Corsera.it Intervista a Matteo Corsini leader di Roma Risorge. "La lega Nord di Matteo Salvini suona la carica contro l'Euro i Lombardi si sono svegliati.Immaginavano che l'euro avrebbe portato benefici alla loro industria al contrario ha messo in ginocchio intere popolazioni.Ormai l'Italia dovra' recuperare un gap finanziario spaventoso troppi anni di depressione economica hanno rallentano il dinamismo delle aziende e degli imprenditori.Il rischio dell'uscita dall'euro e' enorme perche' salterebbero tutti i parametri di riferimento per i grandi investitori sul mercato internazionale,ma e' un rischio che dobbiamo assolutamente correre per correggere l'andamento dell'economia che cosi' rischia di implodere trascinando il paese nella poverta'.L'ancora di salvezza per gli italiani sono le case moltissimi ne hanno una di proprieta' chi due e chi addirittura tre.Il mattone sara' il banco di forza per resistere nei primi mesi in cui la bufera dei mercati finanziari si abbattera' sul nostro paese facendo schizzare gli indici di riferimento come lo spread .Ma il nostro e' un paese esportatore che vive di turismo e tutti i comprarti economici prenderanno beneficio.Come e' ormai chiaro l'uscita dall'euro e' inevitabile non si puo' stare a guardare ancora per molto tempo il disastro la dissoluzione di un paese.Elezioni anticipate dunque e voto politico come un referendum sull'euro. Se vinceranno

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Grillo cambia tutto. Cinque stelle, cinque leader. La mistica dell’uno vale uno finisce con un post, con il comunicato politico numero cinquantacinque, di quelli che nell’universo in contrazione del Movimento 5 Stelle fanno giurisprudenza.Il diarca genovese ammette che «il M5S ha bisogno di una struttura di rappresentanza più ampia di quella attuale. Questo è un dato di fatto», e che lui, «un po’ stanchino, come direbbe Forrest Gump», resta garante, qualunque cosa significhi, ma d’ora in poi ci sarà un direttivo di cinque parlamentari a guidare il M5S. DURI E PURI Li indica in ordine alfabetico, come fossero “pares”, ma il nome che svetta è quello di Luigi Di Maio, da mesi considerato il leader in pectore. Insieme a lui Roberto Fico, Carla Ruocco e i due inseparabili Alessandro Di Battista e Carlo Sibilia. Tutti deputati, nessun senatore. Tutti duri e puri (anche se le posizioni di Di Maio si sono molto sfumate nelle ultime settimane), nessuna voce critica. Un tentativo di risolvere in un colpo solo il problema dei dissidenti, che hanno chiesto a più riprese che Grillo si facesse affiancare da un gruppo di parlamentari (anche se la richiesta era che fosse l’assemblea a sceglierli), e quello della leadership, che Grillo nel suo ruolo di capo incandidabile non risolveva pienamente agli occhi dell’elettorato.

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Roma 27 Novembre 2014 Corsera.it Matteo Renzi pare che stia per rompere gli indugi con la fondazione di un nuovo partito UNICUM che vedra' nascere una nuova forza politica capace di aggregare le forze di centro di sinistra e di destra.Ormai i partiti sono finiti come gli schieramenti.Qui c'e' da ricostruire l'Italia.Matteo Renzi in forma asso piglia tutti.

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L'insistenza con cui da Palazzo Chigi veicolano la versione secondo cui i risultati di Emilia Romagna e Calabria allontanano sempre più le elezioni anticipate potrebbe far sospettare il contrario. Non tanto perché il Pd ha registrato un deciso calo di consensi rispetto alle Europee di un anno fa (nelle due regioni in questione, dice uno studio dell'Istituto Cattaneo, ben 759.994 voti in meno) o perché il “partito” della Cgil che si è schierato per l'astensione è riuscito nella rossa Emilia Romagna a far crollare l'affluenza addirittura al 37,6% (contro il 68% di cinque anni fa). Quanto perché il voto di domenica certifica che al momento Renzi non ha competitor validi. Insomma, se davvero in primavera si votasse non solo per le amministrative (vanno alle urne ben sette regioni) ma anche per le politiche, il leader del Pd avrebbe gioco facile.

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Milano 27 Novembre 2013 Corsera.it Movimento cinque Stelle la liberta' di non essere.Beppe Grillo Casaleggio come Stalin e Lenin alla gogna i deputati del movimento politico.Liberi si ma ricattabili dai leader del movimento politico. Ancora aria di tempesta nel M5S e nuove espulsioni in vista. A finire nel mirino di Grillo e Casaleggio questa volta sono di deputati Massimo Artini e Paola Pinna, da tempo considerati dissidenti. In un lungo post pubblicato sul blog, la loro espulsione viene sottoposta al voto della rete. Come motivazione viene spiegato che i due non hanno rispettato il regolamento dei Cinque Stelle in cui viene imposto ai deputati e ai senatori di restituire parte della diaria e delle eccedenze dello stipendio parlamentari. «Massimo Artini da gennaio ha applicato un sistema di rendicontazione personale dove, mancano all’appello 7.000 euro», si legge. E vengono anche allegate le mail di sollecito inviate al deputato «Nonostante i solleciti del capogruppo e dello staff ad attenersi alle regole, come potete verificare , il cittadino deputato Artini continua a non utilizzare il portale online per le rendicontazioni e quindi a non restituire i rimborsi spese», scrive lo staff della Casaleggio. Stessa motivazione per Pinna: «è inaccettabile che la cittadina deputata non faccia bonifici sul fondo per il microcredito da quasi un anno al contrario di tutti gli altri parlamentari che hanno restituito

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ROMA Il presidente della Repubblica è preoccupato per le voci di elezioni anticipate che si rincorrono da qualche giorno. Il presidente del Consiglio è preoccupato perché ha saputo della tentazione del capo dello Stato di annunciare il suo addio a metà dicembre nel consueto scambio di auguri pre-natalizio con le istituzioni e le alte autorità. Non è stato un incontro facile, quello al Quirinale tra Matteo Renzi, accompagnato dalla ministra Maria Elena Boschi, e Giorgio Napolitano. Il premier si è speso per convincere l’inquilino del Colle a restare, garantendogli la prosecuzione della legislatura e l’approvazione delle riforme. Ma pare che Napolitano sia stato irremovibile: al massimo aspetterà fine anno, non oltre. E certo non potrà certificare lui la fine della legislatura. «Ma la legislatura andrà avanti, se si faranno le riforme», gli ha ribadito il premier, il quale, però, ha dovuto ammettere che «il quadro non tiene come dovrebbe». E non solo perché Berlusconi sta mandando tutto per le lunghe. C’è anche il problema della minoranza pd, che ieri si è presentata al gran completo in commissione Affari costituzionali del Senato. La quale commissione lavorerà a ritmo forsennato, pur di arrivare al dunque, in quei tempi «brevi» richiesti da Renzi.

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"Fuori dall'euro per non morire". Beppe Grillo, con un titolo che suggerisce l'uscita dell'Italia dall'Eurozona, rilancia un lungo articolo del Telegraph, in cui dopo una lunga analisi dell'economia italiana e dei suoi rapporti con quelle europee si conclude che, nonostante le difficoltà di questa scelta, "questa volta potrebbe non essere così evidente che il Paese voglia essere salvato alle condizioni europee. Renzi - si legge nell'articolo del quotidiano inglese rilanciato da Grillo - può giustamente concludere che l'unico modo possibile per adempiere al suo compito di un Risorgimento per l'Italia, e costruirsi il proprio mito, è quello di scommettere tutto sulla lira". Roma Risorge il movimento politico fondato da Matteo Corsini non puo' che condividere la posizione assunta dal comico genovese."L'Italia e' ina una crisi irreversibile il barometro e' nello stato comatoso dell'economia che si riflette negativamente sul comporto immobiliare.Le aziende muoiono non c'e' piu' tempo di aspettare."

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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