Roma 16 Ottobre 2014 Corsera.it Sindaco di Roma elezioni amministrative 2017.Ci sono delle novita' nel panorama politico romano,Roma con Romania Bella Mia,il nuovo slogan della comunita' rumena che si e' alleata con Roma Risorge di Matteo Corsini. A lanciare la sfida un noto albergatore di origini rumene Ovidiu Burdusa proprietario dell'albergo Corso Grand Suite in Via del Corso 117 a Roma.Da portiere di notte ad albergatore questa la fantastica storia di Ovidiu arrivato a Roma con 1200 euro nelle tasche."E' una storia incredibile quella di Ovidiu,la storia di un uomo che con le sue sole forze,la capacita' l'ingegno e il sacrificio ha saputo costruire insieme alla bellissima e fedele compagna una storia di successo imprenditoriale nella capitale.Quello che colpisce di Ovidiu e' la simpatia la forza e la parlantina.Inesauribile e' la sua energia la gioia di parlare della sua avventura in italia e la gioia per il successo che ha ottenuto dopo tanti anni di sacrificio.Ha scalato ...

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Roma 14 Ottobre 2014 Corsera.it Roma Sindaco.Roma la citta' delle donne.Ama il candidato sindaco di Roma Matteo Corsini di Roma Risorge insieme alle donne dell'Ama che garantiscono alla citta' pulizia e decoro urbano."Questa e' la citta' delle donne grazie a queste paladine del decoro urbano noi cittadini possiamo godere di una citta' pulita.E' grazie a queste donne che i rifiuti urbani vengono smaltiti.E' la prova che le donne sono la parte migliore di questa citta' a loro dobbiamo riconoscenza infinita dignita' decoro onore sono bandiere insuperabili per tutti noi consociati.A queste donne api operose noi vediamo la citta' pulita.Mentre noi dormiamo riposiamo loro donne di Roma garantiscono i servizi utili e indispensabili per il vivere comune.Da Sindaco di Roma cercheremo di migliorare questo servizio e molte di queste donne saranno insignite a paladine della citta'.E' con profondo orgoglio che dobbiamo salutarle donne di Roma mamme sorelle mogli. Non c'e' altro valore esempio edificante per i nostri figli che queste donne davvero grazie a nome di tutti i cittadini romani per il lavoro che svolgono.Sono eroine e come tali vanno considerate." Grazie Cinzia! Roma Risorge Matteo Corsini candiato Sindaco di Roma 2017

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Roma 5 Ottobre 2014 Corsera.it Roma insorge i baristi e ristoratori romani sono sotto torchio con la Giunta di Ignazio Marino che ha spazzato via tavolini e sedie dai marciapiedi della capitale romana.Un brutto colpo per la ristorazione romana che si vede ghettizzata respinta dentro i locali senza possibilita' di accogliere i turisti al passeggio.Eppure l'economia va male la ristorazione a Roma e' uno dei pilastri dell'economia locale malgrado questa viene bistrattata dal Sindaco Marino.Da settimane e' in corso una battaglia tra Polizia Municipale e ristoratori romani che sono sugli scudi."E' assurdo questa ordinanza ci distrugge demolisce un pilastro dell'economia romana come faremo ad andare avanti?" Si lamentano i ristoratori romani perche' nessuno di loro si aspettava questo trattamento dal Sindaco Burlesque di Roma arrivato da Genova.Un colpo durissimo alla nostra economia ma sopratutto all'impiego di tanti giovani sia italiani che stranieri.Migliaia di persone stanno perdendo il posto del lavoro."Ignazio Marino e' una vera jattura per la nostra citta'-sostiene l'ex candidato sindaco di Roma Matteo Corsini-ma alle prossime elezioni risorgeremo daremo alla ristorazione romana un posto di primo piano come merita e ci saranno isole pedonale in tutta la citta'. E' assurdo che su Via XXIV Maggio che porta al Quirinale ad esempio non vi sia ancora un'isola pedonale con i tavolini fuori per godersi un drink con la vista della casa di tutti gli italiani.Faremo anche questo -ha dichiarato il candidato Sindaco Matteo Corsini al bar Caffe' il Quirinale che lo ha ospitato per una breve riunione con alcuni ristoratori romani. Roma risorge alle prossime elezioni comunali vota Matteo Corsini sindaco di Roma.

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"Fuori dall'euro per non morire". Beppe Grillo, con un titolo che suggerisce l'uscita dell'Italia dall'Eurozona, rilancia un lungo articolo del Telegraph, in cui dopo una lunga analisi dell'economia italiana e dei suoi rapporti con quelle europee si conclude che, nonostante le difficoltà di questa scelta, "questa volta potrebbe non essere così evidente che il Paese voglia essere salvato alle condizioni europee. Renzi - si legge nell'articolo del quotidiano inglese rilanciato da Grillo - può giustamente concludere che l'unico modo possibile per adempiere al suo compito di un Risorgimento per l'Italia, e costruirsi il proprio mito, è quello di scommettere tutto sulla lira". Roma Risorge il movimento politico fondato da Matteo Corsini non puo' che condividere la posizione assunta dal comico genovese."L'Italia e' ina una crisi irreversibile il barometro e' nello stato comatoso dell'economia che si riflette negativamente sul comporto immobiliare.Le aziende muoiono non c'e' piu' tempo di aspettare."

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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"Se noi prendiamo un europarlamentare in più del Pd è finita, governiamo noi". Lo ha detto Beppe Grillo, leader del M5Stelle a Palermo. "Abbiamo fatto un sondaggio e siamo all'89 per cento - ha detto in tono scherzoso rivolto alla folla - dobbiamo convincere questo 11%. Ma se alle Europee prendiamo un voto in più del Pd andremo davanti al Quirinale, dal vecchietto, a dirgli di andare assieme allo psiconano a Cesano Boscone a tirarsi su il morale ai malati di alzheimer. E poi andremo alle elezioni perché questo governo non lo ha eletto nessuno". "Renzi non è stato eletto da nessuno" "Genny a carogna e Renzi a menzogna si ritroveranno insieme al Pd e faranno leggi insieme. Quello era sotto e l'altro era sopra allo stadio a Roma, lo stato è morto", ha detto Grillo a Palermo. "La gente mi chiede perché non vado da Renzi e non ci parlo. Sapete perché? Perché quando l'ho incontrato un attimo prima di sederci mi ha detto: 'Non voglio niente da te, devi solo stare a sentire'. E devo stare a sentire lui che mente anche pure alla mamma? Io rappresento nove-dieci milioni di italiani. Lui chi è? Non rappresenta nessuno perché non è stato eletto da nessuno". "Sono molto cattivo ma hanno fatto i funerali allo Stato" "Siamo in un mondo capovolto, come ai tempi della peste nera.

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Anche questa settimana il Corriere della sera ha pubblicato un sondaggio condotto da Ipsos riguardante le elezioni europee, che entra nel dettaglio dei singoli elettorati dei partiti candidati alle europee oltre a mostrare le consuete intenzioni di voto. Rispetto alla rilevazione della settimana precedente, i due cambiamenti di maggior rilievo nelle intenzioni di voto si riscontrano nel -0,6% registrato dal PD e nel +0,9% del M5S, che mantengono comunque inalterati gli equilibri ritrovando il PD in prima posizione con il 34,3%, seguito dal M5S al 22,5%. Forza Italia guadagna due decimi di punto ma non recupera terreno in maniera significativa, rimanendo ben al di sotto del 20% nonostante l’inizio di campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Il Nuovo Centrodestra di Alfano alleato con l’Udc di Casini ottiene il 6,1%, mentre Lega Nord rimane poco al di sopra del 5% e Fratelli d’Italia è ad un decimo dalla soglia di sbarramento del 4%. L’altra Europa con Tsipras invece vede più lontano l’obiettivo 4% (si ferma al 3,3) così come Scelta Europea (3%), Svp (0,4%) e gli altri partiti minori che ottengono complessivamente il 2%. Aumenta intanto il partito del non voto, con una quota di indecisi ed astenuti che raggiunge il 38,8% in aumento di un punto percentuale.

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ROMA (Reuters) - Marina Berlusconi non ha intenzione di entrare in politica adesso, ma non esclude di farlo in futuro. In un'intervista al Corriere della Sera, la figlia dell'ex premier - su cui è speculato molto dopo che il cavaliere, ormai ineleggibile e incandidabile, è alla ricerca di un delfino a cui affidare le sorti del centrodestra - per la prima volta lascia aperto uno spiraglio ad un suo futuro impegno nell'agone politico. "So che nella vita non si può mai escludere nulla. Quindi oggi è così. Un domani, se capitasse, la politica, chissà...", dice al Corriere, dopo aver affermato che il suo posto è "nelle aziende, questo è il lavoro che mi piace fare". "E poi questa storia della trasmissione dinastica non mi ha mai convinto. La leadership non si eredita, bisogna sapersela costruire, passo dopo passo, nel tempo, con umiltà, sacrificio, passione. E soprattutto con rispetto: per se stessi e per gli elettori", aggiunge.

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«Per la prima volta sabato scorso in Sardegna ho sentito Silvio Berlusconi irriconoscibile ai miei occhi, per la rabbia e il rancore che mai hanno caratterizzato il Silvio Berlusconi che abbiamo conosciuto». Lo ha detto Angelino Alfano alla convention degli amministratori del Nuovo centro destra a Roma. «Per la prima volta - ha sottolineato il vicepremier uscente - ci siamo sentiti davvero distanti da Forza Italia, dal suo modo di concepire la politica e dalla violenza nel trattare» chi vuole costruire il nuovo centrodestra. «Forza Italia - ha poi aggiunto - era al 38% ora al 22% a forza di trattare male». «BERLUSCONI E GLI INUTILI IDIOTI» - E ancora, un altro attacco a Forza Italia: «Silvio Berlusconi si è circondato in questi anni di troppi inutili idioti, a questi comunichiamo da oggi che migliaia di donne e uomini eletti con le preferenze nelle amministrazioni saranno per strada a spiegare che sono stati inutili idioti che hanno rovinato il sogno di Berlusconi. Il Ncd farà la rivoluzione liberale». Con Francesca Pascale in giro per Forza Italia,Angelino Alfano ha dovuto lasciare la presa del partito politico e trasmigrare con NCD da un'altra parte.Ma il livore nei confronti della nuova fiamma del cavaliere e' evidente.

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Beppe Grillo va subito all’attacco contro Renzi: «Il nuovo boss non è Al Capone, ma un carrierista senza scrupoli, in arte Renzie, buon amico di Berlusconi, di Verdini e di gente che avrebbe fatto paura ai gangster del proibizionismo». Il leader del M5s, in un post dal titolo «Il giorno di San Valentino», paragona la strage degli irlandesi del 14 febbraio del 1929, a Chicago, «quella dei lettiani, almeno di quei pochi che non si sono riconvertiti al nuovo padrone vendendogli anche il culo». «Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia», scrive Grillo, sottolineando, con riferimento al segretario Pd: «Le sue credenziali sono ottime. Oltre ad essere un bugiardo incallito, lo vogliono le banche, la Confindustria, De Benedetti, Scaroni, la finanza. Un perfetto uomo di sinistra».

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Le dimissioni non si danno per dicerie e manovre di palazzo». Non molla, Enrico Letta. Non acconsente alla staffetta con Matteo Renzi. Non si fa da parte in silenzio. Anzi, dopo un «franco» colloquio con il segretario del Pd, il premier rilancia. Presenta il suo programma di governo “Impegno Italia 2012” e chiede alla maggioranza di pronunciarsi su quello, perché «i governi possono nascere» solo in Parlamento. Ma soprattutto, sfida il sindaco a «dire che cosa vuole». A sfiduciarlo apertamente, se davvero intende andare fino in fondo e prendere il suo posto. Ed è quello che Renzi potrebbe fare domani, davanti alla direzione del Pd: «In streaming, a viso aperto». Anche se al Nazareno molti sperano che all’ultimo si riesca ad evitare un esito «cruento». IL DUELLO FINALE Si gioca tutta nel Pd la partita del governo. Lo ha detto martedì Giorgio Napolitano, che tornerà al Quirinale in nottata dal Portogallo. Ma da Lisbona avverte che non si può «indebolire» la «fiducia faticosamente riguadagnata» con il «riaccendersi di timori sulla risolutezza a proseguire sulla strada delle riforme e della responsabilità». Ed è per questo che a chi gli domanda di possibili elezioni anticipate, il capo dello Stato risponde lapidario: «Non diciamo sciocchezze». Del resto non è di elezioni, ma della possibile staffetta tra Renzi

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Tensione anche in sala stampa alla Camera. Alcuni deputati grillini, tra cui Alessandro Di Battista, hanno “fatto muro” fisicamente e poi urlato, impedendo, così, al capogruppo Pd Roberto Speranza di parlare di fronte alle telecamere nella saletta di Montecitorio adibita a questo. Il capogruppo ha dovuto alla fine rinunciare e tra lui e i deputati grillini sono volate parole grosse e ne è sfociata un discussione piuttosto animata. Per Laura Boldrini «è intollerabile ed evoca tristi memorie» che i deputati di M5S «abbiamo impedito ad altro deputati di essere intervistato, e dunque ai giornalisti di esercitare ala Camera il diritto-dovere di informare». INSULTI SESSISTI, SETTE DEPUTATE PD CONTRO DE ROSA (M5S) Saranno tredici le querele nei confronti del deputato M5S Massimo de Rosa, che nella rissa avvenuta ieri sera in commissione Giustizia si è rivolto alle parlamentari Democratiche con un: «Siete arrivate qui solo perché sapete fare bene i p......». Un gruppo di deputate del Pd (Micaela Campana, Alessandra Moretti, Fabrizia Giuliani, Maria Michela Marzano, Assunta Tartaglione, Chiara Gribaudo e Giuditta Pini) componenti della commissione Giustizia della Camera ha denunciato il deputato grillino Massimo Felice De Rosa per una frase ingiuriosa

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È praticamente fatta per l’accordo sulla nuova legge elettorale. Via libera al 37% per il premio di maggioranza, alla delega al governo sui collegi e al Salva-Lega. Resta di 15 punti percentuali al massimo il premio che scatta con la proposta di nuova legge elettorale per la coalizione che raggiunge o supera la soglia del 37%. Il premio - secondo quanto si apprende nell’intesa che sarebbe stata raggiunta - resta infatti al massimo del 55%. «Bene così. Adesso sotto con il Senato, le Province, il titolo V. E soprattutto con il #Jobsact Dai che questa è #lavoltabuona», ha twittato il leader e segretario del Pd Matteo Renzi. Ma la minoranza Pd è critica: «Restano diversi nodi da cambiare in Aula».

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