È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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È stata del 16,7% l’affluenza alle urne per le elezioni europee registrata in Italia fino alle ore 12 di oggi. Nelle europee del 2009 - quando si votò in due giorni, il sabato pomeriggio, dalle 15 alle 22 e la domenica - l’affluenza alla prima rilevazione (le 22 di sabato 6 giugno)era stata del 17,8%, alle ore 12 di domenica 7 giugno del 30,7%. Oggi vi è dunque una flessione di circa 1 punto percentuale. La regione in cui si è votato di più è stata l’Emilia Romagna con il 23,6% degli aventi diritto che sono andati alle urne, quella dove si è votato di meno la Sicilia con il 9,3%. COMUNALI Nettamente più alta l’affluenza per le comunali che è stata del 22,3% (il dato non comprende Sicilia e Friuli Venezia Giulia). Per le comunali in Sicilia è andato a votare il 18,7%; a Caltanissetta, unico capoluogo al voto, l’affluenza è stata del 17,4%. Per le comunali in Friuli ha votato il 21,1.

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"Se noi prendiamo un europarlamentare in più del Pd è finita, governiamo noi". Lo ha detto Beppe Grillo, leader del M5Stelle a Palermo. "Abbiamo fatto un sondaggio e siamo all'89 per cento - ha detto in tono scherzoso rivolto alla folla - dobbiamo convincere questo 11%. Ma se alle Europee prendiamo un voto in più del Pd andremo davanti al Quirinale, dal vecchietto, a dirgli di andare assieme allo psiconano a Cesano Boscone a tirarsi su il morale ai malati di alzheimer. E poi andremo alle elezioni perché questo governo non lo ha eletto nessuno". "Renzi non è stato eletto da nessuno" "Genny a carogna e Renzi a menzogna si ritroveranno insieme al Pd e faranno leggi insieme. Quello era sotto e l'altro era sopra allo stadio a Roma, lo stato è morto", ha detto Grillo a Palermo. "La gente mi chiede perché non vado da Renzi e non ci parlo. Sapete perché? Perché quando l'ho incontrato un attimo prima di sederci mi ha detto: 'Non voglio niente da te, devi solo stare a sentire'. E devo stare a sentire lui che mente anche pure alla mamma? Io rappresento nove-dieci milioni di italiani. Lui chi è? Non rappresenta nessuno perché non è stato eletto da nessuno". "Sono molto cattivo ma hanno fatto i funerali allo Stato" "Siamo in un mondo capovolto, come ai tempi della peste nera.

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Anche questa settimana il Corriere della sera ha pubblicato un sondaggio condotto da Ipsos riguardante le elezioni europee, che entra nel dettaglio dei singoli elettorati dei partiti candidati alle europee oltre a mostrare le consuete intenzioni di voto. Rispetto alla rilevazione della settimana precedente, i due cambiamenti di maggior rilievo nelle intenzioni di voto si riscontrano nel -0,6% registrato dal PD e nel +0,9% del M5S, che mantengono comunque inalterati gli equilibri ritrovando il PD in prima posizione con il 34,3%, seguito dal M5S al 22,5%. Forza Italia guadagna due decimi di punto ma non recupera terreno in maniera significativa, rimanendo ben al di sotto del 20% nonostante l’inizio di campagna elettorale di Silvio Berlusconi. Il Nuovo Centrodestra di Alfano alleato con l’Udc di Casini ottiene il 6,1%, mentre Lega Nord rimane poco al di sopra del 5% e Fratelli d’Italia è ad un decimo dalla soglia di sbarramento del 4%. L’altra Europa con Tsipras invece vede più lontano l’obiettivo 4% (si ferma al 3,3) così come Scelta Europea (3%), Svp (0,4%) e gli altri partiti minori che ottengono complessivamente il 2%. Aumenta intanto il partito del non voto, con una quota di indecisi ed astenuti che raggiunge il 38,8% in aumento di un punto percentuale.

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ROMA (Reuters) - Marina Berlusconi non ha intenzione di entrare in politica adesso, ma non esclude di farlo in futuro. In un'intervista al Corriere della Sera, la figlia dell'ex premier - su cui è speculato molto dopo che il cavaliere, ormai ineleggibile e incandidabile, è alla ricerca di un delfino a cui affidare le sorti del centrodestra - per la prima volta lascia aperto uno spiraglio ad un suo futuro impegno nell'agone politico. "So che nella vita non si può mai escludere nulla. Quindi oggi è così. Un domani, se capitasse, la politica, chissà...", dice al Corriere, dopo aver affermato che il suo posto è "nelle aziende, questo è il lavoro che mi piace fare". "E poi questa storia della trasmissione dinastica non mi ha mai convinto. La leadership non si eredita, bisogna sapersela costruire, passo dopo passo, nel tempo, con umiltà, sacrificio, passione. E soprattutto con rispetto: per se stessi e per gli elettori", aggiunge.

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«Per la prima volta sabato scorso in Sardegna ho sentito Silvio Berlusconi irriconoscibile ai miei occhi, per la rabbia e il rancore che mai hanno caratterizzato il Silvio Berlusconi che abbiamo conosciuto». Lo ha detto Angelino Alfano alla convention degli amministratori del Nuovo centro destra a Roma. «Per la prima volta - ha sottolineato il vicepremier uscente - ci siamo sentiti davvero distanti da Forza Italia, dal suo modo di concepire la politica e dalla violenza nel trattare» chi vuole costruire il nuovo centrodestra. «Forza Italia - ha poi aggiunto - era al 38% ora al 22% a forza di trattare male». «BERLUSCONI E GLI INUTILI IDIOTI» - E ancora, un altro attacco a Forza Italia: «Silvio Berlusconi si è circondato in questi anni di troppi inutili idioti, a questi comunichiamo da oggi che migliaia di donne e uomini eletti con le preferenze nelle amministrazioni saranno per strada a spiegare che sono stati inutili idioti che hanno rovinato il sogno di Berlusconi. Il Ncd farà la rivoluzione liberale». Con Francesca Pascale in giro per Forza Italia,Angelino Alfano ha dovuto lasciare la presa del partito politico e trasmigrare con NCD da un'altra parte.Ma il livore nei confronti della nuova fiamma del cavaliere e' evidente.

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Beppe Grillo va subito all’attacco contro Renzi: «Il nuovo boss non è Al Capone, ma un carrierista senza scrupoli, in arte Renzie, buon amico di Berlusconi, di Verdini e di gente che avrebbe fatto paura ai gangster del proibizionismo». Il leader del M5s, in un post dal titolo «Il giorno di San Valentino», paragona la strage degli irlandesi del 14 febbraio del 1929, a Chicago, «quella dei lettiani, almeno di quei pochi che non si sono riconvertiti al nuovo padrone vendendogli anche il culo». «Se Al Capone ottenne il controllo del mercato degli alcoolici, Renzie otterrà quello delle nomine delle aziende di Stato, come ENI, ENEL, Finmeccanica e Terna che scadono tra due mesi. Dei luoghi dove risiede il potere reale. Letta e Renzie sono dei prestanome, utili a chi li ha sostenuti e li sostiene. Marionette. Il Parlamento e lo stesso Governo sono un’illusione ottica e il Quirinale una monarchia», scrive Grillo, sottolineando, con riferimento al segretario Pd: «Le sue credenziali sono ottime. Oltre ad essere un bugiardo incallito, lo vogliono le banche, la Confindustria, De Benedetti, Scaroni, la finanza. Un perfetto uomo di sinistra».

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Le dimissioni non si danno per dicerie e manovre di palazzo». Non molla, Enrico Letta. Non acconsente alla staffetta con Matteo Renzi. Non si fa da parte in silenzio. Anzi, dopo un «franco» colloquio con il segretario del Pd, il premier rilancia. Presenta il suo programma di governo “Impegno Italia 2012” e chiede alla maggioranza di pronunciarsi su quello, perché «i governi possono nascere» solo in Parlamento. Ma soprattutto, sfida il sindaco a «dire che cosa vuole». A sfiduciarlo apertamente, se davvero intende andare fino in fondo e prendere il suo posto. Ed è quello che Renzi potrebbe fare domani, davanti alla direzione del Pd: «In streaming, a viso aperto». Anche se al Nazareno molti sperano che all’ultimo si riesca ad evitare un esito «cruento». IL DUELLO FINALE Si gioca tutta nel Pd la partita del governo. Lo ha detto martedì Giorgio Napolitano, che tornerà al Quirinale in nottata dal Portogallo. Ma da Lisbona avverte che non si può «indebolire» la «fiducia faticosamente riguadagnata» con il «riaccendersi di timori sulla risolutezza a proseguire sulla strada delle riforme e della responsabilità». Ed è per questo che a chi gli domanda di possibili elezioni anticipate, il capo dello Stato risponde lapidario: «Non diciamo sciocchezze». Del resto non è di elezioni, ma della possibile staffetta tra Renzi

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Tensione anche in sala stampa alla Camera. Alcuni deputati grillini, tra cui Alessandro Di Battista, hanno “fatto muro” fisicamente e poi urlato, impedendo, così, al capogruppo Pd Roberto Speranza di parlare di fronte alle telecamere nella saletta di Montecitorio adibita a questo. Il capogruppo ha dovuto alla fine rinunciare e tra lui e i deputati grillini sono volate parole grosse e ne è sfociata un discussione piuttosto animata. Per Laura Boldrini «è intollerabile ed evoca tristi memorie» che i deputati di M5S «abbiamo impedito ad altro deputati di essere intervistato, e dunque ai giornalisti di esercitare ala Camera il diritto-dovere di informare». INSULTI SESSISTI, SETTE DEPUTATE PD CONTRO DE ROSA (M5S) Saranno tredici le querele nei confronti del deputato M5S Massimo de Rosa, che nella rissa avvenuta ieri sera in commissione Giustizia si è rivolto alle parlamentari Democratiche con un: «Siete arrivate qui solo perché sapete fare bene i p......». Un gruppo di deputate del Pd (Micaela Campana, Alessandra Moretti, Fabrizia Giuliani, Maria Michela Marzano, Assunta Tartaglione, Chiara Gribaudo e Giuditta Pini) componenti della commissione Giustizia della Camera ha denunciato il deputato grillino Massimo Felice De Rosa per una frase ingiuriosa

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È praticamente fatta per l’accordo sulla nuova legge elettorale. Via libera al 37% per il premio di maggioranza, alla delega al governo sui collegi e al Salva-Lega. Resta di 15 punti percentuali al massimo il premio che scatta con la proposta di nuova legge elettorale per la coalizione che raggiunge o supera la soglia del 37%. Il premio - secondo quanto si apprende nell’intesa che sarebbe stata raggiunta - resta infatti al massimo del 55%. «Bene così. Adesso sotto con il Senato, le Province, il titolo V. E soprattutto con il #Jobsact Dai che questa è #lavoltabuona», ha twittato il leader e segretario del Pd Matteo Renzi. Ma la minoranza Pd è critica: «Restano diversi nodi da cambiare in Aula».

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«Oggi passo serio e significativo sul fronte della governabilità» Ore 18 e 33, termina l’incontro tra Renzi e Berlusconi.Vertice durato 2 ore e il primo a parlare è il sindaco: «Passi in avanti» - dice - su legge elettorale e trasformazione del Senato in «camera delle autonomie». RENZI: PROFONDA SINTONIA - «C’è una profonda sintonia con Forza Italia verso un modello di legge elettorale - ha detto Renzi - che favorisca la governabilità, il bipolarismo ed elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli». E ancora: «Su questo tema abbiamo condiviso l’apertura ad altre forze politiche di scrivere questo testo di legge che per quanto ci riguarda; se nelle prossime ore saranno verificati tutti i dettagli, presenteremo il tutto alla direzione del Pd affinchè voti lunedì alle 16». RIFORMA SENATO - «La seconda trasformazione è quella del Senato in una Camera autonoma, senza indennità per i senatori e senza elezione diretta dei senatori». Con questa riforma, quindi, «ci sarà la fine del bicameralismo perfetto» ha detto Renzi. «SEMPLIFICAZIONE E RISPARMIO» - «Abbiamo condiviso le modalità tecniche che saranno presentate nei prossimi giorni - ha detto Renzi - e che vanno nell’ottica della semplificazione e del risparmio»

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Il ministro Nunzia De Girolamo si dice pronta a chiarire «tutto al più presto in Parlamento». Il riferimento è alla polemica che l’ha investita in questi giorni in relazione alle sue presunte pressioni per un appalto nell’Asl di Benevento. «Sono più che disponibile a chiarire al più presto in Parlamento gli aspetti di questa sconcertante vicenda che mi vede sottoposta a un linciaggio mediatico senza precedenti pur non essendo io coinvolta nell’indagine» afferma il ministro dell’Agricoltura. REGISTRAZIONI ABUSIVE - «Ribadisco -afferma ancora il ministro- di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia da parte di chi è stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell’Asl di Benevento e di testimonianze raccolte dai giornali da parte di personaggi già noti alle forze dell’ordine e ai giudici». «Il mio mandato -aggiunge- è, sin dal primo giorno del mio insediamento, nelle mani del Presidente del Consiglio, ma sono pronta a difendere con tutte le forze che ho in corpo la mia dignità e la mia onestà».

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Piacenza 5 Gennaio 2014 Corsera.it L’ex segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, è stato colpito da un grave malore nella mattinata di domenica: la tac cui è stato sottoposto presso l’ospedale di Piacenza ha evidenziato una lieve emorragia cerebrale in seguito alla quale è stato disposto il trasferimento all’ospedale Maggiore di Parma dove, dopo ulteriori esami angiografici, i medici hanno optato per un intervento chirurgico. I dettagli saranno resi noti dall’Azienda Ospedaliera in una comunicazione ufficiale. Bersani è comunque rimasto cosciente. Fonti del suo entourage sottolineano che il malore «non avrebbe causato conseguenze serie dal punto di vista neurologico». L’ex candidato premier si è sentito male nella sua casa di Piacenza intorno alle 10, poi un’ora dopo è arrivato al Pronto Soccorso della stessa città accompagnato dalla moglie e dal fratello, medico. Bersani accusava capogiri e attacchi di vomito. I sanitari lo hanno sottoposto ad accertamenti e dall’esame della Tac è emerso il problema cerebrale. L’esponente del Pd è stato quindi immediatamente trasferito a Parma, nel reparto di neurochirurgia, a bordo di un mezzo del 118.

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Roma 26 Ottobre 2013 Corsera.it Il Pdl si e' dissolto per volonta' del suo capo Silvio Berlusconi Al Capone, si torna all'antico a Forza Italia. Lo ha deciso l’ufficio di presidenza del partito che ha sospeso l’attività e le cariche assegnando tutti i poteri al padre padrone Silvio Berlusconi e i suoi burattini. L’incontro si e' svolto nella dimora lussuosa di Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere. E non vi hanno preso parte il segretario Angelino Alfano e l’ala filo-governativa del partito. Un’assenza che testimonia il solco sempre più profondo tra le due anime dell’ormai ex Pdl, ma che lo stesso Berlusconi ha cercato di minimizzare derubricando le divisioni a «incomprensioni di tipo personale»: « Sono sicuro che i contrasti saranno sanati - ha dichiarato il Cavaliere nella conferenza stampa -. Alfano gode del mio affetto, la mia stima e la mia amicizia. Io l’ho creato segretario due anni fa e credo che potrà continuare a svolgere il suo ruolo». Al momento, però, si tratta di un’investitura solo teorica perché le vecchie deleghe sono state azzerate. Quanto al sostegno del governo, la nota diffusa al termine dell’incontro sottolineava che questo non verrà meno «nel rispetto degli impegni programmatici

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