Milano 22 Aprile 2018

Silvio Berlusconi appare sempre più fuori di senno nell'agone politico . Il cavaliere di Arcore nei panni della Regina Grimilde svuota la rabbia contro gli italiani che a suo dire lo hanno tradito nel segreto dell'urna elettorale , balbetta, inciampa, lancia sguardi dardeggianti di odio verso Luigi Di Maio, quale venditore di gazzose a cui Berlusconi farebbe "pulire i cessi delle sue aziende". Un teatrino bizzarro, quasi stucchevole, che forse nasconde la preoccupazione per l'andamento del suo impero, che nell'ultimo bilancio di esercizio, quello del 2016,  ha riportato perdite record per circa 300 milioni di euro . La corrazzata del suo impero vacilla sotto i colpi della crisi economica e i costi ormai sono fuori controllo. Il precario equilibrio finanziario delle aziende berlusconiane potrebbe accartocciarsi nel breve volgere di qualche settimana, senza la stampella politica. I parametri tra patrimonio netto, attivo circolante e leva finanziaria, sono saltati, e tutto sembra ormai in una fase di accentuato tracollo. I conti non tengono, tutti lo sanno all'interno di Mediaset. Anche l'ultima operazione di maquillage, l'accordo Premium Sky, è un palliativo, che ha scaricato l'immenso peso dell'indebitamento di Premium, in un affascinante matrimonio mediatico, ma niente di più.  Molti si domandano allora, se i conti di Mediaset non siano stati  truccati come quelli del Monte dei Paschi di Siena?

L'ultima speranza per Silvio Berlusconi di salvare il suo impero, è ancora una volta quello di ricorrere alla politica, puntellare le aziende , impedendo in ogni modo che il secondo polo televisivo italiano si accartocci dopo un provvedimento dell'antitrust sulla eccessiva concentrazione di tre televisioni nelle mani di un singolo imprenditore. In effetti quella del gruppo televisivo Mediaset è un'anomalia del tutto italiana, perchè in nessun altro paese del mondo occidentale, esiste ancora una concentrazione dell'informazione ad appannaggio di una sola azienda.Luigi Di Maio e Cairo tengono nel mirino l'impero di Silvio Berlusconi, pronti a farne un solo boccone, liberando per altro l'Italia da una stato di oligopolio dell'informazione . CorSera. it 

Torino 22 Aprile 2018 CorSera.it

La Juventus è vicina ad agguantare il settimo scudetto consecutivo della sua storia, ma Allegri ha gettato al cesso la Champions contro il real Madrid. A poco vale questo scudetto, credetemi, quando la regina del calcio italiana, si fa gettare fuori dalla terza in classifica della Liga spagnola e un certo di Francesco conquista Barcellona, con un manipolo di eroi , più che calciatori . Massimiliano Allegri ha concluso il suo ciclo alla Juventus, che ha bisogno di conquistare una Champions per tornare ad essre la regina d'Europa e non la prima della classe di una scuola della periferia italiana. CorSera. it 

Il Corriere della Sera apre le sue pagine sportive titolando: "Attacco a Fort Juve". Allegri: «Non sono geloso se si parla di Sarrismo, io guardo i libri dei record». Partita scudetto. Napoli a Torino per dare forza alsuo sogno tricolore e interrompere il dominio bianconero. Paolo Tomaselli spiega: "Massimiliano Allegri ha l’aria di non poterne più. Di Sarri, del suo Napoli, del Sarrismo eletto a condizione dello spirito. E stasera è pronto a respingere l’ultimo assalto alla diligenza tricolore, per riprendere la corsa verso il settimo scudetto di fila. Questo Juventus-Napoli è quasi un inedito, perché mai i bianconeri nel loro settennato di grazia avevano dovuto giocare uno scontro diretto, con il campionato ancora aperto, così a ridosso della fine del torneo: un vero e proprio spareggio, che non vale solo la supremazia in classifica, ma anche quella «ideologica» (...)".



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Roma 22 Aprile 2018 (Corsera. it Copyright)

Silvio Berlusconi imprenditore della televisione, infilati i panni della Regina Grimilde, sta concludendo in questi giorni, la sua interminabile parabola politica, insultando  "l'enfant prodige" della politica italiana, quel tal Luigi di Maio , ex venditore di gazzose dello stadio San Paolo. " Nella mia azienda Luigi Di Maio l'avrei mandato a pulire i cessi ". Il leggendario cavaliere, imprenditore di Arcore, in profumo di Mafia, salito alla ribalta della cronaca finanziaria grazie alla costruzione di una città nella città , la celeberrima Milano 3, ma sopratutto in segito alla fondazione del primo polo televisivo privato italiano, oggi si ritrova, ad 83 anni suonati, a misurarsi con un garzone di bottega, che l'ha superato in maestria e promesse elettorali inesigibili. Silvio Berlusconi il cavaliere di Arcore, proprio non ci stà, ad essere messo sotto da un rivale politico, ma sopratutto da un suo pari, probabilmente vede la sua immagine riflessa nello specchio. Luigi di Maio lo vuole fuori dalla politica che conta, dai tavoli delle trattative per il nuovo governo insieme a Matteo Salvini. Silvio Berlusconi capo di Mediaset, grandissimo leader politico, è umiliato sulla pubblica piazza, ridicolizzato da un ragazzino di 31 anni, che vittorio feltri definisce  "analfabeta grammaticale " .



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Roma 5 Aprile 2018 . Fortuna politica e pericoli che si celano dietro il  Movimento Cinque Stelle.  

Chi è davvero Luigi Di Maio e dove vuole arrivare?  Cosa sta tramando nell'oscurità di Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi per non sparire dalla scena politica italiana ?

Quali sono i pericoli nascosti dietro il programma del reddito di cittadinanza? Le Mafie staranno a guardare o sono state loro a determinare la vittoria del Movimento Cinque Stelle nel Sud dell'Italia ?

Chi sono i pasdaran e i trasformisti che si sono gettati nel pentolone pentastellato in cerca di una nuovo Eldorado?

Alla fine di questa inebriante galoppata politica , il Santone Beppe Grillo finirà  a gambe all' aria appeso a testa in giù dal popolo tradito ? 

Luigi Di Maio è un idrovora, un giovane di 31 anni non diventa leader percaso, le sue qualità tecniche oratorie sono di primissimo livello, possiede una mente agilissima, astuta, educata ai meccanismi stringenti della politica, fin dalla tenera età. Luigi Di Maio uno steward dello stadio San Paolo, che vendeva gazzose, non è un rappresentante politico dal volto candido, ma un nuovo Giulio Andreotti in fieri,  un serpente a sonagli capace  di neutralizzare con un sol colpo contemporaneamente Matteo Renzi e Silvio Berlusconi . 



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Roma 4 Aprile 2018 j Questa mattina , tra alcune ore, iniziano le consultazioni politiche per la formazione del nuovo Governo della Repubblica Italiana. Sergio Mattarella inizierà ad incontrare le delegazioni politiche. Luigi Di Maio salirà al Colle con il Quorum in mano, sono circa 120 le adesioni spontanee alla linea programmatica del Movimento Cinque Stelle. Le adesioni arrivano da quasi tutti gli schieramenti politici in primis dal Partito Democratico, Forza Italia , LIberi e Uguali. Ricordiamo che il Movimento Cinque Stelle ha bisogno di circa 90 deputati per la maggioranza alla Camera e di circa 60 Senatori . (CorSera Copyright all right reserved )



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Roma 4 Aprile 2018  

Non c'e' nulla da dire, la feroce opposizione di Luigi Di Maio, ad un esecutivo con Silvio Berlusconi, ha di fatto radicalizzato lo scontro politico in Italia, ma sopratutto ha messo una solida ipoteca sulla leadership governativa, rispetto alla Lega di Matteo Salvini. La mossa a sorpresa del leader dei pentastellati, ha di fatto spinto Salvini in un acquitrinoso cul de sac, facendo decadere  la condivisione della leadership politica dei movimenti populisti, attribuita dagli elettori di entrambi gli schieramenti, ai due giovanissimi leader. Non c'e' inoltre dubbio che la Volpe Astuta Luigi Di Mario, ha completato l'OPA sugli elettori del Partito Democratico, perchè mai prima di ora, nel corso degli ultimi cinque anni ( dal Patto del Nazareno ) nessun politico si era opposto così accanitamente contro la  persona di Silvio Berlusconi.Il coniglio rossiccio e posticcio è stato abbattuto da un Uomo Nuovo.Questo tatticismo senza molti fronzoli, duro e crudo, spingerà molti simpatizzanti di sinitra verso il Movimento Cinque Stelle e cementerà l'opinione pubblica italiana che non vuole più sentir parlare del leader di Forza Italia.



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Roma 25 Marzo 2018 CorSera

Se fosse una scena tratta dal film del Marchese del Grillo, quella di questi giorni sarebbe la scena in cui a Gasperino er carbonaro, una volta salito sul patibolo,  viene infilata la testa nella ghigliottina, negli ultimi istanti della sua miserrima vita. Ma siamo ai giorni nostri e dunque ciò che si rappresenta è meno cruento, ma pur sempre la fine feroce di un impero finanziario e politico, legato alla figura di Silvio Berlusconi, che stà per andare in pezzi. Silvio Berlusconi è la vittima designata di questa nuova alleanza politica tra Movimento Cinque Stelle e Lega, soltanto questione di tempo. E  credo che nei governi regionali non accadrà nulla,perchè tutti i politici di Forza Italia, salteranno a bordo del vascello Leghista, più robusto e indirizzato a cementare  una alleanza di ferro con Luigi di Maio , che governerà nei prossimi venti anni in Italia.



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Roma 24 Marzo 2018 

Non c'e' che dire la seconda Repubblica oggi è finita per sempre. La rottura tra la Lega di Matteo Salvini e Silvio Berlusconi è avvenuta platealmente difronte alle telecamere delle televisioni. La Lega ha votato compatta per la senatrice Anna Maria Bernini, la bellissima vedova bolognese, che nel corso di alcuni anni ha subito una trasfomrazione estetica spaventosa, il volto deturpato da decine di interventi chirurgici che l'hanno resa inespressiva, inguardabile,. quasi fosse un replicante di Blade Runner. Oggi è l'immagine del degrado politico di Forza Italia, ma sopratutto del degrado culturale che le televisioni commerciali di Silvio Berlusconi hanno introdotto nel paese, devastando la cultura italica con programmi spazzatura . Oggi si è chiusa su questo caravanserraglio di avventurieri politici, la porta della politica italiana. Sono fuori da ogni gioco di potere.. Matteo Salvini e gli altri leaders della Lega non si lasceranno sfuggire l'occasione di formare un governo con il Movimento Cinque Stelle  e poi si vedrà. Quelli di Forza Italia sono allo sbaraglio, sentono il terreno bruciargli sotto i piedi. Maurizio Gasbarri addirittura minaccia Matteo Salvini " farai una brutta fine come Gianfranco Fini e Angelino Alfano " 

Corsera.it 



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Roma 23 Marzo 2018 CorSera di Ailda Bersani 

Oggi al Senato della Repubblica italiana, si è consumata la congiura dei Cesari a danno dell'ex cavaliere Silvio Berlusconi. La Lega di Matteo Salvini si è sfilata dagli accordi della coalizione del centro destra, votando per la senatrice Anna Maria Bernini (quella che si è deturpata il viso seviziandolo con decine di interventi chirurgici - una volta era una bella vedova allegra che girava per Bologna ) . " Un atto di ostilità " ha immediatamente replicato il senatore Renato Brunetta, uno dei protagonisti più in vista dell'armata Brancaleone di Forza Italia . L'accordo politico tra Lega e Movimento Cinque Stelle passa sul cadavere di Silvio Berlusconi, il cui imperoi è destinato ad essere smembrato a favore di Caito, l'attuale proprietario dell'emittente televisiva La 7 e del Corriere della Sera. Dopo la votazione , la coalizione di centrodestra è saltata per aria come una santa barbara, le cui scintille pirotecniche si sono avvertite in ogni città italiana. Gli effetti di questa decisione dei vertici del Carroccio era comunque nell'aria, che Matteo Salvini fosse sospettato di tradimento era ormai noto ai cronisti politici. Comunque il dado è tratto, si volta pagina , la terza Repubblica nasce sulle spoglie del leader di Forza Italia, la vera vittima di questa ultima tornata elettorale. CorSera copyright



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Roma 24 Marzo 2018 CorSera

Non ci sono dubbi, la senatrice Anna Maria Bernini è la politica che tutti si vorrebbero fare e gli apprezzamenti maschilisti sulle sue prorompenti labbra rosse si sprecano ad ogni angolo di palazzo Madama.Il pomeriggio al Senato nel corso delle varie votazioni si è trasformato in una sauna bollente dove tutto poteva accadere ed è accaduto. La Lega di Matteo Salvini ha annunciato di aver votato per la senatrice bolognese Anna Maria Bernini , sfidando platealmente Silvio Berlusconi e rompendo gli accordi politici intervenuti all'interno della coalizione di centro destra. I commenti hard sulla Anna Maria Bernini si sprecavano : "Ma tu te la faresti la senatrice ? " " Mi fa impazzire hai visto che labbra ...." Vestita di bianco, bella come una statua, una donna bionica e quasi perfetta, calcava il parterre del Senato, ormai inseguita da quel riflettore a luci rosse che le aveva scaraventato addosso la dichiarzaione del leader della Lega Matteo Salvini. " E' fatta " qualcuno si è sbrigato a commentare " il centrodestra salta per aria con buona pace di Silvio Berlusconi " . A mettere la parola fine alla coalizione è dunque stato il breve comunicato rilasciato difronte a fotografi e giornalisti impazziti di avere tra le mani la notizia del giorno, il vero scoop di queste votazioni al Senato della Repubblica italiana.

"Stiamo lavorando per darvi un nome accettabile". È l'ora di pranzo quando negli uffici della Camera in cui è chiuso Luigi Di Maio squilla un telefono. All'altro capo della cornetta uno dei principali tessitori della rete di Matteo Salvini. I 5 stelle sono all'angolo. Il no su Paolo Romani alla presidenza del Senato rimane incrollabile, il centrodestra resta tetragono, rischiano di saltare tutti gli schemi, e di rotolare sul tavolo dei veti incrociati la testa del candidato presidente stellato alla Camera.

Verso le 17.30 il leader della Lega piomba come una furia nel Transatlantico del Senato. Sorride sotto i baffi, aspetta che tutte le telecamere si accendano. Poi sgancia la bomba: "Per senso di responsabilità abbiamo deciso di cambiare candidato". Fa per andarsene ma un cronista lo blocca: "Chi è?". "È Anna Maria Bernini". I 5 stelle esultano. Per tutto il giorno hanno guardato con preoccupazione alla testardaggine della coalizione avversaria, immobili come chi sa di aver calpestato una mina e cerca di scampare all'esplosione. Al punto che nei conciliaboli tra i senatori a metà mattina avanza l'ipotesi di votare un candidato del Pd: "Perché no? – è il ragionamento – nel caso arrivasse al ballottaggio con Romani e fosse un buon profilo?".



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Il Corriere della Sera di questa mattina apre in prima pagina con le esclusioni eccellenti in vista del prossimo Mondiale da parte del ct dell'Argentina Jorge Sampaoli: "Al Mondiale non vedremo i fuoriclasse Dybala e Icardi". Il selezionatore della Nazionale sudamericana ha già annunciato queste esclusioni alla vigilia della gara di stasera contro l'Italia, prima sfida per gli azzurri dopo la mancata qualificazione alla Coppa del Mondo in Russia.



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Il Cda del Milan del 13 marzo ha deliberato un nuovo aumento di capitale da 37,44 milioni di euro che servirà al club di via Aldo Rossi per la stagione 2017-2018. Come è successo anche le altre volte, Yonghong Li non dovrà versare questa cifra in un’unica soluzione, ma in più tranche e la prima da 10 milioni dovrà essere versata entro oggi.

CI PENSA MR.LI - A riferirlo è l’edizione odierna del Corriere della Sera, che spiega però che, a termine di legge, “il diritto di opzione dell’azionista di maggioranza per la sottoscrizione delle azioni Milan può essere esercitato entro 15 giorni, pertanto sino al 4 aprile”. Il resto dei soldi dovrà invece essere versato entro il 30 giugno. Il fondo americano Elliott ha dato già da qualche giorno la sua disponibilità a prestare altri 35 milioni di euro, ma da quello che filtra sarà anche questa volta la Rossoneri Sport di Mr.Li a versare questi primi dieci milioni di euro.

DUE SCENARI - Nonostante le difficoltà e qualche piccolo ritardo, il proprietario e presidente milanista ha sempre rispettato i suoi impegni e ha pagato tutto quello che c’era da pagare. Yonghong Li non ha nessuna intenzione di mollare: se dovesse riuscire a garantire questi altri dieci milioni, il numero uno di via Aldo Rossi resterebbe infatti al suo posto e il tema centrale tornerebbe ad essere il rifinanziamento del debito con Elliott. Se così non fosse, allora  aumenterebbero le possibilità che il fondo possa prendersi il club. Insomma, la telenovela sulle vicende societarie del Milan si arricchisce ogni giorno di nuove puntate e i prossimi giorni potrebbero essere decisivi per il futuro del club rossonero.



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Poche ore dopo l'annuncio di Matteo Salvini di far convergere i voti della Lega su un candidato diverso rispetto a Paolo Romani scatenando la dura reazione di Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio apre alla possibilità di un'intesa con il leader del Carroccio.

"Per la Presidenza del Senato siamo disponibili a sostenere Anna Maria Bernini o un profilo simile", ha scritto il capo politico del Movimento Cinque Stelle sui suoi account social.



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